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Prostatite
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<blockquote data-quote="nenne59" data-source="post: 3294017" data-attributes="member: 36285"><p><strong>Andiamo bene...ecco quanto ho trovato in rete:</strong></p><p></p><p>Tratto da: <a href="http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/103prost.htm" target="_blank">http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/103prost.htm</a></p><p></p><p><em>Nei ciclisti over 50 esiste poi un problema non indifferente, quello della prostatite da ciclismo, sottolineato da diverse ricerche. L'ipertrofia prostatica è un problema che colpisce tutta la popolazione maschile; in genere si consiglia l'attività fisica, ma spesso si trascura di dire che il ciclismo è controindicato. La controindicazione nasce proprio dalla pratica amatoriale. A livello professionistico non si hanno riscontri di danni alla prostata. Si pensa che ciò sia dovuto alla giovane età, all'allenamento corretto, all'assenza di sovrappeso e all'impiego di mezzi adeguati.</em></p><p> <em>Nel ciclista amatore (o nel runner che si dedica alla bicicletta) l'età è un fattore aggravante. Se molti ciclisti sanno che esistono appositi sellini, molti sportivi usano invece mezzi decisamente poco protetti. Il sovrappeso è poi un fattore decisivo, sottovalutato da chi pensa di dedicarsi alla bici anziché alla corsa proprio perché ha chili di troppo (lo ripeto, per chi è in netto sovrappeso lo sport migliore è il fitwalking, magari in salita).</em></p><p></p><p>E poi da BICI E SALUTE</p><p>Dr. Attilio dal Maso, urologo*</p><p>Clinica Urologica Università di Foggia</p><p></p><p><em>Un altro aspetto che preoccupa l&#8217;appassionato ciclista e su cui si dovrebbe fare chiarezza è l&#8217;eventuale</em></p><p><em>aumento dei valori del PSA che può riscontrarsi in chi pratica questo hobby.</em></p><p><em>Attualmente il PSA è l&#8217;unica arma che abbiamo a disposizione per lo screening del carcinoma della</em></p><p><em>prostata, essendo stata l&#8217;ecografia prostatica transrettale destituita di importanza, almeno in quest&#8217;ottica. Un</em></p><p><em>valore del PSA fuori norma o ai suoi limiti superiori ( negli ultimi anni l&#8217;esperienza ci ha insegnato a</em></p><p><em>considerare il vecchio valore limite di 4 ng./ml come già troppo elevato e di aumentare il livello di allerta</em></p><p><em>già a valori intorno ai 3.5 ng./ml.) deve essere valutato con attenzione. Ma un PSA elevato non indica</em></p><p><em>necessariamente un carcinoma della prostata, perchè esistono molti falsi positivi, cioè situazioni in cui il</em></p><p><em>PSA aumenta per altri motivi. Quali? Una prostata aumentata di volume può provocare un incremento del</em></p><p><em>PSA, proprio per la maggior quantità di tessuto prostatico che lo produce. Anche una prostata infiammata</em></p><p><em>per i motivi più vari ( dall&#8217;infezione alla semplice congestione) o indirettamente per la ritenzione cronica di</em></p><p><em>urina data dalla ostruzione dei lobi prostatici che sporgono nel canale uretrale può essere la causa di un</em></p><p><em>aumento del PSA. Sono stati condotti alcuni studi sul PSA nei ciclisti (non professionisti), rispondendo essi</em></p><p><em>a tutti i requisiti teorici di aumento dei suoi valori, per la pressione del peso del corpo che, come già detto,</em></p><p><em>comprime i genitali sulla piccola superficie del sellino con i potenziali effetti infiammatori che ciò può</em></p><p><em>provocare. I parametri considerati nei soggetti sono stati l&#8217;età e la grandezza della prostata. I risultati non</em></p><p><em>sono uniformi, anche se la maggior parte di essi depone per la scarsa incidenza dell&#8217;uso della bicicletta</em></p><p><em>sull&#8217;aumento del PSA. Gli studi che hanno dato questo risultato sono concordi nell&#8217;affermare che l&#8217;aumento</em></p><p><em>massimo del PSA dopo alcuni chilometri di bicicletta rispetto al valore pre-pedalata è stato di 0.5-0.6</em></p><p><em>ng./ml.