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Randonnées ed Ultracycling
rando samarate 24 marzo
Testo
<blockquote data-quote="brucorando" data-source="post: 4108702" data-attributes="member: 44447"><p>Da quello che ho letto e per quanto ne so, credo che si possa dire che ci troviamo davanti ad una situazione sintomo dei tempi.</p><p>Mi pare di capire che i randonneurs di lunga data non condividano sostanzialmente il fatto di rinviare, quelli più giovani molto di più invece.</p><p>Se una rando é un giro randagio, allora sarebbe giusto farlo e basta. Come dire: quel giorno c´é il giro, se piove é una variabile che fa parte del giro. Non si tratterebbe quindi di capire se stare una giornata sotto l' acqua sia bello o meno...</p><p>D' altra parte le randonnee stanno cambiando, questo é chiaro e attirano sempre più pubblico. E, a inizio stagione, attirano molti granfondisti che le usano per "scaldare i motori". Che questo fattore incida in tal senso?</p><p>Se poi le condizioni previste sono proprio da cataclisma, tipo Spotorno 2012 conprevisione di neve, tormente, allora c' é da chiedersi quanta responsabilità morale e legale abbia anche l' organizzatore (e sarebbe anche da capire come si comporta l' assicurazione della federazione, perché in caso di situazioni veramente avverse potrebbe anche non coprire).</p><p>Insomma, il discorso secondo me non é cosí netto: sarebbe da approfondire da un punto di vista tecnico. Sulla parte emotiva, quella é cosa personale. In effetti chiunque é libero di uscire in bici anche nel corso del diluvio universale...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="brucorando, post: 4108702, member: 44447"] Da quello che ho letto e per quanto ne so, credo che si possa dire che ci troviamo davanti ad una situazione sintomo dei tempi. Mi pare di capire che i randonneurs di lunga data non condividano sostanzialmente il fatto di rinviare, quelli più giovani molto di più invece. Se una rando é un giro randagio, allora sarebbe giusto farlo e basta. Come dire: quel giorno c´é il giro, se piove é una variabile che fa parte del giro. Non si tratterebbe quindi di capire se stare una giornata sotto l' acqua sia bello o meno... D' altra parte le randonnee stanno cambiando, questo é chiaro e attirano sempre più pubblico. E, a inizio stagione, attirano molti granfondisti che le usano per "scaldare i motori". Che questo fattore incida in tal senso? Se poi le condizioni previste sono proprio da cataclisma, tipo Spotorno 2012 conprevisione di neve, tormente, allora c' é da chiedersi quanta responsabilità morale e legale abbia anche l' organizzatore (e sarebbe anche da capire come si comporta l' assicurazione della federazione, perché in caso di situazioni veramente avverse potrebbe anche non coprire). Insomma, il discorso secondo me non é cosí netto: sarebbe da approfondire da un punto di vista tecnico. Sulla parte emotiva, quella é cosa personale. In effetti chiunque é libero di uscire in bici anche nel corso del diluvio universale... [/QUOTE]
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