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<blockquote data-quote="Ubaldo" data-source="post: 4488281" data-attributes="member: 10458"><p>detto così, anche se non sono un ortopedico, è proprio la bandelletta ileotibiale.</p><p>Prima dà fastidio, poi scompare, per poi riapparire massicciamente.</p><p>Il fatto di averci corso tanto su può averla aggravata, ma non posso dirlo così.</p><p>Riesci a scendere le scale e camminare in discesa senza dolore?</p><p>Se sì, aspetta 4-6 giorni, poi fai una corsetta di 15-20 minuti per verificare la tenuta dei tessuti. In caso di dolore che si acutizza, ti dovresti fermare. A seconda delle capacità di recupero del soggetto e dello stato infiammatorio si può arrivare fino a 20 gg. di stop, con antinfiammatori non steroidei per i primi 1-2 gg., ghiaccio (3 volte da 10 minuti in giornata) alternato alla terapia del caldo.</p><p>Ti metto due link utili: <a href="http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/01bandel18.htm" target="_blank">http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/01bandel18.htm</a> teoria classica di questo infortunio, secondo cui sarebbe da sfregamento;</p><p></p><p>Teoria più moderna e sensata, una interessante ricostruzione del problema della bandelletta ileotibiale, che può essere utile per tanti: <a href="http://www.runningwritings.com/2012/02/injury-series-biomechanical-solutions.html?m=1" target="_blank">http://www.runningwritings.com/2012/02/injury-series-biomechanical-solutions.html?m=1</a></p><p>Quello che si infiamma sarebbe il cuscinetto adiposo innervato sottostante alla bandelletta. Questa non è una grande novità, ma è sul piano causale che diverge dalla teoria più seguita. Il fatto che ci sia un cuscinetto innervato lascerebbe supporre, effettivamente, che sia un "sensore", una superficie propriocettiva che comunica al cervello un eccesso di pressione, quando, nella corsa, la fascia lata non sta tenendo il bacino abbastanza in linea, ma scade verso il basso dal lato della gamba in sospensione. È chiaro che se abbiamo fatto troppi km per le nostre capacità o abbiamo un serio difetto di appoggio (un problema di tecnica), il medio gluteo non ce la fa più a tenere la posizione corretta, la fascia rimane sempre tesa e allungata e il recettore nervoso, premuto oltremodo per un tot di tempo si infiamma.</p><p>La sintesi è che oltre allo stretching (su cui ormai si dubita da più parti), è decisamente utile fare gli esercizi di potenziamento specifici, mostrati nella pagina linkata.</p><p>Se sei fuori dalla fase infiammatoria acuta, fai i due esercizi di potenziamento della bandelletta (e volendo anche gli altri 3 isometrici) tutti i giorni, nell'attesa di ricominciare a correre.</p><p></p><p>Purtroppo, come dicevo pagine addietro e come dice Green Dolphin, la grande condizione atletica portata dal ciclismo può portare, senza manco accorgersene, a sovraccaricare nella corsa, con un bagaglio di squilibri muscolari (rispetto alle effettive esigenze della corsa rispetto al ciclismo).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ubaldo, post: 4488281, member: 10458"] detto così, anche se non sono un ortopedico, è proprio la bandelletta ileotibiale. Prima dà fastidio, poi scompare, per poi riapparire massicciamente. Il fatto di averci corso tanto su può averla aggravata, ma non posso dirlo così. Riesci a scendere le scale e camminare in discesa senza dolore? Se sì, aspetta 4-6 giorni, poi fai una corsetta di 15-20 minuti per verificare la tenuta dei tessuti. In caso di dolore che si acutizza, ti dovresti fermare. A seconda delle capacità di recupero del soggetto e dello stato infiammatorio si può arrivare fino a 20 gg. di stop, con antinfiammatori non steroidei per i primi 1-2 gg., ghiaccio (3 volte da 10 minuti in giornata) alternato alla terapia del caldo. Ti metto due link utili: [url]http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/01bandel18.htm[/url] teoria classica di questo infortunio, secondo cui sarebbe da sfregamento; Teoria più moderna e sensata, una interessante ricostruzione del problema della bandelletta ileotibiale, che può essere utile per tanti: [url]http://www.runningwritings.com/2012/02/injury-series-biomechanical-solutions.html?m=1[/url] Quello che si infiamma sarebbe il cuscinetto adiposo innervato sottostante alla bandelletta. Questa non è una grande novità, ma è sul piano causale che diverge dalla teoria più seguita. Il fatto che ci sia un cuscinetto innervato lascerebbe supporre, effettivamente, che sia un "sensore", una superficie propriocettiva che comunica al cervello un eccesso di pressione, quando, nella corsa, la fascia lata non sta tenendo il bacino abbastanza in linea, ma scade verso il basso dal lato della gamba in sospensione. È chiaro che se abbiamo fatto troppi km per le nostre capacità o abbiamo un serio difetto di appoggio (un problema di tecnica), il medio gluteo non ce la fa più a tenere la posizione corretta, la fascia rimane sempre tesa e allungata e il recettore nervoso, premuto oltremodo per un tot di tempo si infiamma. La sintesi è che oltre allo stretching (su cui ormai si dubita da più parti), è decisamente utile fare gli esercizi di potenziamento specifici, mostrati nella pagina linkata. Se sei fuori dalla fase infiammatoria acuta, fai i due esercizi di potenziamento della bandelletta (e volendo anche gli altri 3 isometrici) tutti i giorni, nell'attesa di ricominciare a correre. Purtroppo, come dicevo pagine addietro e come dice Green Dolphin, la grande condizione atletica portata dal ciclismo può portare, senza manco accorgersene, a sovraccaricare nella corsa, con un bagaglio di squilibri muscolari (rispetto alle effettive esigenze della corsa rispetto al ciclismo). [/QUOTE]
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