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<blockquote data-quote="dinute" data-source="post: 7161815" data-attributes="member: 15666"><p>non sono d'accordo, nel ciclocross con la guida di Daniele Pontoni c'è stato un evidente cambio di rotta e anche in pista con la nazionale l'attività è aumentata notevolmente. Poi i nodi gravi permangono (a livello giovanile su strada sicuramente) ma il cambio di rotta rispetto a Di Rocco è più che evidente. Ma in generale l'ambiente del ciclismo non spicca per ampiezza di vedute, anzi è un ambiente mediamente fobico per i cambiamenti e provinciale (nell'accezione negativa del termine). E' difficile dire se la spinta innovatrice di Martinello avrebbe potuto avere effetti. E infatti i delegati stessi non l'hanno votato.</p><p>Non voglio passare per un Dagnoni's boy, semplicemente un ambiente come quello della federazione è difficile che elegga un presidente troppo diverso dal loro "sentire". Poi lui è ben entrato nel ruolo dell'imprenditore che dona le proprie capacità manageriali alla comunità, non è che mi piaccia, ma è uno schema di comunicazione politica ormai ampiamente diffuso (e apprezzato a quanto pare).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="dinute, post: 7161815, member: 15666"] non sono d'accordo, nel ciclocross con la guida di Daniele Pontoni c'è stato un evidente cambio di rotta e anche in pista con la nazionale l'attività è aumentata notevolmente. Poi i nodi gravi permangono (a livello giovanile su strada sicuramente) ma il cambio di rotta rispetto a Di Rocco è più che evidente. Ma in generale l'ambiente del ciclismo non spicca per ampiezza di vedute, anzi è un ambiente mediamente fobico per i cambiamenti e provinciale (nell'accezione negativa del termine). E' difficile dire se la spinta innovatrice di Martinello avrebbe potuto avere effetti. E infatti i delegati stessi non l'hanno votato. Non voglio passare per un Dagnoni's boy, semplicemente un ambiente come quello della federazione è difficile che elegga un presidente troppo diverso dal loro "sentire". Poi lui è ben entrato nel ruolo dell'imprenditore che dona le proprie capacità manageriali alla comunità, non è che mi piaccia, ma è uno schema di comunicazione politica ormai ampiamente diffuso (e apprezzato a quanto pare). [/QUOTE]
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