</em></p><p><em>Considerata allora l&#8217;incertezza dei dati in questo senso, cosa si deve fare se in un cicloamatore dai 45 anni</em></p><p><em>in su si riscontra un aumento del PSA? Intanto è consigliabile eseguire il dosaggio del PSA dopo almeno 24</em></p><p><em>ore dalla passeggiata in bicicletta. Poi bisogna valutare di quanto è aumentato il PSA rispetto ai precedenti</em></p><p><em>controlli o, se si tratta di una prima evidenza, se esso raggiunge valori border line. Dopo queste premesse,</em></p><p><em>una visita rettale chiarirà se esiste o meno la presenza di noduli o se un lobo della prostata è di consistenza</em></p><p><em>maggiore rispetto all&#8217;altro. Successivamente occorre assumere terapia con disinfettanti urinari ( la classe dei</em></p><p><em>chinolonici è quella più indicata) per almeno 3 settimane, associandola ad un decongestionante della</em></p><p><em>prostata tipo Serenoa Repens, per escludere la causa infiammatoria del problema. Si dovrà sospendere</em></p><p><em>l&#8217;attività ciclistica fino al nuovo controllo del PSA (è consigliabile eseguire anche un&#8217;urinocoltura), che</em></p><p><em>deve essere effettuato non prima di 40 giorni dal termine della terapia, pena la presenza di dati non precisi</em></p><p><em>che oltretutto aumenterebbero la preoccupazione del paziente. Se il PSA si è ridotto, si potrà riprendere</em></p><p><em>l&#8217;attività ciclistica, non abbassando comunque la &#8220;guardia&#8221; e ripetendo il prelievo ogni 6 mesi. Solo alla</em></p><p><em>persistenza di valori elevati si dovrà valutare l&#8217;opportunità di eseguire una biopsia prostatica, considerando</em></p><p><em>nella decisione anche altri fattori come la eventuale familiarità di neoplasia prostatica, la grandezza della</em></p><p><em>prostata e/o il grado di ostruzione urinaria.</em></p><p><em></em></p><p><em>L&#8217;argomento, si è visto, è controverso ma ci sono alcune precauzioni e accorgimenti che il ciclista dilettante</em></p><p><em>può prendere. Innanzitutto è utile alzarsi dal sellino quando se ne ha la possibilità, o almeno cambiare</em></p><p><em>spesso la posizione del corpo, appoggiando le ossa del bacino sulla parte posteriore della sella. Anche</em></p><p><em>l&#8217;abbigliamento gioca un suo importante ruolo. Esso deve essere leggero e comodo ( ci sono linee di</em></p><p><em>abbigliamento tecnico con indumenti che non assorbono il sudore permettendo al corpo di traspirare). Sono</em></p><p><em>inoltre in commercio specifici pantaloncini imbottiti. Il sellino, naturalmente, è fondamentale. In quello</em></p><p><em>tradizionale si possono avere i fenomeni di compressione del perineo di cui si è parlato prima. Esiste invece</em></p><p><em>tutta una varietà di sellini speciali, studiati proprio per ridurre questa pressione. Essi sono divisi in due parti</em></p><p><em>ed hanno un&#8217;apertura al centro per cui, eliminando l&#8217;appoggio centrale e la punta, evitano che la zona</em></p><p><em>perineale subisca fenomeni di compressione. Inoltre la superficie di seduta è maggiore, per cui si sta più</em></p><p><em>comodi e si possono affrontare percorsi più lunghi, imprimendo anche più forza al pedale.</em></p><p><em>Infine, un&#8217;ottima opera di prevenzione verso i disturbi irritativi del ciclista può essere svolta dalla terapia</em></p><p><em>farmacologia. Esiste tutta una serie di farmaci il cui principio attivo è la Serenoa Repens, una sostanza</em></p><p><em>naturale estratta dalla palma nana, che svolge una provata azione antinfiammatoria e decongestionante a</em></p><p><em>livello prostatico. Nei prodotti più recenti di questa classe di farmaci, alla Serenoa Repens sono state</em></p><p><em>aggiunte sostanze antiossidanti per potenziarne l&#8217;azione protettrice dei tessuti e poi anche derivati della</em></p><p><em>Capsaicina per modulare la conduzione nervosa intraprostatica riducendo gli stimoli irritativi. Questa</em></p><p><em>categoria di farmaci ha prettamente azione antinfiammatoria e quindi ha minore efficacia nei confronti dei</em></p><p><em>sintomi ostruttivi della prostata, per