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<blockquote data-quote="dinute" data-source="post: 3948208" data-attributes="member: 15666"><p>Straquoto, dire che gli africani non vinceranno mai in bici perchè "non portati" e viceversa gli europei "portati" per il ciclismo a me puzza un pò di razzismo. Certamente ci sono dei vantaggi genetici accertati (fibre muscolari ecc) ma poco altro. Perchè i giamaicani vincono tutta la velocità, mica penserete a fattori genetici? in giamaica tra colonialismo e tratta degli schiavi c'è il DNA di mezzo mondo: organizzazione e investimenti; la federezione giamacana trovati dei talenti ci ha costruito attorno delle strutture organizzatissimi: qua in friuli a Lignano si allena per tutto l'anno la squadra di Asafa Powel. La Federazione italiana fa qualcosa di analogo? non mi pare.</p><p></p><p>In Kenya qualsiasi ragazzino mostri doti di fondo viene fatto allenare da subito in centri specializzati (i più fortunati, gli altri vengono praticamente comprati), in cui non fanno altro che correre e allenarsi: attualmente il fondo mondiale è "invaso" da miriadi di kenyani ed etiopi che vivono solo di corsa: primeggiano in gare importanti o meno importanti, ma la cosa credo dipenda più da necessità (molti vivono dei pochi euro che guadagnano dalle vittorie) e dal fatto che vivono correndo da quando sono bambini: mi stupirei se un bambino italiano che passa ore e ore seduto tra scuola, tv e computer mai primeggierà in qualche specialità atletica di fondo.</p><p></p><p></p><p>Il ciclismo è ancora più complicato non è istintivo come la corsa a piedi, ci vogliono mezzi e organizzazioni superiori. In paesi come quelli africani tra mille difficoltà è veramente difficile pensare di fare del ciclismo a livello europeo. Ma appena dei paesi trovano stabilità politica ed economica, Sud Africa o Ruanda per esempio, il ciclismo trova spazio e ne troverà sempre di più se tanti paesi troveranno pace.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="dinute, post: 3948208, member: 15666"] Straquoto, dire che gli africani non vinceranno mai in bici perchè "non portati" e viceversa gli europei "portati" per il ciclismo a me puzza un pò di razzismo. Certamente ci sono dei vantaggi genetici accertati (fibre muscolari ecc) ma poco altro. Perchè i giamaicani vincono tutta la velocità, mica penserete a fattori genetici? in giamaica tra colonialismo e tratta degli schiavi c'è il DNA di mezzo mondo: organizzazione e investimenti; la federezione giamacana trovati dei talenti ci ha costruito attorno delle strutture organizzatissimi: qua in friuli a Lignano si allena per tutto l'anno la squadra di Asafa Powel. La Federazione italiana fa qualcosa di analogo? non mi pare. In Kenya qualsiasi ragazzino mostri doti di fondo viene fatto allenare da subito in centri specializzati (i più fortunati, gli altri vengono praticamente comprati), in cui non fanno altro che correre e allenarsi: attualmente il fondo mondiale è "invaso" da miriadi di kenyani ed etiopi che vivono solo di corsa: primeggiano in gare importanti o meno importanti, ma la cosa credo dipenda più da necessità (molti vivono dei pochi euro che guadagnano dalle vittorie) e dal fatto che vivono correndo da quando sono bambini: mi stupirei se un bambino italiano che passa ore e ore seduto tra scuola, tv e computer mai primeggierà in qualche specialità atletica di fondo. Il ciclismo è ancora più complicato non è istintivo come la corsa a piedi, ci vogliono mezzi e organizzazioni superiori. In paesi come quelli africani tra mille difficoltà è veramente difficile pensare di fare del ciclismo a livello europeo. Ma appena dei paesi trovano stabilità politica ed economica, Sud Africa o Ruanda per esempio, il ciclismo trova spazio e ne troverà sempre di più se tanti paesi troveranno pace. [/QUOTE]
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