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<blockquote data-quote="AndreaMorelli" data-source="post: 947646" data-attributes="member: 6696"><p>Come avevo scritto precedente, non ricordo se in questo post od un altro. La genetica fa la differenza.... Non tutti rispondon in modo uguale. Il preparatore a volte è considerato un artista.</p><p>Deve saper miscelare in modo ottimale intensità, densità, durata e recupero per avere un risultato ottimale. Sotto un certo punto di vista bisogna cercare di produrre un carico di lavoro sempre crescene negli anni e nella stagione per ricercare adattamenti sempre a livelli maggiori (supercompensazione). Se i recuperi non sono inseriti correttamente oppure non son oadeguati si rischia l'opposto.... Inquesto processo anche il numero degli allenamenti conta e quindi dai 3 ai 5 sicuramente permette di aumentare lo stress a cui sottoponi l'organismo e quindi ti aspetti anche un livello di adattamento migliore.... Però non si migliora all'infinito.</p><p>Dalla mia esperinza a volte per gli amatori l'importante è gestire il recupero non le intensità o magari prediligere la qualità alla quantià. In fatto di carico (non riferito a sostante strane) inteso come volume totale di lavoro solitamente non ci sono problemi... sono abitutati a tirarsi il collo.. :-)</p><p>In generale la setimana tipo pasando da 3 a 5 uscite non è che alza così tanto l'intensità perchè comuqnue i giorni di scarico li inserisci comunque (e prima erano di riposo completo magari). Quindi puoi aggiungere 1 giorno circa di lavoro "VERO".</p><p>Da non scordare che molto fanno le gare che vengono usate anche come allenamento (soprattutto per le categorie maggiori). Ed ivece quando si è in stagione agonistica a meno che si preparano corse a tappe o periodi precisi di picco di forma è il recupero che va gestito (dico questo per chi si trova a fare 2-3 corse a settimana).</p><p>Per il discorso dell'intensità in generale lavorando sulla FC uno non si rende conto che di anno in anno a parità di FC "va più forte" quindi viene un po mascherato il reale miglioramento perchè non avendo magari mai misurato la potenza si tende apensare che vado come prima perchè la FC magari è molto simile all'anno precedente . Poi se guarda rispetto alla classifica dell'anno prima oppure i tempi che faceva su di una salita vede dei grossi miglioramenti.</p><p>Poi certo, sempre in funzione di quello che sono le sue possibilità.</p><p> </p><p>Dobbiamo ricordare che possiamo pensare il nostro fisico come ad un sistema che si adatta a quello che gli facciamo fare quindi in generale mettendolo in crisi (anche variando il tipo di lavoro) si riescono a superare "scogli" che prima sembravano impossibili. Certo in allenamento si è provato di tutto, con risultati migliori o peggiori. A livello scientifico ci sono pubblicazioni che danno indicazioni sulle durate e le intensità da utilizzare per l'allenamento (interval training) a seconda della qualità che voglio andare a migliorare.</p><p> </p><p>Andrea</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="AndreaMorelli, post: 947646, member: 6696"] Come avevo scritto precedente, non ricordo se in questo post od un altro. La genetica fa la differenza.... Non tutti rispondon in modo uguale. Il preparatore a volte è considerato un artista. Deve saper miscelare in modo ottimale intensità, densità, durata e recupero per avere un risultato ottimale. Sotto un certo punto di vista bisogna cercare di produrre un carico di lavoro sempre crescene negli anni e nella stagione per ricercare adattamenti sempre a livelli maggiori (supercompensazione). Se i recuperi non sono inseriti correttamente oppure non son oadeguati si rischia l'opposto.... Inquesto processo anche il numero degli allenamenti conta e quindi dai 3 ai 5 sicuramente permette di aumentare lo stress a cui sottoponi l'organismo e quindi ti aspetti anche un livello di adattamento migliore.... Però non si migliora all'infinito. Dalla mia esperinza a volte per gli amatori l'importante è gestire il recupero non le intensità o magari prediligere la qualità alla quantià. In fatto di carico (non riferito a sostante strane) inteso come volume totale di lavoro solitamente non ci sono problemi... sono abitutati a tirarsi il collo.. :-) In generale la setimana tipo pasando da 3 a 5 uscite non è che alza così tanto l'intensità perchè comuqnue i giorni di scarico li inserisci comunque (e prima erano di riposo completo magari). Quindi puoi aggiungere 1 giorno circa di lavoro "VERO". Da non scordare che molto fanno le gare che vengono usate anche come allenamento (soprattutto per le categorie maggiori). Ed ivece quando si è in stagione agonistica a meno che si preparano corse a tappe o periodi precisi di picco di forma è il recupero che va gestito (dico questo per chi si trova a fare 2-3 corse a settimana). Per il discorso dell'intensità in generale lavorando sulla FC uno non si rende conto che di anno in anno a parità di FC "va più forte" quindi viene un po mascherato il reale miglioramento perchè non avendo magari mai misurato la potenza si tende apensare che vado come prima perchè la FC magari è molto simile all'anno precedente . Poi se guarda rispetto alla classifica dell'anno prima oppure i tempi che faceva su di una salita vede dei grossi miglioramenti. Poi certo, sempre in funzione di quello che sono le sue possibilità. Dobbiamo ricordare che possiamo pensare il nostro fisico come ad un sistema che si adatta a quello che gli facciamo fare quindi in generale mettendolo in crisi (anche variando il tipo di lavoro) si riescono a superare "scogli" che prima sembravano impossibili. Certo in allenamento si è provato di tutto, con risultati migliori o peggiori. A livello scientifico ci sono pubblicazioni che danno indicazioni sulle durate e le intensità da utilizzare per l'allenamento (interval training) a seconda della qualità che voglio andare a migliorare. Andrea [/QUOTE]
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