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<blockquote data-quote="andre.road" data-source="post: 5715299" data-attributes="member: 49838"><p>Le scelte secondo me rappresentano un aspetto importante della riflessione. Perchè costituiscono la domanda. Guardando la domanda nell'insieme (e in particolare dalle nostre parti), ho la netta sensazione che questa cresca a prescindere dal tipo di offerta. Questo vuol dire che fino ad ora è cresciuta (o ha tenuto) pure dove la qualità si è dimostrata nettamente scadente. Mi pare anche (ma è una sensazione più flebile) che la nascita di nuovi eventi sia tendenzialmente maggiore della mancata riedizione di altri.</p><p></p><p></p><p> </p><p></p><p>Gare o non gare la penso anch'io così, eppure c'è chi campa solo di coppa lazio o di mediofondo locali. Non so se molti di questi smettono, ho qualche dubbio.</p><p></p><p></p><p></p><p>Nel Lazio per molto tempo c'è stato un sostanziale monopolio. Tu lo sai bene che facevano il bello e il cattivo tempo. In teoria, la competizione tra due circuiti e più in generale un maggiore pluralismo di soggetti operanti dovrebbe far bene. Non solo in termini di prezzi.</p><p></p><p>E' anche vero - però - che se la domanda è in continua crescita i fattori positivi della competizione tendono ad affievolirsi o a dilatarsi nel lungo periodo.</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>Esatto. Ho corso nel Lazio, in Campania, Abruzzo, Toscana e Marche. Tutte sul medesimo standard di prezzi. Campagnolo a parte.</p><p></p><p>Devo dire che quando un CO ci mette passione la cosa si percepisce, al di là di alcune problematiche che oggettivamente son difficili da superare per ragioni di contesto. Nel Lazio esperienze come quelle di Forano e della Garibaldina sono citabili. Rimasi male della mancata riedizione di Pitigliano in Toscana che era una bella gara ed anche di Amalfi in Campania. Camerino (Terre dei Varano) un gradino sopra tutte. Anche perchè ormai sono affezionato alla zona.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="andre.road, post: 5715299, member: 49838"] Le scelte secondo me rappresentano un aspetto importante della riflessione. Perchè costituiscono la domanda. Guardando la domanda nell'insieme (e in particolare dalle nostre parti), ho la netta sensazione che questa cresca a prescindere dal tipo di offerta. Questo vuol dire che fino ad ora è cresciuta (o ha tenuto) pure dove la qualità si è dimostrata nettamente scadente. Mi pare anche (ma è una sensazione più flebile) che la nascita di nuovi eventi sia tendenzialmente maggiore della mancata riedizione di altri. Gare o non gare la penso anch'io così, eppure c'è chi campa solo di coppa lazio o di mediofondo locali. Non so se molti di questi smettono, ho qualche dubbio. Nel Lazio per molto tempo c'è stato un sostanziale monopolio. Tu lo sai bene che facevano il bello e il cattivo tempo. In teoria, la competizione tra due circuiti e più in generale un maggiore pluralismo di soggetti operanti dovrebbe far bene. Non solo in termini di prezzi. E' anche vero - però - che se la domanda è in continua crescita i fattori positivi della competizione tendono ad affievolirsi o a dilatarsi nel lungo periodo. Esatto. Ho corso nel Lazio, in Campania, Abruzzo, Toscana e Marche. Tutte sul medesimo standard di prezzi. Campagnolo a parte. Devo dire che quando un CO ci mette passione la cosa si percepisce, al di là di alcune problematiche che oggettivamente son difficili da superare per ragioni di contesto. Nel Lazio esperienze come quelle di Forano e della Garibaldina sono citabili. Rimasi male della mancata riedizione di Pitigliano in Toscana che era una bella gara ed anche di Amalfi in Campania. Camerino (Terre dei Varano) un gradino sopra tutte. Anche perchè ormai sono affezionato alla zona. [/QUOTE]
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