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Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?
Testo
<blockquote data-quote="Gamba_tri" data-source="post: 6163844" data-attributes="member: 2574"><p>Vero anche questo. Il discorso è che campioni si nasce, poi si può decidere di coltivare quello che la natura ha dato o meno. Se vi capita leggete il libro di Sean Kelly, un talento naturale che non si risparmiava in allenamento. Nello stesso libro si parla di Raul Alcala e di come scusa fosse buona per non uscire e restare sul divano, di sicuro non ha ottenuto tutto quello che il suo fisico poteva dargli, ma era pur sempre uno dei migliori professionisti nella sua epoca. Stessa cosa Ulrich, d'inverno sembrava un amatore grasso, al Tour era in forma, di sicuro non faceva vita da atleta tutto l'anno. Se due con il patrimonio genetico di Ulrich ed Alcala decidessero di fare gran fondo senza aver mai fatto ciclismo prima le finirebbero bene praticamente senza allenamento, in due-tre anni sarebbero dei vincenti, anche senza ammazzarsi di allenamento. Altri meno dotati possono rivaleggiare con loro, ma devono fare tutto a puntino, non sbagliare nulla, cosa che quelli geneticamente dotati si possono permettere quando gareggiano a livello amatoriale. Il fatto che per me è agonismo quello dove quelli sulla linea di partenza hanno un livello simile di preparazione, altrimenti è una sfida con se stessi non con gli avversari. È quello che spesso accade nelle categorie giovanili, alcuni sono stra allenati, oltre che ad essere in anticipo con la maturazione fisica, risultano vincenti, quando, poi, si arriva ad un punto dove tutti si allenano allo stesso modo, generalmente tra gli under 23 una volta finita la scuola, vengono fuori i geneticamente dotati. Il fenomeno è meno presente a livello amatoriale perché quando chi non aveva tempo prima per allenarsi lo ha adesso è perché è in pensione...</p><p></p><p>Sent from my [device_name] using <a href="http://BDC-Forum mobile app" target="_blank">BDC-Forum mobile app</a></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Gamba_tri, post: 6163844, member: 2574"] Vero anche questo. Il discorso è che campioni si nasce, poi si può decidere di coltivare quello che la natura ha dato o meno. Se vi capita leggete il libro di Sean Kelly, un talento naturale che non si risparmiava in allenamento. Nello stesso libro si parla di Raul Alcala e di come scusa fosse buona per non uscire e restare sul divano, di sicuro non ha ottenuto tutto quello che il suo fisico poteva dargli, ma era pur sempre uno dei migliori professionisti nella sua epoca. Stessa cosa Ulrich, d'inverno sembrava un amatore grasso, al Tour era in forma, di sicuro non faceva vita da atleta tutto l'anno. Se due con il patrimonio genetico di Ulrich ed Alcala decidessero di fare gran fondo senza aver mai fatto ciclismo prima le finirebbero bene praticamente senza allenamento, in due-tre anni sarebbero dei vincenti, anche senza ammazzarsi di allenamento. Altri meno dotati possono rivaleggiare con loro, ma devono fare tutto a puntino, non sbagliare nulla, cosa che quelli geneticamente dotati si possono permettere quando gareggiano a livello amatoriale. Il fatto che per me è agonismo quello dove quelli sulla linea di partenza hanno un livello simile di preparazione, altrimenti è una sfida con se stessi non con gli avversari. È quello che spesso accade nelle categorie giovanili, alcuni sono stra allenati, oltre che ad essere in anticipo con la maturazione fisica, risultano vincenti, quando, poi, si arriva ad un punto dove tutti si allenano allo stesso modo, generalmente tra gli under 23 una volta finita la scuola, vengono fuori i geneticamente dotati. Il fenomeno è meno presente a livello amatoriale perché quando chi non aveva tempo prima per allenarsi lo ha adesso è perché è in pensione... Sent from my [device_name] using [URL="http://BDC-Forum mobile app"]BDC-Forum mobile app[/URL] [/QUOTE]
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