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Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?
Testo
<blockquote data-quote="Gamba_tri" data-source="post: 6163861" data-attributes="member: 2574"><p>La testa conta, eccome, sia come capacità di andare oltre i propri limiti che organizzazione. A livello amatoriale la volontà e l'organizzazione possono supplire la mancanza di genetica, d'altro canto la genetica può supplire la poca voglia. A livello assoluto servono entrambi gli aspetti, oggi più di ieri perché la scienza dell'allenamento migliora, aiutata dagli strumenti e fa raggiungere il proprio massimo potenziale a molte più persone. Mi sembrano considerazioni banali, non capisco dove si voglia arrivare. Io sono sempre stato portato, genetica, per le materie umanistiche, ho sempre ottenuto ottimi risultati senza particolare impegno, anche se il fatto di riuscire facilmente mi ha portato a destinare molto tempo alla letteratura perché per me non era un sacrificio, ma un piacere. Al contrario sono sempre stato negato per le scienze, massimo impegno per risultato minimo, con conseguente allontanamento. Chi si impegna nel ciclismo penso che tragga le sue soddisfazioni, aiutato anche da una base genetica buona, altrimenti mi sembra non dedizione, ma masochismo. Dobbiamo dire bravo all'amatore che si impegna al massimo senza trarne piacere? Se ne trae piacere, lo fa per se stesso o per sentirsi dire bravo? Perché mi sembra che la discussione stia portando in quella direzione, siamo tutti tabulae rasae ma l'impegno, la dedizione, il sacrificio portano al successo, chi non ci arriva è perché è un perdente, senza volontà. Spero di sbagliarmi nella mia interpretazione.</p><p></p><p>Sent from my [device_name] using <a href="http://BDC-Forum mobile app" target="_blank">BDC-Forum mobile app</a></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Gamba_tri, post: 6163861, member: 2574"] La testa conta, eccome, sia come capacità di andare oltre i propri limiti che organizzazione. A livello amatoriale la volontà e l'organizzazione possono supplire la mancanza di genetica, d'altro canto la genetica può supplire la poca voglia. A livello assoluto servono entrambi gli aspetti, oggi più di ieri perché la scienza dell'allenamento migliora, aiutata dagli strumenti e fa raggiungere il proprio massimo potenziale a molte più persone. Mi sembrano considerazioni banali, non capisco dove si voglia arrivare. Io sono sempre stato portato, genetica, per le materie umanistiche, ho sempre ottenuto ottimi risultati senza particolare impegno, anche se il fatto di riuscire facilmente mi ha portato a destinare molto tempo alla letteratura perché per me non era un sacrificio, ma un piacere. Al contrario sono sempre stato negato per le scienze, massimo impegno per risultato minimo, con conseguente allontanamento. Chi si impegna nel ciclismo penso che tragga le sue soddisfazioni, aiutato anche da una base genetica buona, altrimenti mi sembra non dedizione, ma masochismo. Dobbiamo dire bravo all'amatore che si impegna al massimo senza trarne piacere? Se ne trae piacere, lo fa per se stesso o per sentirsi dire bravo? Perché mi sembra che la discussione stia portando in quella direzione, siamo tutti tabulae rasae ma l'impegno, la dedizione, il sacrificio portano al successo, chi non ci arriva è perché è un perdente, senza volontà. Spero di sbagliarmi nella mia interpretazione. Sent from my [device_name] using [URL="http://BDC-Forum mobile app"]BDC-Forum mobile app[/URL] [/QUOTE]
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