Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Gare
Professionisti
News dal mondo dei pro
Pro stagione 2025
Testo
<blockquote data-quote="dinute" data-source="post: 7755098" data-attributes="member: 15666"><p>A livello U17 e U19 lasciare la scuola è una bestemmia. Anzi, per le esperienze personali che ho avuto con mio figlio, nessuno ci ha mai chiesto di non mandarlo a scuola, anzi. Mio foglio non ha continuato come U23 ma gli amici che correvano con lui hanno terminato il liceo anche in squadre continental e nessuno dei ragazzi che conosco ha avuto problemi con le squadre a staccare a maggio e giugno per gli esami.</p><p>L'università è un altro paio di maniche e richiede una costanza e capacità non indifferente soprattutto se si corre in squadre continental.</p><p></p><p>Anche i ragazzi che corrono con le devo, ne conosco un paio, gli studi li hanno completati, ognuno naturalmente secondo le proprie capacità e scelte scolastiche.</p><p></p><p>"Ai miei tempi" sono nato negli anni 70 chi faceva ciclismo mollava la scuola alle medie, era abbastanza normale. Chi continuava era raro, Bugno che ha fatto il liceo scientifico era mediamente considerato uno spostato.</p><p></p><p>Che la scuola italiana non si adatti a chi fa sport è palese, ma non si adatta neanche a chi fa qualsiasi altra cosa che sia sport o musica al conservatorio. Per questo alcuni ragazzi che ho conosciuto hanno scelto i licei sportvi per poi scoprire che, su questo punto, sono come tutti gli altri.</p><p>L'esperienza sportiva a buon livello nazionale (c'è tutta una tabella di risultati che riconoscono il livello sportivo dei risultati ottenuti) non è riconosciuta dalla scuola nemmeno come esperienza scuola-lavoro. Almeno questo dovrebbe essere il minimo. Vengono riconosciuti al momento solo dei crediti scolastici, nel PAP viene inserite delle garanzie per lo studente (trasferte non conteggiate come assenze, ecc) ma non è molto.</p><p>In più il percorso di studi di 5 anni invece dei 4 come tutto il globo terracqueo aiuta ancora meno. Del resto la scuola italiana è ancora quella di Gentile e della sua riforma del 1923, non proprio la modernità e la freschezza.</p><p></p><p>Da allievi gli allenamenti a settimana sono 3/4 più la gara della domenica. Da Juniores gli allenamenti diventano 5-6 naturalmente non tutti di tre ore. Gli allievi fino a giugno fanno gare di una 60 ina di km per arrivare a 80-90 solo a fine stagione. Quindi un lungo a settimana la domenica da gennaio e marzo è mediamente sufficiente per il chilometraggio. Poi finita la scuola fino a settembre è sempre festa</p><p></p><p>All'estero è abbastanza diverso, oltre appunto per il fatto che le superiori sono strutturate su 4 anni anziché 5. Poco tempo fa leggevo di Tibor del Grosso che era nelle attenzioni di tutte le migliori devo giovanili soprattutto, in quanto olandese, della Visma. Ma la Visma alla fine non l'ha scelto perchè andava male a scuola! Effettivamente è un altro mondo passate le Alpi. Anche le devo di Groupama e Decathlon preferiscono i ragazzi che continuano gli studi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="dinute, post: 7755098, member: 15666"] A livello U17 e U19 lasciare la scuola è una bestemmia. Anzi, per le esperienze personali che ho avuto con mio figlio, nessuno ci ha mai chiesto di non mandarlo a scuola, anzi. Mio foglio non ha continuato come U23 ma gli amici che correvano con lui hanno terminato il liceo anche in squadre continental e nessuno dei ragazzi che conosco ha avuto problemi con le squadre a staccare a maggio e giugno per gli esami. L'università è un altro paio di maniche e richiede una costanza e capacità non indifferente soprattutto se si corre in squadre continental. Anche i ragazzi che corrono con le devo, ne conosco un paio, gli studi li hanno completati, ognuno naturalmente secondo le proprie capacità e scelte scolastiche. "Ai miei tempi" sono nato negli anni 70 chi faceva ciclismo mollava la scuola alle medie, era abbastanza normale. Chi continuava era raro, Bugno che ha fatto il liceo scientifico era mediamente considerato uno spostato. Che la scuola italiana non si adatti a chi fa sport è palese, ma non si adatta neanche a chi fa qualsiasi altra cosa che sia sport o musica al conservatorio. Per questo alcuni ragazzi che ho conosciuto hanno scelto i licei sportvi per poi scoprire che, su questo punto, sono come tutti gli altri. L'esperienza sportiva a buon livello nazionale (c'è tutta una tabella di risultati che riconoscono il livello sportivo dei risultati ottenuti) non è riconosciuta dalla scuola nemmeno come esperienza scuola-lavoro. Almeno questo dovrebbe essere il minimo. Vengono riconosciuti al momento solo dei crediti scolastici, nel PAP viene inserite delle garanzie per lo studente (trasferte non conteggiate come assenze, ecc) ma non è molto. In più il percorso di studi di 5 anni invece dei 4 come tutto il globo terracqueo aiuta ancora meno. Del resto la scuola italiana è ancora quella di Gentile e della sua riforma del 1923, non proprio la modernità e la freschezza. Da allievi gli allenamenti a settimana sono 3/4 più la gara della domenica. Da Juniores gli allenamenti diventano 5-6 naturalmente non tutti di tre ore. Gli allievi fino a giugno fanno gare di una 60 ina di km per arrivare a 80-90 solo a fine stagione. Quindi un lungo a settimana la domenica da gennaio e marzo è mediamente sufficiente per il chilometraggio. Poi finita la scuola fino a settembre è sempre festa All'estero è abbastanza diverso, oltre appunto per il fatto che le superiori sono strutturate su 4 anni anziché 5. Poco tempo fa leggevo di Tibor del Grosso che era nelle attenzioni di tutte le migliori devo giovanili soprattutto, in quanto olandese, della Visma. Ma la Visma alla fine non l'ha scelto perchè andava male a scuola! Effettivamente è un altro mondo passate le Alpi. Anche le devo di Groupama e Decathlon preferiscono i ragazzi che continuano gli studi. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Gare
Professionisti
News dal mondo dei pro
Pro stagione 2025
Alto
Basso