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Altri sport - running & sport invernali
running invernale
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<blockquote data-quote="Ubaldo" data-source="post: 4490206" data-attributes="member: 10458"><p>prima di tutto ho visto che Fabio cita Albanesi. Meglio lasciarlo perdere di solito! :D Tutti all'inizio o anche dopo, nella nostra carriera di runners abbiamo fatto tesoro dei suoi consigli. È quando si diviene più esperti dell'argomento che si scoprono le magagne. E da quel che hai scritto, Fabio, penso che concorderai con me sul soggetto!</p><p>Ha fatto un copia e incolla di quello che trova on line e che hanno detto altri allenatori veri e spesso riporta teorie vecchie. Peraltro se una teoria gli è sgradita non è tanto propenso a dimostrare che non funziona, ma solo a denigrarla.</p><p>È uno di quelli che non sembra dare abbastanza peso alla tecnica di corsa e questo è un grandissimo errore, per ovvi motivi.</p><p>Se proprio dobbiamo citare qualcuno possiamo ricorrere a gente come Massini o Pizzolato (che segue personalmente un forum on line, dispensando consigli professionali) magari, che allenano gli amatori e danno il giusto peso a tutte le componenti.</p><p>Il tizio di runningzen lo conosco personalmente. È uno che non si risparmia nell'allenamento, ma gli articoli sul sito sono divulgativi e adatti spesso ad un pubblico che non si è costruito un effettivo background sulla corsa: sono scritti, a volte, avendo in mente l'amatore che fa la cosa sbagliata e se ne frega, facendosi male! :DD</p><p>Albanesi ha il gran merito di aver riversato on line molte conoscenze, ma rimangono i forti limiti già detti. Peraltro mentre si mostra terribilmente cauto su certi argomenti, su altri è un vero talebano, uno che con gli allenamenti tende a massacrare. Tanto per dire di che sbilanciamenti parliamo.</p><p>Questa ovviamente non è una critica a Fabio, ma a stare attenti a ciò che dice Albanesi, con il suo solito taglio manicheo.</p><p></p><p></p><p>Passiamo al problema: per fare la sintesi torno prima di tutto a precisare che, sia che si sia runner occasionali, che runner "hard" o quello che volete, <u>la tecnica di corsa va comunque curata</u>, perchè sennò prima o poi ci si fa sicuramente male. E non penso che facciamo sport per farci del male, no?</p><p>Premesso questo, se si corre senza freni, come dice green, e se si aggiunge un buon lavoro di tecnica, anche correre in discesa è naturale e non traumatico (affaticante sì, ma è allenamento, no?). Non forzare in discesa vuol dire correre alla stessa velocità che si farebbe in pianura o addirittura più piano, soprattutto se la pendenza cresce. Se poi si vuol forzare, è allenante.</p><p></p><p>Passiamo al discorso di COSA si allena. <u>La salita nella corsa</u> è utilissima per i ciclisti: potrete fare tanto lavori di forza resistente che di potenza, ma ricordatevi che la falcata deve essere ancor più corta in salita e sempre rapida, con un appoggio di mesopiede, che diventa di avampiede puro sulle pendenze maggiori.</p><p></p><p><u>La discesa allena?</u> Sì.</p><p>La falcata si allunga all'indietro, quindi il piede deve toccare di mesopiede pieno, mai di tallone. Non è difficile come sembra, basta farci la mano. Pensate che il vostro piede, quando atterra di mesopiede, ammortizza, l'arco collassa (è fatto per quello), il polpaccio assorbe il primo colpo e poi tocca al quadricipite, che fa il lavoro più pesante. Appoggiando col mesopiede il ginocchio è flesso e il quadricipite può intervenire ad ammortizzare. Se appoggiate di tallone il piede non ammortizza, poichè la parte anteriore non risulterà coinvolta in questa funzione; il tallone è rigido e, cosa peggiore in assoluto, la gamba sarà dritta, non flessa, quindi il quadricipite non ammortizzerà in seconda istanza, ma secondariamente e l'impatto della discesa (da 3 a volte il peso del vostro corpo) si scaricherà violentemente su una struttura rigida costituita da caviglia, ginocchio dritto e anca, per finire sulla schiena. Non pensiate che una scarpa ammortizzata vi salvi da tutto questo: sono pur sempre 1,5-2 cm di morbida intersuola.</p><p></p><p>Passiamo al lavoro muscolare.</p><p>Il <u>lavoro eccentrico</u> che si fa in discesa, cioè il frenare il nostro corpo è allenante sia per il podista che cerca di migliorarsi che per il ciclista.