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Bici e telai
Vintage
Segnalazioni cancelli oversize
Testo
<blockquote data-quote="ciclista statunitense" data-source="post: 2250448" data-attributes="member: 2361"><p>Io invece sono già andato sopra le righe ogni tanto e lo riconosco. A volte è fatto per portare a discutere alcuni punti fondamentali, a volte in quanto ho delle limitazioni linguistiche in italiano (soprattutto quando sono stanco od arrabbiato).</p><p></p><p></p><p></p><p>Allora parliamo un po del mercato vintage. Io sono attivo nel collezionismo da oltre 20 anni ed ho seguito come i prezzi sono saliti e poi scesi, poi saliti, poi scesi e così via. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, le bici al top del mercato delle bici d'epoca NON stanno decollando affatto, il sviluppo si vede solo sul livello basso e questo non è secondo me legato al fatto di essere d'epoca ma piuttosto che i prezzi delle bici "normale" sta toccando livelli folli in quanto vi è una nuova moda che vuole che la bici sia uno sport "d'elite" come lo è stato in passato il golf od il tennis...</p><p></p><p>Le bici che vengono ricercati dai collezionisti si possono dividere in due categorie abbastanza grossolane: quelle dove vi è una base logica di collezione e poi quelle dove la ricerca viene spinta da motivi illogici, per lo più legati alla moda del momento od ad altri fattori non chiari. I top della prima categoria hanno sempre mantenuto valori alti. Vi posso parlare di bici che si sono vendute 10 anni fa ad oltre 10 mila euro quando non esisteva una bici moderna che si vendeva a quei prezzi. Con queste bici ci è stato un aumento organico ma non esagerato dei valori. Questi pezzi vengano per lo più scambiati in privato tra i collezionisti, oppure tramite fornitori che agiscono da intermediari. I prezzi delle bici della seconda categoria sono sempre stati molti più difficili a capire e non si ha sempre una ragione logica nel sviluppo dei prezzi. Certe bici sono salite di valore, altri sono scesi di valore. Il valore non è per niente legato né all'età, né alla rarità, né alla bontà del prodotto, né al valore tecnologico. </p><p></p><p>E' sconveniente dirlo ma per lo più, quelli che sono stati attirati di recente dalle bici d'epoca sono, per lo più, persone che non si possono permettere i prezzi delle bici top moderne e che si sono ripiegati di conseguenza sulle bici d'epoca. Secondo me non si devono vergognare di ciò, in quanto non c'è ragione perché si debba spendere migliaia di euro per una bici moderna quando si possono trovare bici "vecchie" a poco prezzo che sono altamente funzionale, ancor meglio se delle specialissime di alcuni anni in dietro. Detto ciò si deve differenziare tra l'utilizzo sensato di un mezzo vecchio ancora buono con collezionismo solo perché si parla in tutti e due i casi con mezzi vecchi. Il fatto di utilizzare un mezzo "vecchio" non è da equiparare automaticamente a collezionismo.</p><p></p><p>Ora una bici di qualità accettabile vale sempre 100 euro, non cambia che abbia 5 anni o 60 anni. Il fatto di essere vecchio non influisce di più oggi che nel passato sul valore.</p><p></p><p>Circa 7-8 anni fa, i primi bici con cambi due stecche e parigi-roubaix sono arrivati sul mercato extra-italiano da collezione. All'epoca era rarissimo vedere una di quelle bici con questi cambi al di fuori dell'Italia. I collezionisti internazionali si sono fatti la coda per accaparrarsene una ed i prezzi sono lievitati, sia che si trattava di bici DOC sia che si trattava di bici vecchie senza particolare merito di collezione. Questo in quanto c'erano davvero pochissimi venditori italiani che tenevano il contatto con i collezionisti di bici d'epoca all'estero. In parte in quanto le bici d'epoca attiravano per lo più persone di un ceto sociale meno propense ai cambi culturali con l'estero e meno capaci di mantenere i contatti una volta creati. E' solo dopo l'espansione massiccia dell'Internet e della lingua inglese in Italia che si è arrivato al punto