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Testo
<blockquote data-quote="Ubaldo" data-source="post: 4538769" data-attributes="member: 10458"><p>questa è una affermazione che nella sua assolutezza significa poco. </p><p>Il miglior modo di farsi male è una scarpa "protettiva". Sia perchè la reale protezione è poca corsa rispetto alle sollecitazioni della corsa, ma soprattutto perchè è una scarpa poco comunicativa. Se il piede non può svolgere la sua funzione propriocettiva, un appoggio già poco solido e sbilanciato (tipico di molti all'inizio) non sarà nemmeno corretto inizialmente dai propri feedback neuromuscolari con un possibile rischio articolare e muscolo-tendineo.</p><p>Esiste un solo modo di non farsi male correndo (e il sovrappeso influisce sulla distanza critica, sia che corri a piedi nudi cohe con le A3, non cambia) ed è imparare a correre correttamente. In questo la scarpa deve essere un coadiuvante, non qualcosa che corregge e filtra eccessivamente.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ubaldo, post: 4538769, member: 10458"] questa è una affermazione che nella sua assolutezza significa poco. Il miglior modo di farsi male è una scarpa "protettiva". Sia perchè la reale protezione è poca corsa rispetto alle sollecitazioni della corsa, ma soprattutto perchè è una scarpa poco comunicativa. Se il piede non può svolgere la sua funzione propriocettiva, un appoggio già poco solido e sbilanciato (tipico di molti all'inizio) non sarà nemmeno corretto inizialmente dai propri feedback neuromuscolari con un possibile rischio articolare e muscolo-tendineo. Esiste un solo modo di non farsi male correndo (e il sovrappeso influisce sulla distanza critica, sia che corri a piedi nudi cohe con le A3, non cambia) ed è imparare a correre correttamente. In questo la scarpa deve essere un coadiuvante, non qualcosa che corregge e filtra eccessivamente. [/QUOTE]
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