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Pulsiossimetri/Saturimetri
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<blockquote data-quote="Luca69" data-source="post: 2657250" data-attributes="member: 12300"><p>mamma mia tony!!!te e la tua vena!!</p><p>Sinceramente non pensavo che uno strumento così banale scatenasse le vostre menti contorte.</p><p>Cmq come ho gia' detto a parecchi di voi il saturimetro serve a monitorare la saturazione periferica di ossigeno e la fc sempre periferica.</p><p>Il pulsossimetro è uno spettrofotometro che misura in tempo reale la saturazione in O2,dell&#8217;emoglobina (SaO2), esprimendola come percentuale di Hb satura (ossiemoglobina). La frequenza cardiaca viene misurata con tecnica pletismografica. </p><p>Consente quindi di rilevare un deterioramento della funzione polmonare o cardiovascolare prima che divenga clinicamente evidente e di identificare ipossiemie che altrimenti resterebbero misconosciute. </p><p>La saturazione arteriosa viene determinata misurando e confrontando la quantità di luce trasmessa attraverso i tessuti ad uno spettrofotometro da due diodi con una lunghezza d&#8217;onda compresa tra 650 e 940 nm. </p><p>La luce viene assorbita dal sangue arterioso, da quello venoso ed inoltre dai tessuti e dai pigmenti cutanei. Per poter isolare, quindi, il sangue arterioso viene considerata solo la parte pulsatile. </p><p>In realtà, la differenza di assorbimento luminoso è determinata dal volume del letto vascolare che, tra sistole e diastole di ciascuna pulsazione.consente di circoscrivere un segnale di assorbimento </p><p>legato all&#8217;onda del polso e prodotto dal sangue arterioso. </p><p>La saturazione di ossigeno arteriosa non è altro che il rapporto tra l&#8217;emoglobina ossigenata (HbO2) ed emoglobina totale. (HbO2 +Hb+ altre: metaemoglobina, carbossiemoglobina, sulfoemoglobina). </p><p>La luce della sonda attraverserà il tessuto e sarà trasformata in segnale elettrico dal fotorilevatore .</p><p>Tale segnale, dopo essere stato amplificato, verrà elaborato dall&#8217;ossimetro e trasformato in valori di SaO2 e frequenza cardiaca. </p><p>Quando la SaO2 scende sotto il 94% si ha ipossia tissutale. </p><p>In tali circostanze a piccole variazioni della SaO2 corrispondono grosse variazioni della PaO2 poiché i valori di saturimetria cadono nella parte ripida della curva di dissociazione dell&#8217;emoglobina. Nell&#8217;ambito di valori saturimetrici fra 90 e 95% si collocano sia pazienti con BPCO , abitualmente ipossici e cronicamente adattati, sia soggetti senza precedenti affezioni polmonari che manifestano, per una patologia acuta,una severa desaturazione arteriosa. Valori al di sotto del 90% indicano la presenza di un&#8217;ipossia relativamente grave (orientativamente corrisponde </p><p>ad una PaO2 di circa 60 mmHg). </p><p>La sonda può essere applicata in qualunque sede purché permetta di orientare i LED e il fotodetector in modo diametralmente opposto al tessuto arterializzato; l&#8217;ossimetro tuttavia non può funzionare se lo spessore di questo tessuto attenua la luce prima che raggiunga il detector. </p><p>Le sedi preferite ,con maggior sensibilità, sono le dita della mano, l&#8217;alluce, l&#8217;orecchio, le labbra e il naso. </p><p>Dopo ricordiamoci che gli strumenti devono dare solo un indicazione,lasciando ai professionisti i successivi passi da compiere.</p><p>In campo ciclistico la sua utilita' imho e' marginale, e che cmq per eventuali diagnosi di malattie respiratorie/cardiache esistono tempi e metodiche ben piu' complesse.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Luca69, post: 2657250, member: 12300"] mamma mia tony!!!te e la tua vena!! Sinceramente non pensavo che uno strumento così banale scatenasse le vostre menti contorte. Cmq come ho gia' detto a parecchi di voi il saturimetro serve a monitorare la saturazione periferica di ossigeno e la fc sempre periferica. Il pulsossimetro è uno spettrofotometro che misura in tempo reale la saturazione in O2,dell’emoglobina (SaO2), esprimendola come percentuale di Hb satura (ossiemoglobina). La frequenza cardiaca viene misurata con tecnica pletismografica. Consente quindi di rilevare un deterioramento della funzione polmonare o cardiovascolare prima che divenga clinicamente evidente e di identificare ipossiemie che altrimenti resterebbero misconosciute. La saturazione arteriosa viene determinata misurando e confrontando la quantità di luce trasmessa attraverso i tessuti ad uno spettrofotometro da due diodi con una lunghezza d’onda compresa tra 650 e 940 nm. La luce viene assorbita dal sangue arterioso, da quello venoso ed inoltre dai tessuti e dai pigmenti cutanei. Per poter isolare, quindi, il sangue arterioso viene considerata solo la parte pulsatile. In realtà, la differenza di assorbimento luminoso è determinata dal volume del letto vascolare che, tra sistole e diastole di ciascuna pulsazione.consente di circoscrivere un segnale di assorbimento legato all’onda del polso e prodotto dal sangue arterioso. La saturazione di ossigeno arteriosa non è altro che il rapporto tra l’emoglobina ossigenata (HbO2) ed emoglobina totale. (HbO2 +Hb+ altre: metaemoglobina, carbossiemoglobina, sulfoemoglobina). La luce della sonda attraverserà il tessuto e sarà trasformata in segnale elettrico dal fotorilevatore . Tale segnale, dopo essere stato amplificato, verrà elaborato dall’ossimetro e trasformato in valori di SaO2 e frequenza cardiaca. Quando la SaO2 scende sotto il 94% si ha ipossia tissutale. In tali circostanze a piccole variazioni della SaO2 corrispondono grosse variazioni della PaO2 poiché i valori di saturimetria cadono nella parte ripida della curva di dissociazione dell’emoglobina. Nell’ambito di valori saturimetrici fra 90 e 95% si collocano sia pazienti con BPCO , abitualmente ipossici e cronicamente adattati, sia soggetti senza precedenti affezioni polmonari che manifestano, per una patologia acuta,una severa desaturazione arteriosa. Valori al di sotto del 90% indicano la presenza di un’ipossia relativamente grave (orientativamente corrisponde ad una PaO2 di circa 60 mmHg). La sonda può essere applicata in qualunque sede purché permetta di orientare i LED e il fotodetector in modo diametralmente opposto al tessuto arterializzato; l’ossimetro tuttavia non può funzionare se lo spessore di questo tessuto attenua la luce prima che raggiunga il detector. Le sedi preferite ,con maggior sensibilità, sono le dita della mano, l’alluce, l’orecchio, le labbra e il naso. Dopo ricordiamoci che gli strumenti devono dare solo un indicazione,lasciando ai professionisti i successivi passi da compiere. In campo ciclistico la sua utilita' imho e' marginale, e che cmq per eventuali diagnosi di malattie respiratorie/cardiache esistono tempi e metodiche ben piu' complesse. [/QUOTE]
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