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scusate: chi fa il prezzo finale dei prodotti?
Testo
<blockquote data-quote="(Ale74)" data-source="post: 3268839" data-attributes="member: 26515"><p>Il sottocosto è regolamentato e non si può fare più di tot volte l'anno (ora non ricordo quante volte).</p><p>In linea di massima non puoi vendere sottocosto:</p><p></p><p>1) perchè è frode (salvo non rientri nelle X concessioni)</p><p>2) vai in fallimento</p><p></p><p>Per quanto riguarda il prezzo di listino, nel corso degli anni, è diventato uno strumento di marketing perchè alla gente piace pensare di aver fatto il mega affare.</p><p>Il prezzo di listino, in ogni caso, è quel valore di cessione che l'utente finale deve sborsare per avere quel dato bene. Questo prezzo è determinato dalla Casa Madre oppure, per fare un banale esempio, dal gestore di un locale.</p><p>Ad esempio, nei bar è il gestore che determina il listino dei prezzi.</p><p>Per le biciclette sono le case costruttrici.</p><p>In linea di massima il prezzo di vendita al pubblico coincide con il prezzo di listino.</p><p>Come ho detto prima, al giorno d'oggi è sempre più usato come strumento di marketing per permettere all'esercente di giocare sugli sconti, questo succede perchè, sempre più spesso e soprattutto in questi ultimi tempi, la gente chiede (imho giustamente) lo sconto.</p><p>Altro esempio:</p><p></p><p>Costo delle materie prime+Costi di trasporto+Costi di trasformazione+Margine azienda+Margine Negozio distributore=Prezzo di listino</p><p>Prezzo di listino-Sconto=Prezzo di vendita</p><p></p><p>In pratica, come ho già detto prima, tutti i soggetti che intercorrono nella catena distributiva hanno a disposizione il loro margine, questo perchè è una componente variabile del prezzo.</p><p></p><p>Sul discorso del maggior sconto per maggiori quantità, molto banalmente, lo si ottiene perchè una produzione di linea si ottimizza (costi inferiori) con produzioni elevate. Esempio: in una azienda che produce plastici, c'è un tempo di attrezzaggio della linea per montare lo stampo desiderato. Questo tempo di inattività lo possiamo definire il costo dell'improduttività ma è da considerare variabile in quanto viene suddiviso nei pezzi totali che andrò a produrre. Portando l'esempio numerico abbiamo: attrezzaggio 100&#8364;, pezzi prodotti 10. Ogni pezzo assorbe, come costo di attrezzaggio, 100/10=10 euro che si aggiungono al valore del prodotto. Se ne produco 1.000 questo costo scende a 100/1000=0,1 euro da aggiungere al pezzo.</p><p>Questo ovviamente è un discorso che non scende in profondità nelle analisi di costing.</p><p></p><p>Okkio che non si è mai considerata la questione dei pagamenti e del cash flow, che ha la sua grande importanza nell'economia aziendale.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="(Ale74), post: 3268839, member: 26515"] Il sottocosto è regolamentato e non si può fare più di tot volte l'anno (ora non ricordo quante volte). In linea di massima non puoi vendere sottocosto: 1) perchè è frode (salvo non rientri nelle X concessioni) 2) vai in fallimento Per quanto riguarda il prezzo di listino, nel corso degli anni, è diventato uno strumento di marketing perchè alla gente piace pensare di aver fatto il mega affare. Il prezzo di listino, in ogni caso, è quel valore di cessione che l'utente finale deve sborsare per avere quel dato bene. Questo prezzo è determinato dalla Casa Madre oppure, per fare un banale esempio, dal gestore di un locale. Ad esempio, nei bar è il gestore che determina il listino dei prezzi. Per le biciclette sono le case costruttrici. In linea di massima il prezzo di vendita al pubblico coincide con il prezzo di listino. Come ho detto prima, al giorno d'oggi è sempre più usato come strumento di marketing per permettere all'esercente di giocare sugli sconti, questo succede perchè, sempre più spesso e soprattutto in questi ultimi tempi, la gente chiede (imho giustamente) lo sconto. Altro esempio: Costo delle materie prime+Costi di trasporto+Costi di trasformazione+Margine azienda+Margine Negozio distributore=Prezzo di listino Prezzo di listino-Sconto=Prezzo di vendita In pratica, come ho già detto prima, tutti i soggetti che intercorrono nella catena distributiva hanno a disposizione il loro margine, questo perchè è una componente variabile del prezzo. Sul discorso del maggior sconto per maggiori quantità, molto banalmente, lo si ottiene perchè una produzione di linea si ottimizza (costi inferiori) con produzioni elevate. Esempio: in una azienda che produce plastici, c'è un tempo di attrezzaggio della linea per montare lo stampo desiderato. Questo tempo di inattività lo possiamo definire il costo dell'improduttività ma è da considerare variabile in quanto viene suddiviso nei pezzi totali che andrò a produrre. Portando l'esempio numerico abbiamo: attrezzaggio 100€, pezzi prodotti 10. Ogni pezzo assorbe, come costo di attrezzaggio, 100/10=10 euro che si aggiungono al valore del prodotto. Se ne produco 1.000 questo costo scende a 100/1000=0,1 euro da aggiungere al pezzo. Questo ovviamente è un discorso che non scende in profondità nelle analisi di costing. Okkio che non si è mai considerata la questione dei pagamenti e del cash flow, che ha la sua grande importanza nell'economia aziendale. [/QUOTE]
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