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Simoni, la forza dell'esperienza
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<blockquote data-quote="straker" data-source="post: 473254" data-attributes="member: 3459"><p>Due volte primo, due volte terzo e una volta secondo. E Gilberto Simoni ripartirà dalla piazza donore amara della passata stagione. Ventotto secondi dopo quasi 3500 chilometri di pedalate estenuanti sono un nonnulla e il gusto del fiele potrà andar via solo in caso di riscatto.</p><p>Potrebbe essere il momento giusto, il Giro adatto al Gibo. Duro, estenuante, da stambecchi. Difficile ricordarlo in cotta su una salita italiana. Certo, i 35 anni ad agosto peseranno ma la tempra e la corteccia del trentino è solida. Si diceva che gli abitanti di Palù di Giovo siano dei lottatori e Simoni adesso, Moser soprattutto prima ne sono una testimonianza eloquente.</p><p>Gibo esplode nel 99 quando sale per la prima volta sul podio. Un piazzamento che passa inosservato per i fatti di Madonna di Campiglio.</p><p>La riconferma l'anno dopo, sempre terzo. La svolta nel 2001 con la prima maglia rosa milanese. Capolavoro, semplicemente perfetto. Sette minuti e passa quanto rifila a Olano. Sette minuti, sempre e passa, anche nel 2003, l'anno del Giro Bis.</p><p>La difficile convivenza con Cunego penalizza Simoni e dopo due anni da compagni in pratica senza parlarsi, ecco arrivare il divorzio.</p><p>La strada verso il tris, per cercare di eguagliare Bartali, passa per la Spagna. La Saunier Duval Prodir fa sul serio e punto sull'esperienza del trentino.</p><p>Cambia la formazione, cambiano anche i programmi di avvicinamento. Una primavera fatta di debutti. La sua prima San Remo e due settimane fa la sua prima Liegi Bastogne Liegi. E nella Doyenne Simoni ha retto quasi sino alla fine, agile e scattante sulle varie Cotes.</p><p>Adesso le sue montagne, quelle italiane per fare la differenza e sperando di non lasciare tempo prezioso a cronometro, la sua spada di Damocle.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="straker, post: 473254, member: 3459"] Due volte primo, due volte terzo e una volta secondo. E Gilberto Simoni ripartirà dalla piazza donore amara della passata stagione. Ventotto secondi dopo quasi 3500 chilometri di pedalate estenuanti sono un nonnulla e il gusto del fiele potrà andar via solo in caso di riscatto. Potrebbe essere il momento giusto, il Giro adatto al Gibo. Duro, estenuante, da stambecchi. Difficile ricordarlo in cotta su una salita italiana. Certo, i 35 anni ad agosto peseranno ma la tempra e la corteccia del trentino è solida. Si diceva che gli abitanti di Palù di Giovo siano dei lottatori e Simoni adesso, Moser soprattutto prima ne sono una testimonianza eloquente. Gibo esplode nel 99 quando sale per la prima volta sul podio. Un piazzamento che passa inosservato per i fatti di Madonna di Campiglio. La riconferma l'anno dopo, sempre terzo. La svolta nel 2001 con la prima maglia rosa milanese. Capolavoro, semplicemente perfetto. Sette minuti e passa quanto rifila a Olano. Sette minuti, sempre e passa, anche nel 2003, l'anno del Giro Bis. La difficile convivenza con Cunego penalizza Simoni e dopo due anni da compagni in pratica senza parlarsi, ecco arrivare il divorzio. La strada verso il tris, per cercare di eguagliare Bartali, passa per la Spagna. La Saunier Duval Prodir fa sul serio e punto sull'esperienza del trentino. Cambia la formazione, cambiano anche i programmi di avvicinamento. Una primavera fatta di debutti. La sua prima San Remo e due settimane fa la sua prima Liegi Bastogne Liegi. E nella Doyenne Simoni ha retto quasi sino alla fine, agile e scattante sulle varie Cotes. Adesso le sue montagne, quelle italiane per fare la differenza e sperando di non lasciare tempo prezioso a cronometro, la sua spada di Damocle. [/QUOTE]
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