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Testo
<blockquote data-quote="Cere_" data-source="post: 6519529" data-attributes="member: 118042"><p>Per me, nel mio caso, è che con le tacchette, quei watt indicativi, li ho guadagnati nella fase dai 220° ai 0°, dove con le FLAT dovevo SPINGERE sul pedale un poco per non perdere la posizione (quindi energia sprecata, spingendo verso l'esterno posteriormente non fai girare le pedivelle), mentre con le tacchette la posizione non si sposta, quindi posso TIRARE leggermente.</p><p></p><p>L'energia spesa dei due movimenti è bene o male la stessa (stessi battiti), ma senza tacchette una parte è sprecata per tenere il piede in posizione, con le tacchette invece è spesa tutta nel girare le pedivelle.</p><p></p><p>Per me buona parte dei test che fanno mancano di un fattore importantissimo, se uno è abituato a pedalare tanto, per anni, con i flat, avrà una muscolatura ed una tecnica parecchio diversa rispetto a chi usa le tacchette, ma tutto il muscolo che ha lo può usare efficacemente con le tacchette, dato che è "specializzato" a spingere.</p><p>Inverso se metti uno che è abituato a pedalare tanto, per anni, con le tacchette, parte della sua "specializzazione" è anche nel tirare, e se lo metti sui flat, tirare non è la stessa cosa, al massimo accompagni i punti morti e scalci un pochino fino ai 220° circa, quindi utilizzerà solo una parte della propria preparazione.</p><p></p><p>Quel che conta è l'efficienza della pedalata, o per meglio dire, produrre più watt con il minor sforzo possibile e la minor perdita di prestazioni possibile al prolungare dell'allenamento.</p><p>Cosi come i watt in pianura, se devo fare 40' a bomba, senza regole, e senza nessuna salita, faccio parecchi più watt modificando la posizione in modo da ottimizzare quella pedalata, a scapito di sbilanciare la muscolatura e distruggermi il bacino.</p><p>Se voglio farmi un giro di 10 ore e 6000mt di dislivello, la posizione la rilasso un poco rispetto a quella da cronoscalata.</p><p>Eccetera.</p><p></p><p>Cosi come anche la posizione del bacino, c'è la posizione che rende più watt per poco tempo ma fa danni, la posizione che fa male solo dopo tante ore ma in cui sei leggermente meno efficiente, e la posizione in cui non fa male niente, rimani comodo e fai ancora qualche watt in meno (con tutte le vie di mezzo).</p><p></p><p>E tutto un'ottimizzare in base a quello che si vuole fare, sempre se l'ottimizzazione è un proprio interesse.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Cere_, post: 6519529, member: 118042"] Per me, nel mio caso, è che con le tacchette, quei watt indicativi, li ho guadagnati nella fase dai 220° ai 0°, dove con le FLAT dovevo SPINGERE sul pedale un poco per non perdere la posizione (quindi energia sprecata, spingendo verso l'esterno posteriormente non fai girare le pedivelle), mentre con le tacchette la posizione non si sposta, quindi posso TIRARE leggermente. L'energia spesa dei due movimenti è bene o male la stessa (stessi battiti), ma senza tacchette una parte è sprecata per tenere il piede in posizione, con le tacchette invece è spesa tutta nel girare le pedivelle. Per me buona parte dei test che fanno mancano di un fattore importantissimo, se uno è abituato a pedalare tanto, per anni, con i flat, avrà una muscolatura ed una tecnica parecchio diversa rispetto a chi usa le tacchette, ma tutto il muscolo che ha lo può usare efficacemente con le tacchette, dato che è "specializzato" a spingere. Inverso se metti uno che è abituato a pedalare tanto, per anni, con le tacchette, parte della sua "specializzazione" è anche nel tirare, e se lo metti sui flat, tirare non è la stessa cosa, al massimo accompagni i punti morti e scalci un pochino fino ai 220° circa, quindi utilizzerà solo una parte della propria preparazione. Quel che conta è l'efficienza della pedalata, o per meglio dire, produrre più watt con il minor sforzo possibile e la minor perdita di prestazioni possibile al prolungare dell'allenamento. Cosi come i watt in pianura, se devo fare 40' a bomba, senza regole, e senza nessuna salita, faccio parecchi più watt modificando la posizione in modo da ottimizzare quella pedalata, a scapito di sbilanciare la muscolatura e distruggermi il bacino. Se voglio farmi un giro di 10 ore e 6000mt di dislivello, la posizione la rilasso un poco rispetto a quella da cronoscalata. Eccetera. Cosi come anche la posizione del bacino, c'è la posizione che rende più watt per poco tempo ma fa danni, la posizione che fa male solo dopo tante ore ma in cui sei leggermente meno efficiente, e la posizione in cui non fa male niente, rimani comodo e fai ancora qualche watt in meno (con tutte le vie di mezzo). E tutto un'ottimizzare in base a quello che si vuole fare, sempre se l'ottimizzazione è un proprio interesse. [/QUOTE]
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