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<blockquote data-quote="Fabio65" data-source="post: 4490079" data-attributes="member: 6275"><p>Concordo con te nel dire che è da evitare in assoluto è sbagliato, infatti non l'ho detto, ho detto che è da evitare per chi inizia, e per chi cerca il solo fitness.</p><p> </p><p>Correre in discesa presuppone un allenamento specifico ed una attitudine alla corsa che si acquisisce in mesi e mesi di allenamenti in pianura e su asfalto o pista.</p><p> </p><p>E' roba da runner evoluti, e non lo dico io.</p><p> </p><p>Cito da runningzen:</p><p> </p><p>Inizia</p><p><strong><span style="color: #0000ff">LE DISCESE</span></strong> </p><p> </p><p>Per molti podisti la parola discesa viene intesa come facilità di corsa, rilassamento, meno fatica con risparmio energetico, ritmo più veloce, riduzione della frequenza cardiaca, ma dietro questi aspetti all'apparenza positivi si nascondono molte insidie e problemi fisici soprattutto a livello muscolare, per evitare tutto ciò è opportuno avere determinati comportamenti in gara e in allenamento. Per capire meglio quello che accade è da osservare che mentre per le salite si è parlato di <strong>contrazione concentrica</strong> ove i muscoli sprigionano più forza muscolare per poter proiettare il corpo in avanti/alto , nelle discese si parla di <strong>contrazione eccentrica</strong>. In pratica in discesa il muscolo deve allungarsi e attutire la caduta verso il basso con conseguente rottura delle fibre muscolari, quindi si verificano delle vere e proprie lesioni a livello periferico, il che significa disagio muscolare col passare dei km percorsi e conseguente rallentamento del ritmo se tutto ciò si protrae nel tempo. Cosa non ininfluente è il recupero post allenamento o gara che si allunga ulteriormente per via di questi "<strong><span style="color: blue">doms muscolari</span></strong>" (delayed onset muscle soreness). Cosa sono? Come abbiamo visto si parla di "<strong><span style="color: red">indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata</span></strong>" che si presenta all'incirca tra le 12 e le 70 ore dopo l'attività fisica, da non confondere impropriamente con la solita leggenda metropolita e frase del tipo : "mi fanno male le gambe per l'acido lattico". In quanto l'acido lattico viene smaltito a livello metabolico dopo poche ore dal termine dell'attività fisica. Gli studi parlano di micro-lacerazioni del tessuto muscolare dovute proprio a queste contrazioni eccentriche e tale lesioni con dolore localizzato agli arti inferiori scompaiono dopo 2 a 4 giorni se va bene. Tutto ciò capite che per noi podisti che dobbiamo recuperare in fretta durante un periodo di preparazione non possiamo permetterci questi inconvenienti, o comunque dobbiamo limitarli al massimo. Allora come fare per evitare questi disagi ? Come gestire un gara che presenta tante discese ripide e salite? </p><p> </p><p> </p><p></p><p><strong><span style="color: red">Comportamenti da attuare per evitare disagi:</span></strong> </p><ul> <li data-xf-list-type="ul">Evitare gare o allenamenti con pendenze e discese ripide in prossimità di gare importanti</li> <li data-xf-list-type="ul">Allenarsi durante la preparazione in maniera adeguata in salita e in discesa su diverse pendenze</li> <li data-xf-list-type="ul">Effettuare allenamenti in palestra di potenziamento eccentrico "salto in basso con rimbalzo"</li> <li data-xf-list-type="ul">Durante la gara controllare la falcata senza bloccarla, ma senza buttarsi a capofitto</li> <li data-xf-list-type="ul">Arretrare con il busto quando la discesa è ripidissima e il controllo del ritmo diventa difficile</li> <li data-xf-list-type="ul">Mettere scarpe ben ammortizzate per attutire meglio l'appoggio sul terreno</li> </ul><p>Quindi come ben avete visto gli inconvenienti di allenarsi o gareggiare su percorsi che presentano salite e discese ripide sono molteplici, il che sta a significare che dobbiamo far attenzione nel momento in cui ci approcciamo ad allenamenti e gare che presentano queste caratteristiche. Sicuramente gli allenamenti in salita e in discesa ci permettono di ottenere notevoli miglioramenti oltre che muscolare , anche dal punto di vista tecnico per un maggior coinvolgimento dei piedi nella spinta e reattività, ma è giusto avere maggiore attenzione. Spero che con questo articolo le vostre salite e discese siano più dolci e allenanti con limitazioni dei disagi muscolari post allenamento. </p><p>Finisce</p><p> </p><p>Se poi uno volesse essere tranchant </p><p> </p><p><a href="http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/029discesa.htm" target="_blank">[URL]http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/029discesa.htm</a>[/URL]</p><p> </p><p>e benchè io per primo non apprezzi l'approccio drastico di A. su certi argomenti, bisogna tributargli una competenza in materia quasi unica in Italia.