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Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?
Testo
<blockquote data-quote="Gamba_tri" data-source="post: 6148642" data-attributes="member: 2574"><p>La genetica è preponderante, poi si può dire che per un amatore la genetica che lo predispone può essere, leggermente, diversa da quella di un professionista. Ad esempio, un professionista può dormire dieci ore a notte ed avere ancora tutta la giornata per allenarsi, se un amatore ha lo stesso bisogno non avrà tempo per allenarsi o avrá meno energie per farlo se accorcia il sonno. Se un pro deve aspettare tre ore dalla colazione per allenarsi può farlo tranquillamente, un amatore no, etc. Ma la genetica rimane fondamentale, sinceramente solo tra gli amatori ho trovato un livello di attenzione così grande ai particolari, conosco atleti e allenatori livello mondiale, sono attenti a tutto, ovviamente, ma non vanno in paranoia se le proteine per kg sono un milligrammo meno del previsto o la ripetuta cinque secondi più corta della tabella, sanno di essere umani, genetica appunto, e le variabili in gioco così tante che le tabelle non possono prevederle, per cui nel tempo hanno imparato a conoscersi e modificare allenamento e abitudini, alimentari ad esempio, alla bisogna. Leggendo qui mi pare, ma magari è solo un'impressione, che gli amatori, che pure hanno una vita che ruota meno intorno allo sport, si affidino ciecamente a modelli preimpostati, quasi immutabili, nella speranza che possano far fare il salto di qualità. Sicuri che 15000 km annui per un amatore siano tutti allenamento o una parte non aggiunga solo stanchezza? Chi ha una genetica migliore può allenarsi meno, non dico niente, meno, rimanendo più riposato, non mi pare poco per un amatore.</p><p></p><p>Sent from my [device_name] using <a href="http://BDC-Forum mobile app" target="_blank">BDC-Forum mobile app</a></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Gamba_tri, post: 6148642, member: 2574"] La genetica è preponderante, poi si può dire che per un amatore la genetica che lo predispone può essere, leggermente, diversa da quella di un professionista. Ad esempio, un professionista può dormire dieci ore a notte ed avere ancora tutta la giornata per allenarsi, se un amatore ha lo stesso bisogno non avrà tempo per allenarsi o avrá meno energie per farlo se accorcia il sonno. Se un pro deve aspettare tre ore dalla colazione per allenarsi può farlo tranquillamente, un amatore no, etc. Ma la genetica rimane fondamentale, sinceramente solo tra gli amatori ho trovato un livello di attenzione così grande ai particolari, conosco atleti e allenatori livello mondiale, sono attenti a tutto, ovviamente, ma non vanno in paranoia se le proteine per kg sono un milligrammo meno del previsto o la ripetuta cinque secondi più corta della tabella, sanno di essere umani, genetica appunto, e le variabili in gioco così tante che le tabelle non possono prevederle, per cui nel tempo hanno imparato a conoscersi e modificare allenamento e abitudini, alimentari ad esempio, alla bisogna. Leggendo qui mi pare, ma magari è solo un'impressione, che gli amatori, che pure hanno una vita che ruota meno intorno allo sport, si affidino ciecamente a modelli preimpostati, quasi immutabili, nella speranza che possano far fare il salto di qualità. Sicuri che 15000 km annui per un amatore siano tutti allenamento o una parte non aggiunga solo stanchezza? Chi ha una genetica migliore può allenarsi meno, non dico niente, meno, rimanendo più riposato, non mi pare poco per un amatore. Sent from my [device_name] using [URL="http://BDC-Forum mobile app"]BDC-Forum mobile app[/URL] [/QUOTE]
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