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Ruota anteriore che "Sbacchetta"
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<blockquote data-quote="abatta68" data-source="post: 6020778" data-attributes="member: 12384"><p>Il fenomeno dello shimmy è una delle cose che spaventa di più in bici e ci vogliono un pò di giorni per riprendersi dalla paura. Tutte le certezze e le sicurezze vanno a farsi benedire e d'improvviso ti ritrovi ad avere paura di affrontare le discese e ad irrigidirti ulteriormente, come se non fossi mai andato in bici e questo ovviamente non fà che peggiorare le cose. A me è capitato 2/3 volte in 30 anni, con bici diverse e questo mi fà pensare che la colpa sia da ricondurre soltanto a me. </p><p>L'ultima volta mi è capitato iniziando la discesa del Moncenisio: poco dopo essere arrivato in cima riparto e affronto subito il rettilineo che mi porta ad alta velocità (intorno ai 60kmh)... una raffica di vento mi sposta di lato (sono alto 1,85 per 70kg, alto in sella, mettici pure la mantellina...) e mi spavento un pò, tanto da irrigidire le braccia e tentare di rallentare agendo sulle leve dei freni... a quel punto si innesca la vibrazione, che probabilmente è indotta in maniera alternata dalla forza applicata dai due avambracci che fanno forza sulle estremità opposte del manubrio, alimentando l'oscillazione di tutto l'avantreno!</p><p>20 secondi interminabili, prima di riuscire a recuperare la traiettoria! mi fermo a bordo strada e la tensione lungo le braccia, la schiena e il collo (per non parlare della testa sballottata a destra e a sinistra!) sembra non attenuarsi. Riparto subito, cercando di rilassarmi e di non farmi condizionare dallo spavento, ma la discesa è di 30km e sembra non finire mai! arrivato a Susa bacio l'asfalto.</p><p>Le cause:</p><p>1) sicuramente il fatto di essermi irrigidito dopo essermi spaventato, la forte velocità poi ha amplificato ulteriormente l'effetto. Pur essendo in presa bassa, le braccia sono diventate tese, invece che flesse, rendendo il mezzo molto meno guidabile.</p><p>2) Un altro aspetto (questo ipotetico) può essere riconducibile al mezzo: la serie sterzo può prendere gioco o allentarsi. Altro aspetto la posizione delle braccia imposta dalla presa bassa... se si è troppo "sotto" con gli avambracci alla curva manubrio, per arrivare alle leve dei freni si tende a spostarsi più indietro sulla sella o ad incurvare la schiena e tendere le braccia... questo non credo vada bene.</p><p>Cosa fare quando capita?</p><p>Un consiglio che mi hanno dato è quello di cercare ovviamente di piegare i gomiti, ma soprattutto di appoggiare un ginocchio contro il tubo orizzontale, in modo da trovare un punto di appoggio per il telaio, che cosi tende a stabilizzarsi maggiormente nel suo punto "medio", contrapponendosi alle forze esercitate sullo sterzo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="abatta68, post: 6020778, member: 12384"] Il fenomeno dello shimmy è una delle cose che spaventa di più in bici e ci vogliono un pò di giorni per riprendersi dalla paura. Tutte le certezze e le sicurezze vanno a farsi benedire e d'improvviso ti ritrovi ad avere paura di affrontare le discese e ad irrigidirti ulteriormente, come se non fossi mai andato in bici e questo ovviamente non fà che peggiorare le cose. A me è capitato 2/3 volte in 30 anni, con bici diverse e questo mi fà pensare che la colpa sia da ricondurre soltanto a me. L'ultima volta mi è capitato iniziando la discesa del Moncenisio: poco dopo essere arrivato in cima riparto e affronto subito il rettilineo che mi porta ad alta velocità (intorno ai 60kmh)... una raffica di vento mi sposta di lato (sono alto 1,85 per 70kg, alto in sella, mettici pure la mantellina...) e mi spavento un pò, tanto da irrigidire le braccia e tentare di rallentare agendo sulle leve dei freni... a quel punto si innesca la vibrazione, che probabilmente è indotta in maniera alternata dalla forza applicata dai due avambracci che fanno forza sulle estremità opposte del manubrio, alimentando l'oscillazione di tutto l'avantreno! 20 secondi interminabili, prima di riuscire a recuperare la traiettoria! mi fermo a bordo strada e la tensione lungo le braccia, la schiena e il collo (per non parlare della testa sballottata a destra e a sinistra!) sembra non attenuarsi. Riparto subito, cercando di rilassarmi e di non farmi condizionare dallo spavento, ma la discesa è di 30km e sembra non finire mai! arrivato a Susa bacio l'asfalto. Le cause: 1) sicuramente il fatto di essermi irrigidito dopo essermi spaventato, la forte velocità poi ha amplificato ulteriormente l'effetto. Pur essendo in presa bassa, le braccia sono diventate tese, invece che flesse, rendendo il mezzo molto meno guidabile. 2) Un altro aspetto (questo ipotetico) può essere riconducibile al mezzo: la serie sterzo può prendere gioco o allentarsi. Altro aspetto la posizione delle braccia imposta dalla presa bassa... se si è troppo "sotto" con gli avambracci alla curva manubrio, per arrivare alle leve dei freni si tende a spostarsi più indietro sulla sella o ad incurvare la schiena e tendere le braccia... questo non credo vada bene. Cosa fare quando capita? Un consiglio che mi hanno dato è quello di cercare ovviamente di piegare i gomiti, ma soprattutto di appoggiare un ginocchio contro il tubo orizzontale, in modo da trovare un punto di appoggio per il telaio, che cosi tende a stabilizzarsi maggiormente nel suo punto "medio", contrapponendosi alle forze esercitate sullo sterzo. [/QUOTE]
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