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Ridurre la velocità per aumentare la sicurezza. O no?
Testo
<blockquote data-quote="bad" data-source="post: 7661109" data-attributes="member: 4468"><p>Molto interessante, parto da questo punto: <em>facendo letteralmente sparire una certa tipologia di giocatori, </em>come per intendere che mettere delle regole vuol dire rendere iniqua la competizione.</p><p></p><p>Nel corso dei 100 anni di evoluzione del ciclismo, i corridori di un certo tipo sono praticamente spariti.</p><p></p><p>Ai tempi dei pionieri, vinceva chi era più resistente e capace di sopportare tappe lunghe e faticose, poi si è deciso di cambiare, ma se si tornasse a quel ciclismo siamo sicuri che il fenomeno di oggi lo sia ancora?</p><p></p><p>Senza entrare nei dettagli di ogni singolo decennio, modificando i percorsi, alcuni cambiamenti sono evidenti:</p><ul> <li data-xf-list-type="ul">I velocisti pesanti non esistono più.</li> <li data-xf-list-type="ul">Le cronometro di 60 km sono state eliminate</li> <li data-xf-list-type="ul">Anche in salita, se non hai uno scatto secco (come Almeida), finisci per perdere e dover rincorrere.</li> <li data-xf-list-type="ul">Si cerca corridori sempre più giovani, quindi le nazioni più ricche (Norvegia, che va di moda) che possono offrire risorse, materiali e supporto scientifico per i giovani talenti, sono in vantaggio rispetto a nazioni più povere, (Colombia) dove i ragazzi è già tanto se mangiano 3 volte al giorno (cit. Uran)</li> </ul><p>Se usassero biciclette da 20 kg (un’assurdità) o gomme da 50 mm o qualsiasi altro nuova regola, non introdurremmo una disparità diversa da quella che c'è sempre stata ad ogni modifica introdotta.</p><p></p><p>ps: Impensabile, per me, che le aziende proponessero bici degradate a livello di performance per farli andare più piano.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bad, post: 7661109, member: 4468"] Molto interessante, parto da questo punto: [I]facendo letteralmente sparire una certa tipologia di giocatori, [/I]come per intendere che mettere delle regole vuol dire rendere iniqua la competizione. Nel corso dei 100 anni di evoluzione del ciclismo, i corridori di un certo tipo sono praticamente spariti. Ai tempi dei pionieri, vinceva chi era più resistente e capace di sopportare tappe lunghe e faticose, poi si è deciso di cambiare, ma se si tornasse a quel ciclismo siamo sicuri che il fenomeno di oggi lo sia ancora? Senza entrare nei dettagli di ogni singolo decennio, modificando i percorsi, alcuni cambiamenti sono evidenti: [LIST] [*]I velocisti pesanti non esistono più. [*]Le cronometro di 60 km sono state eliminate [*]Anche in salita, se non hai uno scatto secco (come Almeida), finisci per perdere e dover rincorrere. [*]Si cerca corridori sempre più giovani, quindi le nazioni più ricche (Norvegia, che va di moda) che possono offrire risorse, materiali e supporto scientifico per i giovani talenti, sono in vantaggio rispetto a nazioni più povere, (Colombia) dove i ragazzi è già tanto se mangiano 3 volte al giorno (cit. Uran) [/LIST] Se usassero biciclette da 20 kg (un’assurdità) o gomme da 50 mm o qualsiasi altro nuova regola, non introdurremmo una disparità diversa da quella che c'è sempre stata ad ogni modifica introdotta. ps: Impensabile, per me, che le aziende proponessero bici degradate a livello di performance per farli andare più piano. [/QUOTE]
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