Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Allenamento
Alimentazione e biomeccanica
sella ISM ADAMO "road" e prostatite
Testo
<blockquote data-quote="podilato" data-source="post: 5250965" data-attributes="member: 80442"><p>Io! </p><p></p><p>Ho una ISM Adamo Peloton che ha rimpiazzato una Specialized Alias martoriata da quasi un decennio di onorato servizio; a distanza di qualche mese, la mia esperienza può essere così sintetizzata:</p><p></p><p>1. Nelle uscite lunghe ed in salita (proprio ieri: 6 ore e oltre 2000 metri di dislivello) il posteriore si trova incomparabilmente più comodo rispetto ad qualsiasi altra (almeno nello spettro di quelle da me provate) sella tradizionale. </p><p>2. La bruttezza del sellino è inversamente proporzionale alla comodità. E&#8217; inevitabile abituarsi a commenti del tipo &#8220;Cos&#8217;è quella roba?&#8221; oppure &#8220;E&#8217; da triathlon?&#8221;. Il problema è facilmente superabile poiché, nella natura stessa della funzione prima di una sella, il proprio posteriore la copre (più o meno) completamente <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p>3. Sebbene la FAQ di ISM sia piuttosto esplicita a quanto lunghe debbano essere le prime uscite, per quanto mi riguarda, al giro di collaudo mi sono adattato &#8211; la sparizione dell&#8217;effetto &#8220;sedersi su due tondini di ferro&#8221; - dopo nemmeno una trentina di chilometri. Nessun problema tornare seduto dopo lunghi fuorisella, spostamenti, cambi di posizione, etc.</p><p>4. La ricerca della posizione corretta può apparire un evento traumatico, sebbene trovo non sia più complesso dell&#8217;installazione di una qualsiasi sella nuova: tenendo presente la documentazione sul sito di ISM, il setup iniziale fatto dal meccanico di fiducia e la mia esperienza, questo è quanto posso dire:</p><p>- ISM parla di riferimento visuale (differenziato per selle performance lunghe e corte); per quanto mi riguarda quello che va messo in bolla non è la sella, bensì i suoi binari.</p><p>- Si immagini una sella convenzionale, e vi si tolga la punta (ISM parla di 5-8 cm) la si installi. Apparirà immediatamente troppo arretrata: è così che va montata (certo, una volta passato il marcatore &#8220;Max&#8221; sul binario significa che stiamo sbagliando qualcosa).</p><p>- Se &#8220;morde&#8221; l&#8217;interno coscia (specialmente quando si va in salita) è troppo avanzata, troppo alta o entrambi.</p><p>5. Nessun problema nel tornare ad una sella tradizionale da una ISM "noseless" e viceversa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="podilato, post: 5250965, member: 80442"] Io! Ho una ISM Adamo Peloton che ha rimpiazzato una Specialized Alias martoriata da quasi un decennio di onorato servizio; a distanza di qualche mese, la mia esperienza può essere così sintetizzata: 1. Nelle uscite lunghe ed in salita (proprio ieri: 6 ore e oltre 2000 metri di dislivello) il posteriore si trova incomparabilmente più comodo rispetto ad qualsiasi altra (almeno nello spettro di quelle da me provate) sella tradizionale. 2. La bruttezza del sellino è inversamente proporzionale alla comodità. E’ inevitabile abituarsi a commenti del tipo “Cos’è quella roba?” oppure “E’ da triathlon?”. Il problema è facilmente superabile poiché, nella natura stessa della funzione prima di una sella, il proprio posteriore la copre (più o meno) completamente :mrgreen: 3. Sebbene la FAQ di ISM sia piuttosto esplicita a quanto lunghe debbano essere le prime uscite, per quanto mi riguarda, al giro di collaudo mi sono adattato – la sparizione dell’effetto “sedersi su due tondini di ferro” - dopo nemmeno una trentina di chilometri. Nessun problema tornare seduto dopo lunghi fuorisella, spostamenti, cambi di posizione, etc. 4. La ricerca della posizione corretta può apparire un evento traumatico, sebbene trovo non sia più complesso dell’installazione di una qualsiasi sella nuova: tenendo presente la documentazione sul sito di ISM, il setup iniziale fatto dal meccanico di fiducia e la mia esperienza, questo è quanto posso dire: - ISM parla di riferimento visuale (differenziato per selle performance lunghe e corte); per quanto mi riguarda quello che va messo in bolla non è la sella, bensì i suoi binari. - Si immagini una sella convenzionale, e vi si tolga la punta (ISM parla di 5-8 cm) la si installi. Apparirà immediatamente troppo arretrata: è così che va montata (certo, una volta passato il marcatore “Max” sul binario significa che stiamo sbagliando qualcosa). - Se “morde” l’interno coscia (specialmente quando si va in salita) è troppo avanzata, troppo alta o entrambi. 5. Nessun problema nel tornare ad una sella tradizionale da una ISM "noseless" e viceversa. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Allenamento
Alimentazione e biomeccanica
sella ISM ADAMO "road" e prostatite
Alto
Basso