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Quando incontrate altri ciclisti li salutate?
Testo
<blockquote data-quote="Marchador" data-source="post: 5151424" data-attributes="member: 19559"><p>Buongiorno a tutti, voglio apportare la mia esperienza di ciclista italiano che vive in Spagna. Per lunga parte dell'anno vivo nella Costa Blanca (tra Valencia e Alicante) che durante (e non solo ) l'inverno e' meta dei campus di allenamenti dei ciclisti (professionisti inclusi) di tre quarti d'Europa: in dicembre e gennaio praticamente tutti i giorni incontro nei miei allenamenti (mi ostino a chiamarli cosi'...) i migliori ciclisti del World Tour: quest'anno Astana, BMC, Atixx, Katusha, AG2R ect. </p><p>Quando li incontro ovviamente saluto e ti rispondono, non sempre, pero' e' comprensibile visto che loro stanno LAVORANDO, a differenza del sottoscritto che sto solo praticando il mio sport preferito.</p><p>Ma quello che vorrei riferire rispetto all'oggetto del messaggio sono i differenti modi di salutare rispetto alla provenienza dei ciclisti:</p><p>- ciclisti che ti salutano o rispondono al tuo saluto con un gesto della mano sono in genere stranieri o spagnoli provenienti da altre parti del paese.</p><p>- gruppi (qui e' molto diffusa l'abitudine dell'uscita in gruppo con la "peña" (il club)</p><p>tutti insieme e prefettamente vestiti uguali) in genere ti salutano vivacemente spesso anche a voce.</p><p>- gruppi di turisti stranieri (in genere ciclisti di ambo i sessi e di eta' media o avanzata)</p><p>appaiono un po' piu' riservati o forse solo piu' timidi spesso tardano e non replicano al saluto.</p><p>-squadre agonistiche straniere e non: sembra che tengono un incaricato allo scopo</p><p>sempre c'e' uno che risponde con un gesto (qualisiasi sia l'impegno proffuso nel momento)</p><p>-infine i ciclisti locali: hanno sviluppato un sistema originale e pratico di salutarsi: quando li incroci fanno un breve e rapido movimento laterale con la testa quasi come dire "su dai vieni anche tu" che li rende inconfondibili. </p><p>Tutto quanto sopra escludendo i bikers (spesso non ti guardano nemmeno o fanno finta di non vederti forse si sentono parte di un'altro universo) e i numerosissimi (negli ultimi tempi) ciclisti a motore (bici elettriche) da considerarsi pertanto ai limiti dell'attivita' sportiva.</p><p>Un saluto dalla Spagna.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Marchador, post: 5151424, member: 19559"] Buongiorno a tutti, voglio apportare la mia esperienza di ciclista italiano che vive in Spagna. Per lunga parte dell'anno vivo nella Costa Blanca (tra Valencia e Alicante) che durante (e non solo ) l'inverno e' meta dei campus di allenamenti dei ciclisti (professionisti inclusi) di tre quarti d'Europa: in dicembre e gennaio praticamente tutti i giorni incontro nei miei allenamenti (mi ostino a chiamarli cosi'...) i migliori ciclisti del World Tour: quest'anno Astana, BMC, Atixx, Katusha, AG2R ect. Quando li incontro ovviamente saluto e ti rispondono, non sempre, pero' e' comprensibile visto che loro stanno LAVORANDO, a differenza del sottoscritto che sto solo praticando il mio sport preferito. Ma quello che vorrei riferire rispetto all'oggetto del messaggio sono i differenti modi di salutare rispetto alla provenienza dei ciclisti: - ciclisti che ti salutano o rispondono al tuo saluto con un gesto della mano sono in genere stranieri o spagnoli provenienti da altre parti del paese. - gruppi (qui e' molto diffusa l'abitudine dell'uscita in gruppo con la "peña" (il club) tutti insieme e prefettamente vestiti uguali) in genere ti salutano vivacemente spesso anche a voce. - gruppi di turisti stranieri (in genere ciclisti di ambo i sessi e di eta' media o avanzata) appaiono un po' piu' riservati o forse solo piu' timidi spesso tardano e non replicano al saluto. -squadre agonistiche straniere e non: sembra che tengono un incaricato allo scopo sempre c'e' uno che risponde con un gesto (qualisiasi sia l'impegno proffuso nel momento) -infine i ciclisti locali: hanno sviluppato un sistema originale e pratico di salutarsi: quando li incroci fanno un breve e rapido movimento laterale con la testa quasi come dire "su dai vieni anche tu" che li rende inconfondibili. Tutto quanto sopra escludendo i bikers (spesso non ti guardano nemmeno o fanno finta di non vederti forse si sentono parte di un'altro universo) e i numerosissimi (negli ultimi tempi) ciclisti a motore (bici elettriche) da considerarsi pertanto ai limiti dell'attivita' sportiva. Un saluto dalla Spagna. [/QUOTE]
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