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<blockquote data-quote="giumbi#babio" data-source="post: 620167" data-attributes="member: 2304"><p>A tutto quanto precedentemente detto, mi permetto di aggiungere che l'agilità alla Armstrong è un falso obiettivo; o meglio, è un obiettivo irrealizzabile, sia per noi che per gli stessi professionisti, come lo sarebbe, sia per noi che per loro, avere la pretesa di sviluppare 1700/1800 watt di potenza alla Petacchi o gli oltre 6 per KG come nella salita dell'Alpe d'Huez quando Pantani vinse la tappa.</p><p>Ok, l'agilità come modo di pedalare, come tendenza, va bene; ma, dice giustamente New, frullare il 39X25 non ha molto senso. L'agilità di LA, non era uno stile, era una capacità, la capacità di girare dei rapporti più corti degli altri, ma ad una frequenza di RPM tale da permettergli di sviluppare potenze che gli altri se le sognavano.</p><p>Hai voglia ad allenarti ( Di Luca si è allenato molto, ha alzato la frequenza delle RPM, ma vi pare che sia bastato il numero di RPM perchè in salita andasse come LA ? ), a sforzarti...; certi risultati li raggiungi ( come quelli citati per Petacchi o Pantani ) se alla tecnica, alla preparazione, all'allenamento riesci ad accoppiare delle capacità, delle qualità fisiche ( in questo caso, neuromuscolari ) innate, che distinguono un super da uno normale. Non è che qualunque professionista ( parlo di prof senza neanche scendere nel campo nostro ), allo stesso modo, se si mette a fare potenziamento, riesce ad arrivare alle vette di potenza espressa da Petacchi, è la stessa cosa.</p><p>Poi, per carità, come discorso di base è giusto, ma lo stesso Ullrich, che a vederlo sembra sempre un dente più duro della giusta misura, non è che in salita non riuscirebbe a pedalare allo stesso numero di RPM di LA; ci riuscirebbe tranquillamente, ma dovrebbe farlo con un rapporto tale che gli permetterebbe di sviluppare una velocità inferiore a quella che raggiunge con il suo modo naturale di pedalare.Perchè per quanto ci si possa sforzare ( ed ora torno a parlare di quanto riguarda noi amatori ) per i mesi invernali di girare le gambe, quando sarà il momento di fare sul serio, quando cercheremo la velocità in salita, tanta di quell'agilità che d'inverno abbiamo disperatamente inseguito, sparirà come neve al sole.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="giumbi#babio, post: 620167, member: 2304"] A tutto quanto precedentemente detto, mi permetto di aggiungere che l'agilità alla Armstrong è un falso obiettivo; o meglio, è un obiettivo irrealizzabile, sia per noi che per gli stessi professionisti, come lo sarebbe, sia per noi che per loro, avere la pretesa di sviluppare 1700/1800 watt di potenza alla Petacchi o gli oltre 6 per KG come nella salita dell'Alpe d'Huez quando Pantani vinse la tappa. Ok, l'agilità come modo di pedalare, come tendenza, va bene; ma, dice giustamente New, frullare il 39X25 non ha molto senso. L'agilità di LA, non era uno stile, era una capacità, la capacità di girare dei rapporti più corti degli altri, ma ad una frequenza di RPM tale da permettergli di sviluppare potenze che gli altri se le sognavano. Hai voglia ad allenarti ( Di Luca si è allenato molto, ha alzato la frequenza delle RPM, ma vi pare che sia bastato il numero di RPM perchè in salita andasse come LA ? ), a sforzarti...; certi risultati li raggiungi ( come quelli citati per Petacchi o Pantani ) se alla tecnica, alla preparazione, all'allenamento riesci ad accoppiare delle capacità, delle qualità fisiche ( in questo caso, neuromuscolari ) innate, che distinguono un super da uno normale. Non è che qualunque professionista ( parlo di prof senza neanche scendere nel campo nostro ), allo stesso modo, se si mette a fare potenziamento, riesce ad arrivare alle vette di potenza espressa da Petacchi, è la stessa cosa. Poi, per carità, come discorso di base è giusto, ma lo stesso Ullrich, che a vederlo sembra sempre un dente più duro della giusta misura, non è che in salita non riuscirebbe a pedalare allo stesso numero di RPM di LA; ci riuscirebbe tranquillamente, ma dovrebbe farlo con un rapporto tale che gli permetterebbe di sviluppare una velocità inferiore a quella che raggiunge con il suo modo naturale di pedalare.Perchè per quanto ci si possa sforzare ( ed ora torno a parlare di quanto riguarda noi amatori ) per i mesi invernali di girare le gambe, quando sarà il momento di fare sul serio, quando cercheremo la velocità in salita, tanta di quell'agilità che d'inverno abbiamo disperatamente inseguito, sparirà come neve al sole. [/QUOTE]
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