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Osservatorio doping
Quelli del team Sky bevono la "scialappa"...?
Testo
<blockquote data-quote="gasht" data-source="post: 5710374" data-attributes="member: 2473"><p>gli atleti sono i primi a volere il doping perchè lo fanno per lavoro, per soldi eppoi molto dopo per sport.</p><p></p><p>lo sport nasce inglese, belle epoque, borghese una sfida ai limiti dell'uomo una sfida pioneristica da 300 km di tappa al giorno se schiatto sono-cazzi-miei.</p><p>poi sull'onda dell'imitatio diventa di massa, se ne interessano i governi, diventa sfida tra nazioni e perde le sue origini individualisite, elitarie, borghesi, inglesi e diventa un affaire politico. quindi scontro di atleti, metodi di allenamento, doping tra nazioni.</p><p>est contro ovest' ovest contro est.</p><p>fino al 1989.</p><p></p><p>da lì in poi si possono sponsorizzare individualmente gli atleti di tutto il mondo, si può pescare dal serbatoio di talenti senza intermediazioni politiche.</p><p></p><p>l'italia per posizione, storia, politica (paese di confine e di relazione col blocco ad est) per un inisieme di ragioni diventa il laboratorio più raffinato degli sport di resistenza.</p><p></p><p>è il centro mondiale dello sport professionistico di resitenza. battiamo i norvegesi nello sci di fondo.</p><p></p><p>a guastare la festa sono gli atleti stessi, i quali vedendosi battuti dal rivale alimentano una sorta di brusio di fondo che dal corridoio arriva all'orecchio del giornalista amico che comincia a scriverne. la notizia diventa di dominio pubblico come pure la notizia di reato. le prime interviste sui giornali cominciano a dividere tra buoni e puzzoni.</p><p></p><p>alla seconda categoria appartiene di diritto michele ferrari che tira uno sputo in faccia a tutti col l'intervista dell'aranciata. </p><p>eccalà. da lì i più scaltri prendono la palla al balzo, trasformano quella che è una disputa politica* in una questione morale. ossia il clan donati fa fuori via giudiziaria il clan conconi. buoni contro puzzoni.</p><p></p><p>in ogni questione morale c'è sempre una disputa politica di fondo. l'etica quando rifugge dal privato e diventa morale pubblica è sempre una questione politica. vulgo l'imposizione di una visione etica pura è carburante ideologico usato a fini politici.</p><p>le leggi sono compromessi filtrati di queste visioni ed è per quello che i savonarola continuano a bazzicare da queste parti: essendo puri (puri scemi, la mia impressione) criticano il compromesso alla base delle leggi di convivenza e hanno buon gioco nella polemica. salvo andare in tilt quando sono loro a legiferare, dimostrando la loro nullità.</p><p></p><p></p><p>tutto sto pippone per dire:</p><p></p><p>oggi il puzzone di turno è wiggo. dopo aver usato l'arma della purezza nei confronti del passato ora è lui il passato cattivo dello sport. </p><p>è un film che va avanti da 20 anni e continuerà. buoni contro cattivi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="gasht, post: 5710374, member: 2473"] gli atleti sono i primi a volere il doping perchè lo fanno per lavoro, per soldi eppoi molto dopo per sport. lo sport nasce inglese, belle epoque, borghese una sfida ai limiti dell'uomo una sfida pioneristica da 300 km di tappa al giorno se schiatto sono-cazzi-miei. poi sull'onda dell'imitatio diventa di massa, se ne interessano i governi, diventa sfida tra nazioni e perde le sue origini individualisite, elitarie, borghesi, inglesi e diventa un affaire politico. quindi scontro di atleti, metodi di allenamento, doping tra nazioni. est contro ovest' ovest contro est. fino al 1989. da lì in poi si possono sponsorizzare individualmente gli atleti di tutto il mondo, si può pescare dal serbatoio di talenti senza intermediazioni politiche. l'italia per posizione, storia, politica (paese di confine e di relazione col blocco ad est) per un inisieme di ragioni diventa il laboratorio più raffinato degli sport di resistenza. è il centro mondiale dello sport professionistico di resitenza. battiamo i norvegesi nello sci di fondo. a guastare la festa sono gli atleti stessi, i quali vedendosi battuti dal rivale alimentano una sorta di brusio di fondo che dal corridoio arriva all'orecchio del giornalista amico che comincia a scriverne. la notizia diventa di dominio pubblico come pure la notizia di reato. le prime interviste sui giornali cominciano a dividere tra buoni e puzzoni. alla seconda categoria appartiene di diritto michele ferrari che tira uno sputo in faccia a tutti col l'intervista dell'aranciata. eccalà. da lì i più scaltri prendono la palla al balzo, trasformano quella che è una disputa politica* in una questione morale. ossia il clan donati fa fuori via giudiziaria il clan conconi. buoni contro puzzoni. in ogni questione morale c'è sempre una disputa politica di fondo. l'etica quando rifugge dal privato e diventa morale pubblica è sempre una questione politica. vulgo l'imposizione di una visione etica pura è carburante ideologico usato a fini politici. le leggi sono compromessi filtrati di queste visioni ed è per quello che i savonarola continuano a bazzicare da queste parti: essendo puri (puri scemi, la mia impressione) criticano il compromesso alla base delle leggi di convivenza e hanno buon gioco nella polemica. salvo andare in tilt quando sono loro a legiferare, dimostrando la loro nullità. tutto sto pippone per dire: oggi il puzzone di turno è wiggo. dopo aver usato l'arma della purezza nei confronti del passato ora è lui il passato cattivo dello sport. è un film che va avanti da 20 anni e continuerà. buoni contro cattivi. [/QUOTE]
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