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<blockquote data-quote="Ubaldo" data-source="post: 3975284" data-attributes="member: 10458"><p>se fossi in te non ci andrei così sicuro nelle affermazioni. Ci sono ricerche che dimostrano l'esatto contrario, soprattutto dando almeno 4 settimane di adattamento perchè il corpo si abitui alla nuova condizione. Altrimenti non si spiegherebbe il perchè dell'elevata incidenza di problemi all'anca e al ginocchio con l'introduzione delle ammortizzate a drop alto (per atleti che usavano scarpe più semplici).</p><p>Consideriamo che non basta indossare una scarpa piatta o correre a piede nudo per appoggiare il piede in maniera più omogenea a terra, visto il condizionamento neuromuscolare.</p><p></p><p>Basta vedere quanto allenamento fanno fare nell'atletica sulla tecnica. A tutte le età si riesce a lavorare sullo stile, anche se diviene più difficile da adulti (chiaramente).</p><p>come la metti con gente di peso medio che ha fatto 2000 km continuativi con le nike free 3.0 v4 senza infortunarsi? E sono scarpe praticamente non ammortizzate e senza nessun controllo della falcata. Idem per ultramaratoneti come Krupicka: 10000 km all'anno tra strada e sentieri solo con scarpe minimali.</p><p>Possiamo tranquillamente mettere in discussione il "nuovo" (che nuovo non è, visto che semplicemente ora se ne parla massicciamente anche da noi, a differenza di qualche anno fa) trend, ma non mi lancerei in dichiarazioni tanto sicure <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";)" title="Wink ;)" data-shortname=";)" /></p><p>Personalmente non concordo nemmeno sull'affermazione secondo cui gli heel striker dovrebbero usare solo scarpe ammortizzate del tipo A3/A4. Per la gran parte degli amatori, la quasi totalità, è normale atterrare in una zona più o meno arretrata del tallone, poichè con una suola alta ed ad alto differenziale spostare l'atterraggio più avanti costringerebbe la muscolatura della gamba e la caviglia ad un gesto innaturale: una scarpa che non rispetta la forma naturale del piede porta ad una corsa diversa da quella a cui saremmo portati naturalmente e questo mi sembra difficile da discutere, sinceramente. È proprio provando una scarpa più bassa e con meno dislivello che già da subito si tende a spostare più avanti l'atterraggio e si pongono basi più adeguate per lavorare sullo stile (che poi, basta imporsi una frequenza già un poco più elevata e si agevola questo lavoro).</p><p>Inoltre un atterraggio di tallone pesante (quindi non uno moderato) va sempre corretto, perchè non c'è scarpa che ti salvi abbastanza dal trauma dell'impatto, dalla difficoltà a controllare il movimento del piede conseguente e dall'eccessivo uso dei muscoli posteriori della coscia, che vengono mobilitati per uno sforzo per cui non sono sono stati "progettati" :D</p><p>Detto questo, non vado oltre su un forum di bici, mi pare troppo approfondita come questione, anche se era giusto fornire due prospettive sull'argomento.</p><p>Certo la verità non la ha nessuno in tasca, come peraltro dimostrano le ricerche contrastanti, però penso che potremmo parlarne in maniera più rilassata <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p><p></p><p></p><p>hai le v4 della nike? Quelle sono effettivamente da 4-6 mm, a seconda delle misurazioni. Hai il piede stretto? A me non entrano manco pagando! :DDD</p><p>La lunarglide rimane piacevole anche con quel tipo di soletta? Non ti toglie sensibilità d'appoggio?</p><p>Cmq, la bandelletta soffre le variazioni di carico prima di tutto e il sovrappeso.</p><p>Nel tuo caso potrebbe essere il primo aspetto ed eventualmente il tipo di scarpa (ma se iperproni abbastanza marcatamente lo dovresti vedere già dalla deformazione delle scarpe e mi par di capire non sia il tuo caso, giusto?).</p><p>A me la bandelletta dava fastidio assai con le scarpe dall'ammortizzazione troppo morbida, che, come dicevo, mi facevano iperpronare. Le mie gambe gradiscono scarpe più secche e possibilmente più basse, altro elemento stabilizzante un poco sottovalutato (mi trovo pure molto bene con le green silence, che sono A2 a drop intermedio, 8mm).</p><p>Una cosa è sicura: più son basse e col tallone ridotto meno problemi articolari ho (parlando della mia esperienza personale, però condivisa da altri iperpronatori non eccessivi).