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Alimentazione e biomeccanica
Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?
Testo
<blockquote data-quote="pianpianello" data-source="post: 7079706" data-attributes="member: 149927"><p>Non so come ha fatto una discussione del genere ad arrivare a oltre 40 pagine. A me sembra che la questione della genetica sia molto semplice da capire, solo che purtroppo ci sono ancora molte persone che pensano di essere forti perché lo meritano. Bisogna essere troppo umili per riconoscere che andiamo tanto forte quanto ci permette di andare il nostro corpo. </p><p></p><p>La questione è molto semplice, la genetica conta come la moto nel motociclismo. A nessuno verrebbe in mente di dire che Valentino Rossi è forte solo grazie alla sua moto, ma allo stesso tempo nessuno si sognerebbe nemmeno di dire che, con il dovuto impegno ed allenamento, ci si possa avvicinare ai tempi di Valentino Rossi guidando una Vespa 50 originale con limitatore (velocità massima 50 km/h). </p><p></p><p>Anche la questione del limite dei 4 w/kg mi sembra assurda, come se dovesse per forza esserci uno scalino netto tra i normali e i dotati. E i quasi dotati, non esistono? I poco più che dotati? I medio-dotati? I superdotati ma non troppo? Esistono moto da 100 cavalli, ma anche da 101, da 102, da 106, 110, 130.5, 155, 158... </p><p></p><p>La genetica definisce la base di partenza della prestazione, e il limite massimo raggiungibile. Entro quel range si può variare a seconda di quanto e come ci si allena, oltre non si può andare. Dire che tutti con il giusto allenamento possono arrivare a 4 w/kg è come dire che tutti i motocicli, imparando a guidare bene e magari con qualche accorgimento tecnico, possono girare in pista a Misano in meno di due minuti. Ma chi lo dice? Non ha senso.</p><p></p><p>Questo discorso si applica senza dubbio agli adulti. Per i bambini e ragazzi in via di sviluppo ci potrebbero essere maggiori margini di miglioramento con l'allenamento, sempre nei limiti della genetica ovviamente, ma forse influisce meno che sugli adulti.</p><p></p><p>La maggior parte degli amatori che conosco mi sembra che vadano sempre più o meno uguale, indipendentemente da quanto e come si allenano. Si comprano il power meter, vanno dal preparatore, fanno il polarizzato, prendono integratori, vanno in palestra, e poi il miglioramento magari è soltanto del 10-25%. So già che qualcuno dirà che il 25% di miglioramento è tanto. Ma se tu hai 220w, il 25% sono 55w, che vuol dire arrivare a 275w se ti va bene, e da lì in su non ci si schioda. Certo, una bella soddisfazione, ma siamo molto, molto lontani dal poter dire che tutti i nostri sacrifici ci hanno fatto andare "forte". Io magari mi alleno a sensazione, spingo come e quando voglio, e miglioro solo del 10% invece che del 25%, risultato? Arrivo 5 minuti dopo su una salita al posto di arrivare 5 minuti prima... ma per andare veramente forte dovrei puntare ad arrivare almeno un quarto d'ora prima, cosa che è comunque impossibile. Quindi non ho mai visto nessuno diventare veramente forte allenandosi meglio, l'ho solo visto diventare meno scarso. </p><p></p><p>Purtroppo i limiti e i privilegi della genetica sono sotto i nostri occhi costantemente tutti i giorni, è inutile fare finta di nulla e pensare che la genetica entri in campo solo agli estremi, tra i fenomeni fortunati da una parte, e i disabili o con patologie sfortunati dall'altra. Ci siamo in mezzo tutti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pianpianello, post: 7079706, member: 149927"] Non so come ha fatto una discussione del genere ad arrivare a oltre 40 pagine. A me sembra che la questione della genetica sia molto semplice da capire, solo che purtroppo ci sono ancora molte persone che pensano di essere forti perché lo meritano. Bisogna essere troppo umili per riconoscere che andiamo tanto forte quanto ci permette di andare il nostro corpo. La questione è molto semplice, la genetica conta come la moto nel motociclismo. A nessuno verrebbe in mente di dire che Valentino Rossi è forte solo grazie alla sua moto, ma allo stesso tempo nessuno si sognerebbe nemmeno di dire che, con il dovuto impegno ed allenamento, ci si possa avvicinare ai tempi di Valentino Rossi guidando una Vespa 50 originale con limitatore (velocità massima 50 km/h). Anche la questione del limite dei 4 w/kg mi sembra assurda, come se dovesse per forza esserci uno scalino netto tra i normali e i dotati. E i quasi dotati, non esistono? I poco più che dotati? I medio-dotati? I superdotati ma non troppo? Esistono moto da 100 cavalli, ma anche da 101, da 102, da 106, 110, 130.5, 155, 158... La genetica definisce la base di partenza della prestazione, e il limite massimo raggiungibile. Entro quel range si può variare a seconda di quanto e come ci si allena, oltre non si può andare. Dire che tutti con il giusto allenamento possono arrivare a 4 w/kg è come dire che tutti i motocicli, imparando a guidare bene e magari con qualche accorgimento tecnico, possono girare in pista a Misano in meno di due minuti. Ma chi lo dice? Non ha senso. Questo discorso si applica senza dubbio agli adulti. Per i bambini e ragazzi in via di sviluppo ci potrebbero essere maggiori margini di miglioramento con l'allenamento, sempre nei limiti della genetica ovviamente, ma forse influisce meno che sugli adulti. La maggior parte degli amatori che conosco mi sembra che vadano sempre più o meno uguale, indipendentemente da quanto e come si allenano. Si comprano il power meter, vanno dal preparatore, fanno il polarizzato, prendono integratori, vanno in palestra, e poi il miglioramento magari è soltanto del 10-25%. So già che qualcuno dirà che il 25% di miglioramento è tanto. Ma se tu hai 220w, il 25% sono 55w, che vuol dire arrivare a 275w se ti va bene, e da lì in su non ci si schioda. Certo, una bella soddisfazione, ma siamo molto, molto lontani dal poter dire che tutti i nostri sacrifici ci hanno fatto andare "forte". Io magari mi alleno a sensazione, spingo come e quando voglio, e miglioro solo del 10% invece che del 25%, risultato? Arrivo 5 minuti dopo su una salita al posto di arrivare 5 minuti prima... ma per andare veramente forte dovrei puntare ad arrivare almeno un quarto d'ora prima, cosa che è comunque impossibile. Quindi non ho mai visto nessuno diventare veramente forte allenandosi meglio, l'ho solo visto diventare meno scarso. Purtroppo i limiti e i privilegi della genetica sono sotto i nostri occhi costantemente tutti i giorni, è inutile fare finta di nulla e pensare che la genetica entri in campo solo agli estremi, tra i fenomeni fortunati da una parte, e i disabili o con patologie sfortunati dall'altra. Ci siamo in mezzo tutti. [/QUOTE]
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