i quali sono in commercio farmaci che hanno azione rilassante sulla</em></p><p><em>muscolatura liscia della prostata e del collo vescicale , gli Alfa-bloccanti (Alfuzosina, Terazosina,</em></p><p><em>Tamsulosina), oppure gli inibitori della Alfa-5-reduttasi ( Finasteride-Dutasteride) che invece contrastano</em></p><p><em>direttamante la crescita delle cellule della prostata, diminuendone quindi il volume. La Serenoa, avendo</em></p><p><em>un&#8217;azione complementare volta prevalentemente alla risoluzione dei sintomi irritativi, può essere</em></p><p><em>tranquillamente associata a una delle due classi di farmaci appena citate.</em></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="nenne59, post: 3294017, member: 36285"] [B]Andiamo bene...ecco quanto ho trovato in rete:[/B] Tratto da: [url]http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/103prost.htm[/url] [I]Nei ciclisti over 50 esiste poi un problema non indifferente, quello della prostatite da ciclismo, sottolineato da diverse ricerche. L'ipertrofia prostatica è un problema che colpisce tutta la popolazione maschile; in genere si consiglia l'attività fisica, ma spesso si trascura di dire che il ciclismo è controindicato. La controindicazione nasce proprio dalla pratica amatoriale. A livello professionistico non si hanno riscontri di danni alla prostata. Si pensa che ciò sia dovuto alla giovane età, all'allenamento corretto, all'assenza di sovrappeso e all'impiego di mezzi adeguati. Nel ciclista amatore (o nel runner che si dedica alla bicicletta) l'età è un fattore aggravante. Se molti ciclisti sanno che esistono appositi sellini, molti sportivi usano invece mezzi decisamente poco protetti. Il sovrappeso è poi un fattore decisivo, sottovalutato da chi pensa di dedicarsi alla bici anziché alla corsa proprio perché ha chili di troppo (lo ripeto, per chi è in netto sovrappeso lo sport migliore è il fitwalking, magari in salita).[/I] E poi da BICI E SALUTE Dr. Attilio dal Maso, urologo* Clinica Urologica Università di Foggia [I]Un altro aspetto che preoccupa l’appassionato ciclista e su cui si dovrebbe fare chiarezza è l’eventuale aumento dei valori del PSA che può riscontrarsi in chi pratica questo hobby. Attualmente il PSA è l’unica arma che abbiamo a disposizione per lo screening del carcinoma della prostata, essendo stata l’ecografia prostatica transrettale destituita di importanza, almeno in quest’ottica. Un valore del PSA fuori norma o ai suoi limiti superiori ( negli ultimi anni l’esperienza ci ha insegnato a considerare il vecchio valore limite di 4 ng./ml come già troppo elevato e di aumentare il livello di allerta già a valori intorno ai 3.5 ng./ml.) deve essere valutato con attenzione. Ma un PSA elevato non indica necessariamente un carcinoma della prostata, perchè esistono molti falsi positivi, cioè situazioni in cui il PSA aumenta per altri motivi. Quali? Una prostata aumentata di volume può provocare un incremento del PSA, proprio per la maggior quantità di tessuto prostatico che lo produce. Anche una prostata infiammata per i motivi più vari ( dall’infezione alla semplice congestione) o indirettamente per la ritenzione cronica di urina data dalla ostruzione dei lobi prostatici che sporgono nel canale uretrale può essere la causa di un aumento del PSA. Sono stati condotti alcuni studi sul PSA nei ciclisti (non professionisti), rispondendo essi a tutti i requisiti teorici di aumento dei suoi valori, per la pressione del peso del corpo che, come già detto, comprime i genitali sulla piccola superficie del sellino con i potenziali effetti infiammatori che ciò può provocare. I parametri considerati nei soggetti sono stati l’età e la grandezza della prostata. I risultati non sono uniformi, anche se la maggior parte di essi depone per la scarsa incidenza dell’uso della bicicletta sull’aumento del PSA. Gli studi che hanno dato questo risultato sono concordi nell’affermare che l’aumento massimo del PSA dopo alcuni chilometri di bicicletta rispetto al valore pre-pedalata è stato di 0.5-0.6 ng./ml. Considerata allora l’incertezza dei dati