</p><p>C'è un sito parzialmente in costruzione che raccoglie interessanti articoli sull'approccio minimal o barefoot (quest'ultimo non lo condivido, ma è cosa mia): <a href="http://www.corsanaturale.it/" target="_blank">http://www.corsanaturale.it/</a> Qui qualcosa di interessante si può leggere</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ubaldo, post: 3975284, member: 10458"] se fossi in te non ci andrei così sicuro nelle affermazioni. Ci sono ricerche che dimostrano l'esatto contrario, soprattutto dando almeno 4 settimane di adattamento perchè il corpo si abitui alla nuova condizione. Altrimenti non si spiegherebbe il perchè dell'elevata incidenza di problemi all'anca e al ginocchio con l'introduzione delle ammortizzate a drop alto (per atleti che usavano scarpe più semplici). Consideriamo che non basta indossare una scarpa piatta o correre a piede nudo per appoggiare il piede in maniera più omogenea a terra, visto il condizionamento neuromuscolare. Basta vedere quanto allenamento fanno fare nell'atletica sulla tecnica. A tutte le età si riesce a lavorare sullo stile, anche se diviene più difficile da adulti (chiaramente). come la metti con gente di peso medio che ha fatto 2000 km continuativi con le nike free 3.0 v4 senza infortunarsi? E sono scarpe praticamente non ammortizzate e senza nessun controllo della falcata. Idem per ultramaratoneti come Krupicka: 10000 km all'anno tra strada e sentieri solo con scarpe minimali. Possiamo tranquillamente mettere in discussione il "nuovo" (che nuovo non è, visto che semplicemente ora se ne parla massicciamente anche da noi, a differenza di qualche anno fa) trend, ma non mi lancerei in dichiarazioni tanto sicure ;) Personalmente non concordo nemmeno sull'affermazione secondo cui gli heel striker dovrebbero usare solo scarpe ammortizzate del tipo A3/A4. Per la gran parte degli amatori, la quasi totalità, è normale atterrare in una zona più o meno arretrata del tallone, poichè con una suola alta ed ad alto differenziale spostare l'atterraggio più avanti costringerebbe la muscolatura della gamba e la caviglia ad un gesto innaturale: una scarpa che non rispetta la forma naturale del piede porta ad una corsa diversa da quella a cui saremmo portati naturalmente e questo mi sembra difficile da discutere, sinceramente. È proprio provando una scarpa più bassa e con meno dislivello che già da subito si tende a spostare più avanti l'atterraggio e si pongono basi più adeguate per lavorare sullo stile (che poi, basta imporsi una frequenza già un poco più elevata e si agevola questo lavoro). Inoltre un atterraggio di tallone pesante (quindi non uno moderato) va sempre corretto, perchè non c'è scarpa che ti salvi abbastanza dal trauma dell'impatto, dalla difficoltà a controllare il movimento del piede conseguente e dall'eccessivo uso dei muscoli posteriori della coscia, che vengono mobilitati per uno sforzo per cui non sono sono stati "progettati" :D Detto questo, non vado oltre su un forum di bici, mi pare troppo approfondita come questione, anche se era giusto fornire due prospettive sull'argomento. Certo la verità non la ha nessuno in tasca, come peraltro dimostrano le ricerche contrastanti, però penso che potremmo parlarne in maniera più rilassata o-o hai le v4 della nike? Quelle sono effettivamente da 4-6 mm, a seconda delle misurazioni. Hai il piede stretto? A me non entrano manco pagando! :DDD La lunarglide rimane piacevole anche con quel tipo di soletta? Non ti toglie sensibilità d'appoggio? Cmq, la bandelletta soffre le variazioni di carico prima di tutto e il sovrappeso. Nel tuo caso potrebbe essere il primo aspetto ed eventualmente il tipo di scarpa (ma se iperproni abbastanza marcatamente lo dovresti vedere già dalla deformazione delle scarpe e mi par di capire non sia il tuo caso, giusto?). A me la bandelletta dava fastidio assai con le scarpe dall'ammortizzazione troppo morbida, che, come dicevo, mi facevano iperpronare. Le mie gambe gradiscono scarpe più secche e possibilmente più basse, altro elemento stabilizzante un poco sottovalutato (mi trovo pure molto bene con le green silence, che sono A2 a drop intermedio, 8mm). Una cosa è sicura: più son basse e col tallone ridotto meno problemi articolari ho (parlando della mia esperienza personale, però condivisa da altri iperpronatori non eccessivi). C'è un sito parzialmente in costruzione che raccoglie interessanti articoli sull'approccio minimal o barefoot (quest'ultimo non lo condivido, ma è cosa mia): [url]http://www.corsanaturale.it/[/url] Qui qualcosa di interessante si può leggere [/QUOTE]
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