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Giro d'Italia
Processo alla Tappa Giro 2012
Testo
<blockquote data-quote="pirobutirro" data-source="post: 3576231" data-attributes="member: 4304"><p>Nazzareno balani saranno 30 anni che segue il ciclismo. Il punto è che c'è qiualcuno che ha deciso che il ciclismo non si può più raccontare in televisione, per cui ammappano ennemila ore di diretta con "varie ed eventuali" e la corsa, la gara, rimane in sottofondo. La gara ciclistica, se mi passate il paragone, è un romanzo russo, non una raccolta di racconti. Per cui bisogna dare ai telespettatori tutti gli elementi. Per dare gli elementi è necessario riprendere di più i corridori, ricreare la tensione con le immagini, e non ripetutamente staccare ad esempio su chi mangia un gelato o un bambino vestito di rosa o mandare le interviste negli ultimi 20 km. Se segui il ciclismo ed è una tappa di pianura con 2 carneadi in fuga, non puoi pensare tu regsita che è una tappa noiosa, hai il dovere e l'opportunità di raccontare il gruppo, e tu telecronista hai il dovere di dirci chi è quel corridore in quel momento inquadrato, e farci un racconto su di lui, di modo che io telespettatore accumulo informazioni che poi saranno utili nel momento in cui la corsa entra nel vivo. Se no è ovvio che per 3 ore non succede niente, quando in realtà ci sono 190 e passa corridori che stanno gareggiando. La mancanza delle riprese nel tratto in salita durante ne è stata la controprova. Probabilmente i motociclisti non erano organizzati bene, dove era possibile l'inversione di marcia? A parziale scusante c'è la lunga trasferta dalla Danimarca, ma è anche vero che le sedi regionali esistono per questo, per sopperire quando serve. Un appunto sui telecronisti. Non dico che sia facile e infatti fanno comunque il possibile per rendere vivace la corsa. Inoltre il pubblico televisivo durante il giro è una platea ben più ampia di "noi" supertecnici e superfanatici. Però, e c'è un però grande come una casa, questo non ti esime dal commentare cosa succede in corsa. Per questo ci piace savoldelli, che fa un racconto preciso sulla diretta della corsa. Non in ritardo nove volte su dieci - compresi i famosi replay, che in realtà tecnicamente sono una toppa laddove si è preso un buco, visto che c'avevi l'operatore - quando qualcuno allunga o quando si stacca o quando le squadre lottano per le posizioni di testa. Secondo me, e mi posso sbagliare, questa è una scelta editoriale ben precisa, non so se rcs è d'accordo, ma d'altra parte poco ci potrebbe fare.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pirobutirro, post: 3576231, member: 4304"] Nazzareno balani saranno 30 anni che segue il ciclismo. Il punto è che c'è qiualcuno che ha deciso che il ciclismo non si può più raccontare in televisione, per cui ammappano ennemila ore di diretta con "varie ed eventuali" e la corsa, la gara, rimane in sottofondo. La gara ciclistica, se mi passate il paragone, è un romanzo russo, non una raccolta di racconti. Per cui bisogna dare ai telespettatori tutti gli elementi. Per dare gli elementi è necessario riprendere di più i corridori, ricreare la tensione con le immagini, e non ripetutamente staccare ad esempio su chi mangia un gelato o un bambino vestito di rosa o mandare le interviste negli ultimi 20 km. Se segui il ciclismo ed è una tappa di pianura con 2 carneadi in fuga, non puoi pensare tu regsita che è una tappa noiosa, hai il dovere e l'opportunità di raccontare il gruppo, e tu telecronista hai il dovere di dirci chi è quel corridore in quel momento inquadrato, e farci un racconto su di lui, di modo che io telespettatore accumulo informazioni che poi saranno utili nel momento in cui la corsa entra nel vivo. Se no è ovvio che per 3 ore non succede niente, quando in realtà ci sono 190 e passa corridori che stanno gareggiando. La mancanza delle riprese nel tratto in salita durante ne è stata la controprova. Probabilmente i motociclisti non erano organizzati bene, dove era possibile l'inversione di marcia? A parziale scusante c'è la lunga trasferta dalla Danimarca, ma è anche vero che le sedi regionali esistono per questo, per sopperire quando serve. Un appunto sui telecronisti. Non dico che sia facile e infatti fanno comunque il possibile per rendere vivace la corsa. Inoltre il pubblico televisivo durante il giro è una platea ben più ampia di "noi" supertecnici e superfanatici. Però, e c'è un però grande come una casa, questo non ti esime dal commentare cosa succede in corsa. Per questo ci piace savoldelli, che fa un racconto preciso sulla diretta della corsa. Non in ritardo nove volte su dieci - compresi i famosi replay, che in realtà tecnicamente sono una toppa laddove si è preso un buco, visto che c'avevi l'operatore - quando qualcuno allunga o quando si stacca o quando le squadre lottano per le posizioni di testa. Secondo me, e mi posso sbagliare, questa è una scelta editoriale ben precisa, non so se rcs è d'accordo, ma d'altra parte poco ci potrebbe fare. [/QUOTE]
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