</p><p>Il podista che cerca di migliorarsi sperimenterà, tirando su qualche discesa (e sempre poggiando di mesopiede, come dicevo su, se va di tallone e frena si farà solo molto male. Si rallenta accorciando la falcata e opponendo più forza, non conficcando i talloni nell'asfalto, come fanno molti), la capacità di rendere le gambe resistenti e più pronte a tirare sulle successive pianure e salite: le prime volte, infatti, finita la discesa, sarete lentissimi e affaticati, con le gambe imballate, nonostante il fiato che sarà, in alcuni casi, meno corto.</p><p></p><p>Il ciclista sperimenterà dei vantaggi dalla corsa in discesa, che potrà tradurre in vantaggi nel gesto ciclistico.</p><p>Come si vede in palestra, un lavoro eccentrico è un lavoro allenante, spesso utilissimo come lavoro propedeutico per poi introdurre lavori concentrici massicci.</p><p>Faccio un esempio: vi è mai capitato di dover fare le trazioni alla sbarra in palestra? Se all'inizio non ci si riesce facendole in maniera attiva, cioè salendo (perchè dorsali e bicipiti non sono abbastanza potenti), basta farsi tirare su e scendere piano a carico naturale fino all'esaurimento delle forze. Nel giro di un paio di settimane si sarà in grado di fare le trazioni attive, salendo, proprio perchè anche il lavoro eccentrico allena la forza (e pure i tendini lavorano e si adattano).</p><p>Questo esempio ovviamente rende l'idea di come il lavoro eccentrico che si compie in discesa faccia lavorare principalmente i quadricipiti, aiutandone il potenziamento, che potremo sfruttare anche in bici.</p><p></p><p>Poi, come dice Fabio, la corsa è complementare al ciclismo, e viceversa, non sostitutiva. Un po' aiuta e contiene gli effetti di allenamenti in bici saltati, ma il lavoro dei muscoli coincide solo in parte (circa al 70% come tipo di muscoli impiegati). Poi nella corsa si allena molto una potenza contenuta ma erogata in un tempo molto rapido, quello di appoggio. In bici si usa molta più forza resistente. Non per niente, passando dalla corsa al ciclismo le velocità sono modeste rispetto al senso di fatica provato, però il cuore è in una condizione aerobica eccellente e non sale un granchè, nonostante lo sforzo delle gambe. I lavori specifici della bici sono insostituibili, la corsa è un buon coadiuvante.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ubaldo, post: 4490206, member: 10458"] prima di tutto ho visto che Fabio cita Albanesi. Meglio lasciarlo perdere di solito! :D Tutti all'inizio o anche dopo, nella nostra carriera di runners abbiamo fatto tesoro dei suoi consigli. È quando si diviene più esperti dell'argomento che si scoprono le magagne. E da quel che hai scritto, Fabio, penso che concorderai con me sul soggetto! Ha fatto un copia e incolla di quello che trova on line e che hanno detto altri allenatori veri e spesso riporta teorie vecchie. Peraltro se una teoria gli è sgradita non è tanto propenso a dimostrare che non funziona, ma solo a denigrarla. È uno di quelli che non sembra dare abbastanza peso alla tecnica di corsa e questo è un grandissimo errore, per ovvi motivi. Se proprio dobbiamo citare qualcuno possiamo ricorrere a gente come Massini o Pizzolato (che segue personalmente un forum on line, dispensando consigli professionali) magari, che allenano gli amatori e danno il giusto peso a tutte le componenti. Il tizio di runningzen lo conosco personalmente. È uno che non si risparmia nell'allenamento, ma gli articoli sul sito sono divulgativi e adatti spesso ad un pubblico che non si è costruito un effettivo background sulla corsa: sono scritti, a volte, avendo in mente l'amatore che fa la cosa sbagliata e se ne frega, facendosi male! :DD Albanesi ha il gran merito di aver riversato on line molte conoscenze, ma rimangono i forti limiti già detti. Peraltro mentre si mostra terribilmente cauto su certi argomenti, su altri è un vero talebano, uno che con gli allenamenti tende a massacrare. Tanto per dire di che sbilanciamenti parliamo. Questa ovviamente non è una critica a Fabio, ma a stare attenti a ciò che dice Albanesi, con il suo solito taglio manicheo. Passiamo al problema: per fare la sintesi torno prima di tutto a precisare che, sia che si sia runner occasionali, che runner "hard" o quello che volete, [U]la tecnica di corsa va comunque curata[/U], perchè sennò prima o poi ci si fa