</p><p> </p><p>Poi ragazzi... mica voglio convincervi a tutti i costi! </p><p> </p><p>Buone corse a tutti !</p><p></p><p><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";-)" title="Icon Wink ;-)" data-shortname=";-)" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Fabio65, post: 4490079, member: 6275"] Concordo con te nel dire che è da evitare in assoluto è sbagliato, infatti non l'ho detto, ho detto che è da evitare per chi inizia, e per chi cerca il solo fitness. Correre in discesa presuppone un allenamento specifico ed una attitudine alla corsa che si acquisisce in mesi e mesi di allenamenti in pianura e su asfalto o pista. E' roba da runner evoluti, e non lo dico io. Cito da runningzen: Inizia [B][COLOR=#0000ff]LE DISCESE[/COLOR][/B] Per molti podisti la parola discesa viene intesa come facilità di corsa, rilassamento, meno fatica con risparmio energetico, ritmo più veloce, riduzione della frequenza cardiaca, ma dietro questi aspetti all'apparenza positivi si nascondono molte insidie e problemi fisici soprattutto a livello muscolare, per evitare tutto ciò è opportuno avere determinati comportamenti in gara e in allenamento. Per capire meglio quello che accade è da osservare che mentre per le salite si è parlato di [B]contrazione concentrica[/B] ove i muscoli sprigionano più forza muscolare per poter proiettare il corpo in avanti/alto , nelle discese si parla di [B]contrazione eccentrica[/B]. In pratica in discesa il muscolo deve allungarsi e attutire la caduta verso il basso con conseguente rottura delle fibre muscolari, quindi si verificano delle vere e proprie lesioni a livello periferico, il che significa disagio muscolare col passare dei km percorsi e conseguente rallentamento del ritmo se tutto ciò si protrae nel tempo. Cosa non ininfluente è il recupero post allenamento o gara che si allunga ulteriormente per via di questi "[B][COLOR=blue]doms muscolari[/COLOR][/B]" (delayed onset muscle soreness). Cosa sono? Come abbiamo visto si parla di "[B][COLOR=red]indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata[/COLOR][/B]" che si presenta all'incirca tra le 12 e le 70 ore dopo l'attività fisica, da non confondere impropriamente con la solita leggenda metropolita e frase del tipo : "mi fanno male le gambe per l'acido lattico". In quanto l'acido lattico viene smaltito a livello metabolico dopo poche ore dal termine dell'attività fisica. Gli studi parlano di micro-lacerazioni del tessuto muscolare dovute proprio a queste contrazioni eccentriche e tale lesioni con dolore localizzato agli arti inferiori scompaiono dopo 2 a 4 giorni se va bene. Tutto ciò capite che per noi podisti che dobbiamo recuperare in fretta durante un periodo di preparazione non possiamo permetterci questi inconvenienti, o comunque dobbiamo limitarli al massimo. Allora come fare per evitare questi disagi ? Come gestire un gara che presenta tante discese ripide e salite? [B][COLOR=red]Comportamenti da attuare per evitare disagi:[/COLOR][/B] [LIST] [*]Evitare gare o allenamenti con pendenze e discese ripide in prossimità di gare importanti [*]Allenarsi durante la preparazione in maniera adeguata in salita e in discesa su diverse pendenze [*]Effettuare allenamenti in palestra di potenziamento eccentrico "salto in basso con rimbalzo" [*]Durante la gara controllare la falcata senza bloccarla, ma senza buttarsi a capofitto [*]Arretrare con il busto quando la discesa è ripidissima e il controllo del ritmo diventa difficile [*]Mettere scarpe ben ammortizzate per attutire meglio l'appoggio sul terreno [/LIST]Quindi come ben avete visto gli inconvenienti di allenarsi o gareggiare su percorsi che presentano salite e discese ripide sono molteplici, il che sta a significare che dobbiamo far attenzione nel momento in cui ci approcciamo ad allenamenti e gare che presentano queste caratteristiche. Sicuramente gli allenamenti in salita e in discesa ci permettono di ottenere notevoli miglioramenti oltre che muscolare , anche dal punto di vista tecnico per un maggior coinvolgimento dei piedi nella spinta e reattività, ma è giusto avere maggiore attenzione. Spero che con questo articolo le vostre salite e discese siano più dolci e allenanti con limitazioni dei disagi muscolari post allenamento. Finisce Se poi uno volesse essere tranchant [URL="http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/029discesa.htm"][URL]http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/029discesa.htm[/URL][/URL] e benchè io per primo non apprezzi l'approccio drastico di A. su certi argomenti, bisogna tributargli una competenza in materia quasi unica in Italia. Poi ragazzi... mica voglio convincervi a tutti i costi! Buone corse a tutti ! ;-) [/QUOTE]
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