dove non ci è più alcun difficoltà per gli italiani di inserirsi sul mercato internazionale. Ora i prezzi per queste bici sono rimasti più o meno stabili per gli esemplari DOC ma di solo circa la metà di quello che erano 5 anni fa per gli esemplari più banali. </p><p></p><p>Questa possibilità a quasi chiunque di accedere al mercato delle bici d'epoca ha due versi, un lato molto buono dove i prodotti di qualità, ovunque che siano, iniziano ad avere valori di primo ordine e si possono scambiare a livello mondiale, ma anche un lato molto brutto dove persone senza conoscenze e senza scrupoli provano a vendere prodotti a prezzi folli. </p><p></p><p>Prendiamo alcuni esempi:</p><p>- Un cambio Campagnolo Gran Sport del 1951 o del 1952 può valere ben oltre 1000 euro se è in uno stato eccezionale. Invece un cambio Campagnolo Gran Sport del 1953 non potrà quasi mai arrivare a quotazioni che oltrepassano i 200 euro, qualunque sia lo stato di conservazione. Purtroppo ho visto tanti tentativi di persone che hanno provato a vendere cambi del 1953 quali cambi del 1951 o del 1952. Contestualmente, ho purtroppo anche visto amici miei farsi prendere dalla passione e comprare cose che si sono poi rivelati non quello che credevano, a prezzi folli. E' vero che non erano obbligati a comprare a questi prezzi ma se uno ha la bici del 1952 che vuole riportare alla sua gloria originale e non ha la conoscenza totale della sua bici non è motivo per dover strapagare qualcosa. E' per questo che mi offro spesso e volentieri quale consigliere nell'acquisto di questi componenti. Infatti mi arrivano messaggi tutti i giorni da persone di questo ed altri forum che mi chiedono consiglio sui valori e sul da fare nel restauro di bici d'epoca. Secondo me è l'obbligo di quelli che hanno più conoscenze a condividere questi conoscenze onde evitare che quelli meno scrupolosi ne traggono vantaggio indebito.</p><p>- La "Cinelli" su subito: <a href="http://www.subito.it/bici-corsa-cinelli-vintage-verona-13149915.htm" target="_blank">http://www.subito.it/bici-corsa-cinelli-vintage-verona-13149915.htm</a> è un modello Cinelli di secondo rango che difficilmente sarebbe da classificare quale d'epoca, poi è montata con componenti di secondo livello. Si potrebbe pertanto guardare in due modi: confrontare la bici contro una bici moderna di pari prezzo (1000 euro) ed in quel caso sarebbe la bici moderna a vincere; oppure confrontare contro una bici davvero d'epoca ed anche qua non sarebbe la Cinelli a vincere. Se si diminuisce il prezzo ad un prezzo normale, cambia la situazione. Poi non sono io da solo a dire che il prezzo di 1000 euro sia sbagliato in quanto la bici è rimasta sul sito Subito.it per un periodo di tempo senza trovare acquirente. Posso confermare che 2 persone mi hanno interpellato in merito a questa bici per sapere se valeva la pena di acquistarla. A tutti e due ho detto che la prezzo chiesto non valeva la pena perdere tempo.</p><p>- La Masi "Prestige" <a href="http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=2247749&postcount=928" target="_blank">http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=2247749&postcount=928</a> avrebbe potuto essere un ottimo acquisto se fosse senza danno ed una Masi Prestige con vernice originale. Purtroppo NON è una Masi Prestige ed il telaio è parecchio danneggiato sul fodero orizzontale ed è stato modificato in modo abbastanza importante così da diminuire in modo massiccio il valore collezionistico e di mercato. Poi non ci sono componenti originali pertanto dal punto di vista di un collezionista si deve aggiungere una somma importante prima di avere una bici degna di collezione. Questa nei miei occhi non sarebbe una bici da raccomandare ad un collezionista principiante anche se alla lunga potrebbe rivelarsi un acquisto mirato se restaurata a regola d'arte da persona con le conoscenze e connessioni giusti. Se restaurata bene, può essere bici di alta collezione, invece se restaurata con anche il più minimo "errore" potrebbe fare perdere