sicuramente male. E non penso che facciamo sport per farci del male, no? Premesso questo, se si corre senza freni, come dice green, e se si aggiunge un buon lavoro di tecnica, anche correre in discesa è naturale e non traumatico (affaticante sì, ma è allenamento, no?). Non forzare in discesa vuol dire correre alla stessa velocità che si farebbe in pianura o addirittura più piano, soprattutto se la pendenza cresce. Se poi si vuol forzare, è allenante. Passiamo al discorso di COSA si allena. [U]La salita nella corsa[/U] è utilissima per i ciclisti: potrete fare tanto lavori di forza resistente che di potenza, ma ricordatevi che la falcata deve essere ancor più corta in salita e sempre rapida, con un appoggio di mesopiede, che diventa di avampiede puro sulle pendenze maggiori. [U]La discesa allena?[/U] Sì. La falcata si allunga all'indietro, quindi il piede deve toccare di mesopiede pieno, mai di tallone. Non è difficile come sembra, basta farci la mano. Pensate che il vostro piede, quando atterra di mesopiede, ammortizza, l'arco collassa (è fatto per quello), il polpaccio assorbe il primo colpo e poi tocca al quadricipite, che fa il lavoro più pesante. Appoggiando col mesopiede il ginocchio è flesso e il quadricipite può intervenire ad ammortizzare. Se appoggiate di tallone il piede non ammortizza, poichè la parte anteriore non risulterà coinvolta in questa funzione; il tallone è rigido e, cosa peggiore in assoluto, la gamba sarà dritta, non flessa, quindi il quadricipite non ammortizzerà in seconda istanza, ma secondariamente e l'impatto della discesa (da 3 a volte il peso del vostro corpo) si scaricherà violentemente su una struttura rigida costituita da caviglia, ginocchio dritto e anca, per finire sulla schiena. Non pensiate che una scarpa ammortizzata vi salvi da tutto questo: sono pur sempre 1,5-2 cm di morbida intersuola. Passiamo al lavoro muscolare. Il [U]lavoro eccentrico[/U] che si fa in discesa, cioè il frenare il nostro corpo è allenante sia per il podista che cerca di migliorarsi che per il ciclista. Il podista che cerca di migliorarsi sperimenterà, tirando su qualche discesa (e sempre poggiando di mesopiede, come dicevo su, se va di tallone e frena si farà solo molto male. Si rallenta accorciando la falcata e opponendo più forza, non conficcando i talloni nell'asfalto, come fanno molti), la capacità di rendere le gambe resistenti e più pronte a tirare sulle successive pianure e salite: le prime volte, infatti, finita la discesa, sarete lentissimi e affaticati, con le gambe imballate, nonostante il fiato che sarà, in alcuni casi, meno corto. Il ciclista sperimenterà dei vantaggi dalla corsa in discesa, che potrà tradurre in vantaggi nel gesto ciclistico. Come si vede in palestra, un lavoro eccentrico è un lavoro allenante, spesso utilissimo come lavoro propedeutico per poi introdurre lavori concentrici massicci. Faccio un esempio: vi è mai capitato di dover fare le trazioni alla sbarra in palestra? Se all'inizio non ci si riesce facendole in maniera attiva, cioè salendo (perchè dorsali e bicipiti non sono abbastanza potenti), basta farsi tirare su e scendere piano a carico naturale fino all'esaurimento delle forze. Nel giro di un paio di settimane si sarà in grado di fare le trazioni attive, salendo, proprio perchè anche il lavoro eccentrico allena la forza (e pure i tendini lavorano e si adattano). Questo esempio ovviamente rende l'idea di come il lavoro eccentrico che si compie in discesa faccia lavorare principalmente i quadricipiti, aiutandone il potenziamento, che potremo sfruttare anche in bici. Poi, come dice Fabio, la corsa è complementare al ciclismo, e viceversa, non sostitutiva. Un po' aiuta e contiene gli effetti di allenamenti in bici saltati, ma il lavoro dei muscoli coincide solo in parte (circa al 70% come tipo di muscoli impiegati). Poi nella corsa si allena molto una potenza contenuta ma erogata in un tempo molto rapido, quello di appoggio. In bici si usa molta più forza resistente. Non per niente, passando dalla corsa al ciclismo le velocità sono modeste rispetto al senso di fatica provato, però il cuore è in una condizione aerobica eccellente e non sale un granchè, nonostante lo sforzo delle gambe. I lavori specifici della bici sono insostituibili, la corsa è un buon coadiuvante. [/QUOTE]
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