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Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?
Testo
<blockquote data-quote="pianpianello" data-source="post: 7344100" data-attributes="member: 149927"><p>Avevo fatto una domanda in una nuova discussione, ma è stata unita in questo thread che non sapevo esistesse. Allora dico la mia:</p><p></p><p>Che ci siano differenze genetiche enormi tra le persone è ovviamente evidente a chiunque abbia praticato sport. Credo tutti voi conoscerete qualcuno che è molto forte pur trascurando molte delle buone pratiche dell’allenamento, e al contrario qualcuno che è scarso nonostante applichi molte buone pratiche.</p><p></p><p>Quanto conta la genetica? Potremmo dire che la genetica è TUTTO, perché stabilisce tutti i limiti entro i quali si può stare con l’allenamento: stabilisce la base da cui partire, stabilisce la risposta agli stimoli allenanti, stabilisce i tempi di recupero, e stabilisce il limite massimo raggiungibile.</p><p></p><p>Ma c’è un grosso problema che complica le cose: la genetica in teoria può essere modificata (parzialmente) col tempo, o comunque il nostro corpo può essere modificato anche oltre certi limiti. Per fare questo però sono necessari tempi molto lunghi, che ipotizzo essere anche superiori ai 10 anni, e degli allenamenti “segreti” che nessuno sa quali siano. Questo forum è la dimostrazione di quanto siano “segreti” gli allenamenti da fare, nel senso che tutti cercano di trovare quello miracoloso o adatto alle loro caratteristiche, ma si finisce in discussioni infinite sui dettagli, perché è difficile stabilire quale sia l’allenamento “giusto”.</p><p></p><p>La mia impressione ultimamente è che uno dei “segreti” sia quello di avere volumi molto alti di allenamento (cioè tante ore di allenamento a settimana, sicuramente oltre le 10 ore). Ovviamente si deve fare in modo che i recuperi siano adeguati, altrimenti è controproducente e si va in sovrallenamento, questo è ovvio. E questo per molti molti anni, almeno un decennio direi. Però se inizi a fare questo ad una certa età, poi hai pure il declino fisico da sottrarre, quindi diventa ancora più difficile.</p><p></p><p>Quindi credo che per chi ha una genetica di merda sia estremamente difficile e impegnativo cambiarla, soprattutto oltre una certa età (con tutti i rischi e imprevisti del caso, dal tempo insufficiente, al rischio sovrallenamento, stop per infortuni, periodi in cui si sgarra con cibo e alcol, ecc.). Questo è il motivo per cui chi è scarso geneticamente quasi sicuramente resterà scarso, a meno che non si faccia letteralmente il culo quadrato (sempre che ne valga la pena). Sui ragazzini si lavora meglio presumo, ci sono probabilmente maggiori margini di modifica. Invece i maledetti che hanno una buona genetica non hanno bisogno di impegnarsi granché per vedere buoni risultati già da subito.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="pianpianello, post: 7344100, member: 149927"] Avevo fatto una domanda in una nuova discussione, ma è stata unita in questo thread che non sapevo esistesse. Allora dico la mia: Che ci siano differenze genetiche enormi tra le persone è ovviamente evidente a chiunque abbia praticato sport. Credo tutti voi conoscerete qualcuno che è molto forte pur trascurando molte delle buone pratiche dell’allenamento, e al contrario qualcuno che è scarso nonostante applichi molte buone pratiche. Quanto conta la genetica? Potremmo dire che la genetica è TUTTO, perché stabilisce tutti i limiti entro i quali si può stare con l’allenamento: stabilisce la base da cui partire, stabilisce la risposta agli stimoli allenanti, stabilisce i tempi di recupero, e stabilisce il limite massimo raggiungibile. Ma c’è un grosso problema che complica le cose: la genetica in teoria può essere modificata (parzialmente) col tempo, o comunque il nostro corpo può essere modificato anche oltre certi limiti. Per fare questo però sono necessari tempi molto lunghi, che ipotizzo essere anche superiori ai 10 anni, e degli allenamenti “segreti” che nessuno sa quali siano. Questo forum è la dimostrazione di quanto siano “segreti” gli allenamenti da fare, nel senso che tutti cercano di trovare quello miracoloso o adatto alle loro caratteristiche, ma si finisce in discussioni infinite sui dettagli, perché è difficile stabilire quale sia l’allenamento “giusto”. La mia impressione ultimamente è che uno dei “segreti” sia quello di avere volumi molto alti di allenamento (cioè tante ore di allenamento a settimana, sicuramente oltre le 10 ore). Ovviamente si deve fare in modo che i recuperi siano adeguati, altrimenti è controproducente e si va in sovrallenamento, questo è ovvio. E questo per molti molti anni, almeno un decennio direi. Però se inizi a fare questo ad una certa età, poi hai pure il declino fisico da sottrarre, quindi diventa ancora più difficile. Quindi credo che per chi ha una genetica di merda sia estremamente difficile e impegnativo cambiarla, soprattutto oltre una certa età (con tutti i rischi e imprevisti del caso, dal tempo insufficiente, al rischio sovrallenamento, stop per infortuni, periodi in cui si sgarra con cibo e alcol, ecc.). Questo è il motivo per cui chi è scarso geneticamente quasi sicuramente resterà scarso, a meno che non si faccia letteralmente il culo quadrato (sempre che ne valga la pena). Sui ragazzini si lavora meglio presumo, ci sono probabilmente maggiori margini di modifica. Invece i maledetti che hanno una buona genetica non hanno bisogno di impegnarsi granché per vedere buoni risultati già da subito. [/QUOTE]
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