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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 4600143" data-attributes="member: 7692"><p>Non c'è strategia: durante lo sforzo devi buttar dentro zuccheri, sia a catena medio-lunga che veloci. Possibilmente in forma liquida o semiliquida. Un mix di maltodestrine, fruttosio e destrosio (in ordine decrescente come quantità) può essere l'ideale. Vitargo, miele. Studi più recenti dicono che per i lunghi e lunghissimi sarebbe opportuno nella prima ora assumere un mix di carbo e proteine in rapporto 4:1.</p><p> </p><p>Anche chi ha una ridotta percentuale di grasso corporeo può bruciare i grassi, utilizzerà il grasso viscerale, che è presente in ogni fisico, a meno che di essere anoressici. </p><p> </p><p>Come detto in precedenza è un bluff: devi creare i presupposti perché il fisico vada ad attingere ai grassi. In primis in partenza per un allenamento, quasi come uno starter, il fisico ricorre al glicogeno epatico, poi comincia ad attingere al glicogeno muscolare. Studi hanno dimostrato che un pasto soprattutto ricco di cho nelle ore precedenti la prestazione, non fa altro che accelerare il consumo del glicogeno muscolare (sembra come se il fisico sentisse che tu l'hai supportato con altri cho, e non si faccia problemi ad utilizzare quelli già stoccati: non è in emergenza!), mentre chi era a digiuno o aveva fatto un pasto con proteine e grassi e pochi carboidrati a lenta assimilazione, ha dimostrato un consumo minore del gligoceno muscolare. In pratica l'organismo si attiva per via di uno stato di emergenza che si viene a creare, anche se tale non è, e comincia ad attingere anche dai grassi ad un certo punto. Questo dà la possibilità all'organismo di risparmiare glicogeno muscolare ed utilizzarlo più a lungo termine insieme ai grassi. L'ultima cosa che viene smobilitata, ma devi essere alla frutta, sono le proteine muscolari. Il meccanismo per convertire le proteine in carburante è per il ns fisico estremamente oneroso, e come tale è l'ultima risorsa possibile. Questo crea danni, vero: mio cognato anni fa dopo una Nove Colli fatta a tutta fino a circa metà percorso, si è ricordato che la gara era solo a metà, nonostante il fisico gli inviasse segnali di ritiro, era in crisi netta, continuò cercando la prestazione, il tempo, e si bruciò i muscoli. Lo ricoverarono in ospedale, ci mise mesi a riprendersi, e anche dopo il passo non era più quello di prima.</p><p> </p><p>Ma per arrivare ad una cosa del genere bisogna partire a tavoletta e restare sempre col piede sull'acceleratore: solo così si svuota tutto il glicogeno ed i grassi in maniera demenziale: l'intensità farà la differenza.</p><p> </p><p>Poi ci sarebbe da dire che ciclismo e running sono diversi, lo sforzo è distribuito in maniera meno uniforme nel ciclismo, e quindi l'organismo ha modo di alternare momenti intensi a momenti più calmi. Nel running è cosa difficile, se non impossibile.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 4600143, member: 7692"] Non c'è strategia: durante lo sforzo devi buttar dentro zuccheri, sia a catena medio-lunga che veloci. Possibilmente in forma liquida o semiliquida. Un mix di maltodestrine, fruttosio e destrosio (in ordine decrescente come quantità) può essere l'ideale. Vitargo, miele. Studi più recenti dicono che per i lunghi e lunghissimi sarebbe opportuno nella prima ora assumere un mix di carbo e proteine in rapporto 4:1. Anche chi ha una ridotta percentuale di grasso corporeo può bruciare i grassi, utilizzerà il grasso viscerale, che è presente in ogni fisico, a meno che di essere anoressici. Come detto in precedenza è un bluff: devi creare i presupposti perché il fisico vada ad attingere ai grassi. In primis in partenza per un allenamento, quasi come uno starter, il fisico ricorre al glicogeno epatico, poi comincia ad attingere al glicogeno muscolare. Studi hanno dimostrato che un pasto soprattutto ricco di cho nelle ore precedenti la prestazione, non fa altro che accelerare il consumo del glicogeno muscolare (sembra come se il fisico sentisse che tu l'hai supportato con altri cho, e non si faccia problemi ad utilizzare quelli già stoccati: non è in emergenza!), mentre chi era a digiuno o aveva fatto un pasto con proteine e grassi e pochi carboidrati a lenta assimilazione, ha dimostrato un consumo minore del gligoceno muscolare. In pratica l'organismo si attiva per via di uno stato di emergenza che si viene a creare, anche se tale non è, e comincia ad attingere anche dai grassi ad un certo punto. Questo dà la possibilità all'organismo di risparmiare glicogeno muscolare ed utilizzarlo più a lungo termine insieme ai grassi. L'ultima cosa che viene smobilitata, ma devi essere alla frutta, sono le proteine muscolari. Il meccanismo per convertire le proteine in carburante è per il ns fisico estremamente oneroso, e come tale è l'ultima risorsa possibile. Questo crea danni, vero: mio cognato anni fa dopo una Nove Colli fatta a tutta fino a circa metà percorso, si è ricordato che la gara era solo a metà, nonostante il fisico gli inviasse segnali di ritiro, era in crisi netta, continuò cercando la prestazione, il tempo, e si bruciò i muscoli. Lo ricoverarono in ospedale, ci mise mesi a riprendersi, e anche dopo il passo non era più quello di prima. Ma per arrivare ad una cosa del genere bisogna partire a tavoletta e restare sempre col piede sull'acceleratore: solo così si svuota tutto il glicogeno ed i grassi in maniera demenziale: l'intensità farà la differenza. Poi ci sarebbe da dire che ciclismo e running sono diversi, lo sforzo è distribuito in maniera meno uniforme nel ciclismo, e quindi l'organismo ha modo di alternare momenti intensi a momenti più calmi. Nel running è cosa difficile, se non impossibile. [/QUOTE]
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