tutto l'investimento fatto. </p><p></p><p>Posso anche continuare con altri esempi, non per disprezzo di altri ma per permettere ad altri di comprendere meglio il ragionamento che ci sia dietro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclista statunitense, post: 2250448, member: 2361"] Io invece sono già andato sopra le righe ogni tanto e lo riconosco. A volte è fatto per portare a discutere alcuni punti fondamentali, a volte in quanto ho delle limitazioni linguistiche in italiano (soprattutto quando sono stanco od arrabbiato). Allora parliamo un po del mercato vintage. Io sono attivo nel collezionismo da oltre 20 anni ed ho seguito come i prezzi sono saliti e poi scesi, poi saliti, poi scesi e così via. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, le bici al top del mercato delle bici d'epoca NON stanno decollando affatto, il sviluppo si vede solo sul livello basso e questo non è secondo me legato al fatto di essere d'epoca ma piuttosto che i prezzi delle bici "normale" sta toccando livelli folli in quanto vi è una nuova moda che vuole che la bici sia uno sport "d'elite" come lo è stato in passato il golf od il tennis... Le bici che vengono ricercati dai collezionisti si possono dividere in due categorie abbastanza grossolane: quelle dove vi è una base logica di collezione e poi quelle dove la ricerca viene spinta da motivi illogici, per lo più legati alla moda del momento od ad altri fattori non chiari. I top della prima categoria hanno sempre mantenuto valori alti. Vi posso parlare di bici che si sono vendute 10 anni fa ad oltre 10 mila euro quando non esisteva una bici moderna che si vendeva a quei prezzi. Con queste bici ci è stato un aumento organico ma non esagerato dei valori. Questi pezzi vengano per lo più scambiati in privato tra i collezionisti, oppure tramite fornitori che agiscono da intermediari. I prezzi delle bici della seconda categoria sono sempre stati molti più difficili a capire e non si ha sempre una ragione logica nel sviluppo dei prezzi. Certe bici sono salite di valore, altri sono scesi di valore. Il valore non è per niente legato né all'età, né alla rarità, né alla bontà del prodotto, né al valore tecnologico. E' sconveniente dirlo ma per lo più, quelli che sono stati attirati di recente dalle bici d'epoca sono, per lo più, persone che non si possono permettere i prezzi delle bici top moderne e che si sono ripiegati di conseguenza sulle bici d'epoca. Secondo me non si devono vergognare di ciò, in quanto non c'è ragione perché si debba spendere migliaia di euro per una bici moderna quando si possono trovare bici "vecchie" a poco prezzo che sono altamente funzionale, ancor meglio se delle specialissime di alcuni anni in dietro. Detto ciò si deve differenziare tra l'utilizzo sensato di un mezzo vecchio ancora buono con collezionismo solo perché si parla in tutti e due i casi con mezzi vecchi. Il fatto di utilizzare un mezzo "vecchio" non è da equiparare automaticamente a collezionismo. Ora una bici di qualità accettabile vale sempre 100 euro, non cambia che abbia 5 anni o 60 anni. Il fatto di essere vecchio non influisce di più oggi che nel passato sul valore. Circa 7-8 anni fa, i primi bici con cambi due stecche e parigi-roubaix sono arrivati sul mercato extra-italiano da collezione. All'epoca era rarissimo vedere una di quelle bici con questi cambi al di fuori dell'Italia. I collezionisti internazionali si sono fatti la coda per accaparrarsene una ed i prezzi sono lievitati, sia che si trattava di bici DOC sia che si trattava di bici vecchie senza particolare merito di collezione. Questo in quanto c'erano davvero pochissimi venditori italiani che tenevano il contatto con i collezionisti di bici d'epoca all'estero. In parte in quanto le bici d'epoca attiravano per lo più persone di un ceto sociale meno propense ai cambi culturali con l'estero e meno capaci di mantenere i contatti una volta creati. E' solo dopo l'espansione massiccia dell'Internet e della lingua inglese in Italia che si è arrivato al punto dove