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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 4489802" data-attributes="member: 7692"><p>L'ho appena scritto sopra e anche in un altro post: una discesa con pendenza media moderata intorno al 5-6% ti consente di ampliare la falcata, correre fluido, e aumentare la spinta.</p><p> </p><p>Le ripercussioni sulle ginocchia ce le hai se non ti lascerai andare, se freni, se opponi resistenza, soprattutto atterrando coi talloni. Invece sfruttando l'elasticità dell'appoggio dato dalla spinta maggiore dovuta alla pendenza, il contatto è veloce, rapido, aumentano i passi, e la velocità.</p><p> </p><p>Ma per fare questo bene, bisogna riuscire a correre in maniera composta, evitando di frenare, assecondando la velocità e curando l'appoggio e la falcata. Altrimenti farsi male è un attimo. Non è la discesa in se stessa a provocare danni, bensì come viene affrontata.</p><p> </p><p>Ovviamente nei tratti più ripidi la tecnica è diversa, io cerco di abbassare un po' il baricentro ed invece di allungare la falcata come faccio nelle pendenze medie, faccio passi radi e veloci, in modo da avere sempre pronto l'appoggio e non lasciarmi sbilanciare troppo in avanti, cosa che mi porterebbe a scompormi. Poi appena la pendenza si attenua, si alunga di nuovo...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 4489802, member: 7692"] L'ho appena scritto sopra e anche in un altro post: una discesa con pendenza media moderata intorno al 5-6% ti consente di ampliare la falcata, correre fluido, e aumentare la spinta. Le ripercussioni sulle ginocchia ce le hai se non ti lascerai andare, se freni, se opponi resistenza, soprattutto atterrando coi talloni. Invece sfruttando l'elasticità dell'appoggio dato dalla spinta maggiore dovuta alla pendenza, il contatto è veloce, rapido, aumentano i passi, e la velocità. Ma per fare questo bene, bisogna riuscire a correre in maniera composta, evitando di frenare, assecondando la velocità e curando l'appoggio e la falcata. Altrimenti farsi male è un attimo. Non è la discesa in se stessa a provocare danni, bensì come viene affrontata. Ovviamente nei tratti più ripidi la tecnica è diversa, io cerco di abbassare un po' il baricentro ed invece di allungare la falcata come faccio nelle pendenze medie, faccio passi radi e veloci, in modo da avere sempre pronto l'appoggio e non lasciarmi sbilanciare troppo in avanti, cosa che mi porterebbe a scompormi. Poi appena la pendenza si attenua, si alunga di nuovo... [/QUOTE]
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