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<blockquote data-quote="dinute" data-source="post: 5080752" data-attributes="member: 15666"><p>Anche per me la crisi è gravissima. Va bene le corse a tappe, ma i successi delle corse a tappe si costruiscono col lavoro iniziato 10-15 anni prima.</p><p></p><p>Sulla strada a livello giovanile non siamo competitivi all'estero (qualcosina al giro della val d'aosta ma poco altro), pista, ciclocross e MTB zero assoluto. BMX zero meno di zero (ricordo che tra gli attuali "vincenti" che vengono dalla bmx si ricordano Sagan, Stybar, McEwan, Nys...così inutile evidentemente non è). Per cui Cassani si fa coraggio ma la verità è che la crisi del ciclismo italiano è talmente palese che invece di discutere se la crisi c'è o meno, sarebbe il caso di discutere di soluzioni. Ma la FCI di Di Rocco credo non se ne stia preoccupando molto.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="dinute, post: 5080752, member: 15666"] Anche per me la crisi è gravissima. Va bene le corse a tappe, ma i successi delle corse a tappe si costruiscono col lavoro iniziato 10-15 anni prima. Sulla strada a livello giovanile non siamo competitivi all'estero (qualcosina al giro della val d'aosta ma poco altro), pista, ciclocross e MTB zero assoluto. BMX zero meno di zero (ricordo che tra gli attuali "vincenti" che vengono dalla bmx si ricordano Sagan, Stybar, McEwan, Nys...così inutile evidentemente non è). Per cui Cassani si fa coraggio ma la verità è che la crisi del ciclismo italiano è talmente palese che invece di discutere se la crisi c'è o meno, sarebbe il caso di discutere di soluzioni. Ma la FCI di Di Rocco credo non se ne stia preoccupando molto. [/QUOTE]
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