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<blockquote data-quote="Ubaldo" data-source="post: 3976124" data-attributes="member: 10458"><p>Beato te che ti entrano le V4! :D Le ha prese la mia ragazza, comunque, davvero una bella scarpa. È una scarpa "difficile" ma vedo che aiuta molto sul passo.</p><p>In linea generale concordo, una scarpa più minimale aiuta il nostro corpo a fare una cosa che sa fare benissimo: adattarsi naturalmente alle situazioni. Più filtri abbiamo, peggio è. Naturalmente la progressività negli sforzi va comunque rispettata.</p><p>Il mio amico che mi ha introdotto alla corsa, che faceva atletica dice la stessa cosa che hai detto tu: correva tranquillamente con le superga di tela e gli hanno comunque insegnato che è meglio assecondare una caratteristica fisica, che non tentare di correggerla.</p><p>Salvo che non raggiunga livelli patologici, mi sento di aggiungere.</p><p>Le scarpe strutturate peraltro sono una parentesi all'interno di vari tipi di scarpe più semplici, pensate che lo status quo sia il meglio a volte può rendere difficile l'analisi di un problema.</p><p>Cmq, lasciando perdere ora questo discorso generale, c'è qualcosa che non mi torna sul tuo appoggio. Premetto che i percorsi con molte curve non aiutano, soprattutto se tutte da un lato, il problema della bandelletta (e concordo anche sugli effetti di una scarpa larga), ci sarebbero due cose da analizzare.</p><p>Qualcuno dovrebbe guardarti correre, praticamente tutti poggiano prima il piede all'esterno, in un punto variabile tra il tallone e l'avampiede. Quello che accade dopo ci qualifica come iperpronatori, neutri o supinatori, a seconda che la caviglia collassi troppo, il giusto o troppo poco.</p><p>Peraltro un piede cavo, con l'arco alto quindi, è di solito indiziante di una certa rigidità dei legamenti, tipica dei supinatori, anche se non vi è relazione univoca tra tale caratteristica d'appoggio e la forma del piede, poichè bisogna guardare cosa accade al piede in maniera dinamica.</p><p>Tolto questo discorso, io farei una cosa, per la bandelletta. I giorni che non è infiammata inserirei una corsa molto breve con le nike free (senza soletta, ma tanto qui non la usi), per rinforzare la muscolatura del piede e aumentarne la sensibilità in appoggio.</p><p>Poi inserirei vari esercizi per rinforzare il "core", cioè la cintura addominale e i glutei: la cintura addominale tende a essere poco sviluppata nei ciclisti e questo può introdurre, mentre si corre, qualche instabilità che va proprio a ripercuotersi in svariati problemi del ginocchio. Val la pena provare! <a href="http://www.runnersworld.com/advice/month-month-guide-fitter-faster-you?cm_mmc=NL-TrainingExtra-_-1145982-_-01012013-_-A-Month-by-Month-Guide-to-a-Fitter%2C-Faster-You" target="_blank">http://www.runnersworld.com/advice/month-month-guide-fitter-faster-you?cm_mmc=NL-TrainingExtra-_-1145982-_-01012013-_-A-Month-by-Month-Guide-to-a-Fitter,-Faster-You</a> gli esercizi sotto MARCH: Build an Injury-Proof Body potrebbero aiutare.</p><p>P.S.: oltre alla bandelletta, alla lunga soffri di problemini all'anca?</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ubaldo, post: 3976124, member: 10458"] Beato te che ti entrano le V4! :D Le ha prese la mia ragazza, comunque, davvero una bella scarpa. È una scarpa "difficile" ma vedo che aiuta molto sul passo. In linea generale concordo, una scarpa più minimale aiuta il nostro corpo a fare una cosa che sa fare benissimo: adattarsi naturalmente alle situazioni. Più filtri abbiamo, peggio è. Naturalmente la progressività negli sforzi va comunque rispettata. Il mio amico che mi ha introdotto alla corsa, che faceva atletica dice la stessa cosa che hai detto tu: correva tranquillamente con le superga di tela e gli hanno comunque insegnato che è meglio assecondare una caratteristica fisica, che non tentare di correggerla. Salvo che non raggiunga livelli patologici, mi sento di aggiungere. Le scarpe strutturate peraltro sono una parentesi all'interno di vari tipi di scarpe più semplici, pensate che lo status quo sia il meglio a volte può rendere difficile l'analisi di un problema. Cmq, lasciando perdere ora questo discorso generale, c'è qualcosa che non mi torna sul tuo appoggio. Premetto che i percorsi con molte curve non aiutano, soprattutto se tutte da un lato, il problema della bandelletta (e concordo anche sugli effetti di una scarpa larga), ci sarebbero due cose da analizzare. Qualcuno dovrebbe guardarti correre, praticamente tutti poggiano prima il piede all'esterno, in un punto variabile tra il tallone e l'avampiede. Quello che accade dopo ci qualifica come iperpronatori, neutri o supinatori, a seconda che la caviglia collassi troppo, il giusto o troppo poco. Peraltro un piede cavo, con l'arco alto quindi, è di solito indiziante di una certa rigidità dei legamenti, tipica dei supinatori, anche se non vi è relazione univoca tra tale caratteristica d'appoggio e la forma del piede, poichè bisogna guardare cosa accade al piede in maniera dinamica. Tolto questo discorso, io farei una cosa, per la bandelletta. I giorni che non è infiammata inserirei una corsa molto breve con le nike free (senza soletta, ma tanto qui non la usi), per rinforzare la muscolatura del piede e aumentarne la sensibilità in appoggio. Poi inserirei vari esercizi per rinforzare il "core", cioè la cintura addominale e i glutei: la cintura addominale tende a essere poco sviluppata nei ciclisti e questo può introdurre, mentre si corre, qualche instabilità che va proprio a ripercuotersi in svariati problemi del ginocchio. Val la pena provare! [url]http://www.runnersworld.com/advice/month-month-guide-fitter-faster-you?cm_mmc=NL-TrainingExtra-_-1145982-_-01012013-_-A-Month-by-Month-Guide-to-a-Fitter%2C-Faster-You[/url] gli esercizi sotto MARCH: Build an Injury-Proof Body potrebbero aiutare. P.S.: oltre alla bandelletta, alla lunga soffri di problemini all'anca? [/QUOTE]
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