Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Altri temi
I domandoni
scusate: chi fa il prezzo finale dei prodotti?
Testo
<blockquote data-quote="vigorelli 1954" data-source="post: 3270948" data-attributes="member: 19829"><p>lasciando perdere le importazioni dirette dal tanganica o cose di questo tipo, non fattibili nel nostro settore, vorrei vedere chi si compra un telaio a 600 marcato Nenne o Vigorelli se dietro non c'è Cinelli o Bianchi o Colnago ecc.</p><p>Io ho anche provato a vendere telai in carbonio molto belli e ben fatti, con il nome del mio negozio, li ho usati in squadra, ma mai venduti. Chi compra un oggetto da 2-3-4 mila euro vuole essere garantito ( giustamente) dal produttore e chi lo vende anche !! </p><p>Quindi tornando in Italia e con i piedi per terra, riprendendo il filo del discorso iniziale, non è che non si possa vendere " sottocosto " , cioè non è vietato dalla legge, l'importante è che poi alla fine tu paghi le tasse come se ci avessi guadagnato quello che prevedono gli studi di settore anche il 50/ 60 % di ricarico!! Ora non chiedetemi con che criterio sono stati fatti , ma è così e chi è nel commercio lo sa bene purtroppo. </p><p>Dicevo che si può anche vendere "sottocosto" perchè conosco situazioni di persone che non hanno certamente bisogno di guadagnare con il negozio per sopravvivere e tengono aperto per....hobby, perchè sono nell'ambiente da anni, lo usano come ritrovo della loro squadra e degli amici, fanno concorrenza ( sleale) e non si preoccupano certo di chiudere i bilanci in passivo visto che i soldi in famiglia non mancano. C'è chi ogni tanto si vende un appartamento e tiene aperto , chi consuma poco a poco i guadagni della precedente carriera, e non crediate che sia fantasia.</p><p>Insomma il problema più grosso per i commercianti, almeno per me , non è tanto quando si lavora poco e si guadagna poco,ma si compra anche poco, ma assurdamente quando si lavora tanto ( come d'estate)e si compra tanto, perchè poi non si sa mai se si riusciranno a pagare le tasse, l'iva , l'inps, l'enel, la tim, le riba, il commercialista, l'affitto,le assicurazioni , gli imprevisti , il riscaldamento, l'acqua,la rai,i bolli, l'amministrazione e tutto quel che segue ......moltiplicato per due perchè anche noi abitiamo in una casa e non in negozio e abbiamo una moglie e anche dei figli !!</p><p>Ma l'importante è soddisfare gli assetati studi di settore altrimenti comincia la caccia alle streghe........e ci risiamo.......liberi tutti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vigorelli 1954, post: 3270948, member: 19829"] lasciando perdere le importazioni dirette dal tanganica o cose di questo tipo, non fattibili nel nostro settore, vorrei vedere chi si compra un telaio a 600 marcato Nenne o Vigorelli se dietro non c'è Cinelli o Bianchi o Colnago ecc. Io ho anche provato a vendere telai in carbonio molto belli e ben fatti, con il nome del mio negozio, li ho usati in squadra, ma mai venduti. Chi compra un oggetto da 2-3-4 mila euro vuole essere garantito ( giustamente) dal produttore e chi lo vende anche !! Quindi tornando in Italia e con i piedi per terra, riprendendo il filo del discorso iniziale, non è che non si possa vendere " sottocosto " , cioè non è vietato dalla legge, l'importante è che poi alla fine tu paghi le tasse come se ci avessi guadagnato quello che prevedono gli studi di settore anche il 50/ 60 % di ricarico!! Ora non chiedetemi con che criterio sono stati fatti , ma è così e chi è nel commercio lo sa bene purtroppo. Dicevo che si può anche vendere "sottocosto" perchè conosco situazioni di persone che non hanno certamente bisogno di guadagnare con il negozio per sopravvivere e tengono aperto per....hobby, perchè sono nell'ambiente da anni, lo usano come ritrovo della loro squadra e degli amici, fanno concorrenza ( sleale) e non si preoccupano certo di chiudere i bilanci in passivo visto che i soldi in famiglia non mancano. C'è chi ogni tanto si vende un appartamento e tiene aperto , chi consuma poco a poco i guadagni della precedente carriera, e non crediate che sia fantasia. Insomma il problema più grosso per i commercianti, almeno per me , non è tanto quando si lavora poco e si guadagna poco,ma si compra anche poco, ma assurdamente quando si lavora tanto ( come d'estate)e si compra tanto, perchè poi non si sa mai se si riusciranno a pagare le tasse, l'iva , l'inps, l'enel, la tim, le riba, il commercialista, l'affitto,le assicurazioni , gli imprevisti , il riscaldamento, l'acqua,la rai,i bolli, l'amministrazione e tutto quel che segue ......moltiplicato per due perchè anche noi abitiamo in una casa e non in negozio e abbiamo una moglie e anche dei figli !! Ma l'importante è soddisfare gli assetati studi di settore altrimenti comincia la caccia alle streghe........e ci risiamo.......liberi tutti. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Altri temi
I domandoni
scusate: chi fa il prezzo finale dei prodotti?
Alto
Basso