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Osservatorio doping
Quelli del team Sky bevono la "scialappa"...?
Testo
<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 4310907" data-attributes="member: 1850"><p>Perché è inutile oltre che rischioso. Uno dei tanti miti in tema.</p><p></p><p>La collaborazione tra case farmaceutiche ed agenzie antidoping dovrebbe esserci a monte, quando una volta sintetizzata una molecola potrebbero informarne la Wada e metterne a disposizione il profilo.</p><p></p><p>Cosa che in parte la Wada dichiara già succedere.</p><p></p><p>Il punto è che i test attualmente in uso sono molto dibattuti, ma non perché non rilevino le varie molecole, ma per la metodologia.</p><p></p><p>Oggi, solo <u>un uso scorretto</u> nell'assunzione può essere rilevato.</p><p></p><p>L'unica via possibile è quella dell'analisi "longitudinale" ovvero nel tempo.</p><p>Questa via però al momento ha diversi ostacoli, a cominciare dal fatto che si basa su un approccio statistico su cui non c'è unanimità, per continuare con i parametri della taratura delle stesse macchine che vengono utilizzate per farle che cambiano da laboratorio a laboratorio.</p><p>Fino al problema etico di come relativizzare le statistiche, cioè, in alcuni casi andrebbero confrontate con i profili di atleti giovani sani che siano stati trattati apposta con alcune sostanze per cui non ci sono statistiche (steroidi androgeni e Gh ricombinante, mi pare) e fare dei confronti.</p><p></p><p>Senza contare che questo approccio "longitudinale" pone un altro problema che assomiglia a quello del limite di ematocrito del 50% nel principio, incoraggiando il doping sempre più precoce.</p><p></p><p>Diventa quindi fondamentale poter mantenere i campioni per un lungo periodo, dando modo a chi esamina di poter ottenere gli strumenti per farlo. Compresa la proposta dell'UCI (programma "100%") di archiviare anche il dna degli atleti.</p><p></p><p>Cosa che però non piace a molti. Che <u>sul sospetto</u> del momento possono dare del faccia da culo a uno. Di fronte ad <u>una prova</u>, ma di 10 anni fa si indigna.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 4310907, member: 1850"] Perché è inutile oltre che rischioso. Uno dei tanti miti in tema. La collaborazione tra case farmaceutiche ed agenzie antidoping dovrebbe esserci a monte, quando una volta sintetizzata una molecola potrebbero informarne la Wada e metterne a disposizione il profilo. Cosa che in parte la Wada dichiara già succedere. Il punto è che i test attualmente in uso sono molto dibattuti, ma non perché non rilevino le varie molecole, ma per la metodologia. Oggi, solo [U]un uso scorretto[/U] nell'assunzione può essere rilevato. L'unica via possibile è quella dell'analisi "longitudinale" ovvero nel tempo. Questa via però al momento ha diversi ostacoli, a cominciare dal fatto che si basa su un approccio statistico su cui non c'è unanimità, per continuare con i parametri della taratura delle stesse macchine che vengono utilizzate per farle che cambiano da laboratorio a laboratorio. Fino al problema etico di come relativizzare le statistiche, cioè, in alcuni casi andrebbero confrontate con i profili di atleti giovani sani che siano stati trattati apposta con alcune sostanze per cui non ci sono statistiche (steroidi androgeni e Gh ricombinante, mi pare) e fare dei confronti. Senza contare che questo approccio "longitudinale" pone un altro problema che assomiglia a quello del limite di ematocrito del 50% nel principio, incoraggiando il doping sempre più precoce. Diventa quindi fondamentale poter mantenere i campioni per un lungo periodo, dando modo a chi esamina di poter ottenere gli strumenti per farlo. Compresa la proposta dell'UCI (programma "100%") di archiviare anche il dna degli atleti. Cosa che però non piace a molti. Che [U]sul sospetto[/U] del momento possono dare del faccia da culo a uno. Di fronte ad [U]una prova[/U], ma di 10 anni fa si indigna. [/QUOTE]
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