in questo senso, cosa si deve fare se in un cicloamatore dai 45 anni in su si riscontra un aumento del PSA? Intanto è consigliabile eseguire il dosaggio del PSA dopo almeno 24 ore dalla passeggiata in bicicletta. Poi bisogna valutare di quanto è aumentato il PSA rispetto ai precedenti controlli o, se si tratta di una prima evidenza, se esso raggiunge valori border line. Dopo queste premesse, una visita rettale chiarirà se esiste o meno la presenza di noduli o se un lobo della prostata è di consistenza maggiore rispetto all’altro. Successivamente occorre assumere terapia con disinfettanti urinari ( la classe dei chinolonici è quella più indicata) per almeno 3 settimane, associandola ad un decongestionante della prostata tipo Serenoa Repens, per escludere la causa infiammatoria del problema. Si dovrà sospendere l’attività ciclistica fino al nuovo controllo del PSA (è consigliabile eseguire anche un’urinocoltura), che deve essere effettuato non prima di 40 giorni dal termine della terapia, pena la presenza di dati non precisi che oltretutto aumenterebbero la preoccupazione del paziente. Se il PSA si è ridotto, si potrà riprendere l’attività ciclistica, non abbassando comunque la “guardia” e ripetendo il prelievo ogni 6 mesi. Solo alla persistenza di valori elevati si dovrà valutare l’opportunità di eseguire una biopsia prostatica, considerando nella decisione anche altri fattori come la eventuale familiarità di neoplasia prostatica, la grandezza della prostata e/o il grado di ostruzione urinaria. L’argomento, si è visto, è controverso ma ci sono alcune precauzioni e accorgimenti che il ciclista dilettante può prendere. Innanzitutto è utile alzarsi dal sellino quando se ne ha la possibilità, o almeno cambiare spesso la posizione del corpo, appoggiando le ossa del bacino sulla parte posteriore della sella. Anche l’abbigliamento gioca un suo importante ruolo. Esso deve essere leggero e comodo ( ci sono linee di abbigliamento tecnico con indumenti che non assorbono il sudore permettendo al corpo di traspirare). Sono inoltre in commercio specifici pantaloncini imbottiti. Il sellino, naturalmente, è fondamentale. In quello tradizionale si possono avere i fenomeni di compressione del perineo di cui si è parlato prima. Esiste invece tutta una varietà di sellini speciali, studiati proprio per ridurre questa pressione. Essi sono divisi in due parti ed hanno un’apertura al centro per cui, eliminando l’appoggio centrale e la punta, evitano che la zona perineale subisca fenomeni di compressione. Inoltre la superficie di seduta è maggiore, per cui si sta più comodi e si possono affrontare percorsi più lunghi, imprimendo anche più forza al pedale. Infine, un’ottima opera di prevenzione verso i disturbi irritativi del ciclista può essere svolta dalla terapia farmacologia. Esiste tutta una serie di farmaci il cui principio attivo è la Serenoa Repens, una sostanza naturale estratta dalla palma nana, che svolge una provata azione antinfiammatoria e decongestionante a livello prostatico. Nei prodotti più recenti di questa classe di farmaci, alla Serenoa Repens sono state aggiunte sostanze antiossidanti per potenziarne l’azione protettrice dei tessuti e poi anche derivati della Capsaicina per modulare la conduzione nervosa intraprostatica riducendo gli stimoli irritativi. Questa categoria di farmaci ha prettamente azione antinfiammatoria e quindi ha minore efficacia nei confronti dei sintomi ostruttivi della prostata, per i quali sono in commercio farmaci che hanno azione rilassante sulla muscolatura liscia della prostata e del collo vescicale , gli Alfa-bloccanti (Alfuzosina, Terazosina, Tamsulosina), oppure gli inibitori della Alfa-5-reduttasi ( Finasteride-Dutasteride) che invece contrastano direttamante la crescita delle cellule della prostata, diminuendone quindi il volume. La Serenoa, avendo un’azione complementare volta prevalentemente alla risoluzione dei sintomi irritativi, può essere tranquillamente associata a una delle due classi di farmaci appena citate.[/I] [/QUOTE]
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