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<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 7166811" data-attributes="member: 1850"><p>La maggior parte non vivono di pubblicità diretta di inserzionisti, ma con pubblicità indiretta (AdWords, etc..), quindi la qualità conta zero. Conta la "viralità" del contenuto ed i numeri.</p><p></p><p>Io posso passare 1 mese a scrivere un articolo informativo, con bibliografia, etc...ma poi il video fatto col cell di uno scoiattolo morto perché finito su un disco dei freni farà comunque nmila^3 visite rispetto al primo.</p><p></p><p></p><p></p><p>Vedi sopra. C'è da dire che oggi è anche difficile capire cosa sia "la qualità". Prendiamo per es. e per restare in tema, i celebri "test": un test fatto in collaborazione con il MIT con n-mila grafici e formule che decretasse che un telaio è migliore di un altro sarebbe percepito come "di qualità"? Secondo me si, ma dalla stessa % di persone che direbbe che fa schifo, come per qualunque altro test.</p><p>Il meccanismo è il solito: il MIT vi ha prezzolati, l'azienda x vi ha pagato piu' della y, etc...senza contare i fanboys del marchio "perdente" incazzati a prescindere.</p><p>E come ciliegina ci metti che un articolo (o un video) con formule e grafici e complicazioni varie sarebbe visto forse per i primi 15" e per gli ultimi 15". Ricordo che viviamo nell'epoca dei video di tiktok di 30" e del NYT che deve avvertire i lettori se un articolo è lungo (the long read) come uno che attacca il cartello "cane che morde" al cancello di casa....</p><p></p><p>Non a caso tanta gente si fossilizza dentro le proprie bolle sui vari social per sentire solo quello che gli piace fino a perdere il boccino e credere che la terra è piatta e che ci siano degli squali nani nei succhi di frutta.</p><p></p><p></p><p></p><p>Più che proporre sempre la stessa minestra la tentazione forte è quella di inseguire la pancia dei lettori. Tanto se il video di un gattino che scoreggia fa piu' visite di un articolo serio perché sbattersi? Prendi un "freelance" (trad= disoccupato volenteroso), non lo paghi, se non simbolicamente, e quello ti scrive 10 righe che valgono quello che sono costate, ma intanto "costruendosi il CV" (ed ovviamente non succede perché chi assume sa come funziona). In una spirale al ribasso infinita (per cui hai mezza homepage piena di video di 10" letteralmente rubati su Yt, ma con 25" di inserzione pubblicitaria).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 7166811, member: 1850"] La maggior parte non vivono di pubblicità diretta di inserzionisti, ma con pubblicità indiretta (AdWords, etc..), quindi la qualità conta zero. Conta la "viralità" del contenuto ed i numeri. Io posso passare 1 mese a scrivere un articolo informativo, con bibliografia, etc...ma poi il video fatto col cell di uno scoiattolo morto perché finito su un disco dei freni farà comunque nmila^3 visite rispetto al primo. Vedi sopra. C'è da dire che oggi è anche difficile capire cosa sia "la qualità". Prendiamo per es. e per restare in tema, i celebri "test": un test fatto in collaborazione con il MIT con n-mila grafici e formule che decretasse che un telaio è migliore di un altro sarebbe percepito come "di qualità"? Secondo me si, ma dalla stessa % di persone che direbbe che fa schifo, come per qualunque altro test. Il meccanismo è il solito: il MIT vi ha prezzolati, l'azienda x vi ha pagato piu' della y, etc...senza contare i fanboys del marchio "perdente" incazzati a prescindere. E come ciliegina ci metti che un articolo (o un video) con formule e grafici e complicazioni varie sarebbe visto forse per i primi 15" e per gli ultimi 15". Ricordo che viviamo nell'epoca dei video di tiktok di 30" e del NYT che deve avvertire i lettori se un articolo è lungo (the long read) come uno che attacca il cartello "cane che morde" al cancello di casa.... Non a caso tanta gente si fossilizza dentro le proprie bolle sui vari social per sentire solo quello che gli piace fino a perdere il boccino e credere che la terra è piatta e che ci siano degli squali nani nei succhi di frutta. Più che proporre sempre la stessa minestra la tentazione forte è quella di inseguire la pancia dei lettori. Tanto se il video di un gattino che scoreggia fa piu' visite di un articolo serio perché sbattersi? Prendi un "freelance" (trad= disoccupato volenteroso), non lo paghi, se non simbolicamente, e quello ti scrive 10 righe che valgono quello che sono costate, ma intanto "costruendosi il CV" (ed ovviamente non succede perché chi assume sa come funziona). In una spirale al ribasso infinita (per cui hai mezza homepage piena di video di 10" letteralmente rubati su Yt, ma con 25" di inserzione pubblicitaria). [/QUOTE]
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