non ci è più alcun difficoltà per gli italiani di inserirsi sul mercato internazionale. Ora i prezzi per queste bici sono rimasti più o meno stabili per gli esemplari DOC ma di solo circa la metà di quello che erano 5 anni fa per gli esemplari più banali. Questa possibilità a quasi chiunque di accedere al mercato delle bici d'epoca ha due versi, un lato molto buono dove i prodotti di qualità, ovunque che siano, iniziano ad avere valori di primo ordine e si possono scambiare a livello mondiale, ma anche un lato molto brutto dove persone senza conoscenze e senza scrupoli provano a vendere prodotti a prezzi folli. Prendiamo alcuni esempi: - Un cambio Campagnolo Gran Sport del 1951 o del 1952 può valere ben oltre 1000 euro se è in uno stato eccezionale. Invece un cambio Campagnolo Gran Sport del 1953 non potrà quasi mai arrivare a quotazioni che oltrepassano i 200 euro, qualunque sia lo stato di conservazione. Purtroppo ho visto tanti tentativi di persone che hanno provato a vendere cambi del 1953 quali cambi del 1951 o del 1952. Contestualmente, ho purtroppo anche visto amici miei farsi prendere dalla passione e comprare cose che si sono poi rivelati non quello che credevano, a prezzi folli. E' vero che non erano obbligati a comprare a questi prezzi ma se uno ha la bici del 1952 che vuole riportare alla sua gloria originale e non ha la conoscenza totale della sua bici non è motivo per dover strapagare qualcosa. E' per questo che mi offro spesso e volentieri quale consigliere nell'acquisto di questi componenti. Infatti mi arrivano messaggi tutti i giorni da persone di questo ed altri forum che mi chiedono consiglio sui valori e sul da fare nel restauro di bici d'epoca. Secondo me è l'obbligo di quelli che hanno più conoscenze a condividere questi conoscenze onde evitare che quelli meno scrupolosi ne traggono vantaggio indebito. - La "Cinelli" su subito: [url]http://www.subito.it/bici-corsa-cinelli-vintage-verona-13149915.htm[/url] è un modello Cinelli di secondo rango che difficilmente sarebbe da classificare quale d'epoca, poi è montata con componenti di secondo livello. Si potrebbe pertanto guardare in due modi: confrontare la bici contro una bici moderna di pari prezzo (1000 euro) ed in quel caso sarebbe la bici moderna a vincere; oppure confrontare contro una bici davvero d'epoca ed anche qua non sarebbe la Cinelli a vincere. Se si diminuisce il prezzo ad un prezzo normale, cambia la situazione. Poi non sono io da solo a dire che il prezzo di 1000 euro sia sbagliato in quanto la bici è rimasta sul sito Subito.it per un periodo di tempo senza trovare acquirente. Posso confermare che 2 persone mi hanno interpellato in merito a questa bici per sapere se valeva la pena di acquistarla. A tutti e due ho detto che la prezzo chiesto non valeva la pena perdere tempo. - La Masi "Prestige" [url]http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=2247749&postcount=928[/url] avrebbe potuto essere un ottimo acquisto se fosse senza danno ed una Masi Prestige con vernice originale. Purtroppo NON è una Masi Prestige ed il telaio è parecchio danneggiato sul fodero orizzontale ed è stato modificato in modo abbastanza importante così da diminuire in modo massiccio il valore collezionistico e di mercato. Poi non ci sono componenti originali pertanto dal punto di vista di un collezionista si deve aggiungere una somma importante prima di avere una bici degna di collezione. Questa nei miei occhi non sarebbe una bici da raccomandare ad un collezionista principiante anche se alla lunga potrebbe rivelarsi un acquisto mirato se restaurata a regola d'arte da persona con le conoscenze e connessioni giusti. Se restaurata bene, può essere bici di alta collezione, invece se restaurata con anche il più minimo "errore" potrebbe fare perdere tutto l'investimento fatto. Posso anche continuare con altri esempi, non per disprezzo di altri ma per permettere ad altri di comprendere meglio il ragionamento che ci sia dietro. [/QUOTE]
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