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<blockquote data-quote="Airone del Chianti" data-source="post: 622566" data-attributes="member: 2350"><p>Vi siete concentrati parlando di agilità in salita soltanto sul binomio ottimale cadenza-rapporto al fine di ottenere la maz velocità possibile. Per quanto questo sia vero, ciò non completa la discussione perché manca il concetto di RESISTENZA cioè per quanto tempo si sia in grado di mantenere quella velocità. Infatti, mentre se è vero che io riesco su una stessa salita ad andare più forte spingendo un dente in meno e andando meno agile, è quasi certo che con qualche dente in più e uina cadenza maggiore riuscirò a tenere una velocità costante su tutte le salite senza crollare.</p><p>Esempio: io che non sono uno scalatore, alla MdD sul Giau che è salita da scalatori puri ho recuperato 80 posizioni mantenendo la VAM (circa 1050) che avevo tenuto sulle altre salite che precedevano (il Giau è la 7°). Probabilmente quegli 80 erano saliti a 1100 nelle prime salite ma poi erano crollati alla distanza per aver usato rapporti più duri. Morale: quando la corsa è lunga e dura e prevede una successione di salite un'andatura più agile ti consente di salvare la gamba e di ottimizzare il risultato.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Airone del Chianti, post: 622566, member: 2350"] Vi siete concentrati parlando di agilità in salita soltanto sul binomio ottimale cadenza-rapporto al fine di ottenere la maz velocità possibile. Per quanto questo sia vero, ciò non completa la discussione perché manca il concetto di RESISTENZA cioè per quanto tempo si sia in grado di mantenere quella velocità. Infatti, mentre se è vero che io riesco su una stessa salita ad andare più forte spingendo un dente in meno e andando meno agile, è quasi certo che con qualche dente in più e uina cadenza maggiore riuscirò a tenere una velocità costante su tutte le salite senza crollare. Esempio: io che non sono uno scalatore, alla MdD sul Giau che è salita da scalatori puri ho recuperato 80 posizioni mantenendo la VAM (circa 1050) che avevo tenuto sulle altre salite che precedevano (il Giau è la 7°). Probabilmente quegli 80 erano saliti a 1100 nelle prime salite ma poi erano crollati alla distanza per aver usato rapporti più duri. Morale: quando la corsa è lunga e dura e prevede una successione di salite un'andatura più agile ti consente di salvare la gamba e di ottimizzare il risultato. [/QUOTE]
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