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Granfondo
Solo business nessuna passione
Testo
<blockquote data-quote="Shinkansen" data-source="post: 6513074" data-attributes="member: 3881"><p>Senza andare tanto nello specifico - ti rimando alla discussione che ho segnalato - più iscritti significa servizio migliore. Per anni sono stato nel comitato organizzatore della Granfondo di Camogli e anche a noi sarebbe piaciuto offrire primo, secondo, dolce, caffè e ammazzacaffè, ma devi fare i conti con il tuo bacino di utenza e con quanto incassi, che sembra una cosa banale, ma sta alla base di ogni gestione economica, altrimenti l'anno dopo, col cavolo, che puoi organizzare di nuovo la gara. Ci limitavano, nel nostro piccolo, a essere flessibili al pasta party e chi voleva una seconda porzione per sé o per i familiari non dicevamo di no (anche se gli ultimi due anni abbiamo chiesto un contributo di 5 euro ai familiari che volevano mangiare, prezzo più che onesto. Partecipava uno e mangiavano in cinque.).</p><p>Più servizi vogliono dire più costi, che magari a voi iscritti non interessano, ma che servono perché se non ci sono allora scattano le lamentele del "ma non c'era questo e non c'era quello".</p><p>E i famosi <em>volontari</em> spesso non sono volontari. A qualcuno gli offri il pasta party (gli amici) ad altri dai un rimborso spese, ad altri fai il regalo a Natale, se no l'anno successivo aspetta e spera che vengono ad aiutarti.</p><p>E naturalmente tu, che ti fai un mazzo così per i permessi, per organizzare, per mettere in sicurezza il percorso, non prendi un centesimo e perdi tempo e lo rubi alla tua famiglia perché hai la riunione (la sera, perché il giorno si lavora), devi andare di qui e di là, con mille dettagli che saltano sempre fuori quando pensavi di avere tutto sotto controllo.</p><p>Soldi che ovviamente riducono l'utile della manifestazione.</p><p></p><p>Detto questo: ora, che una s.r.l. organizzi una gara e ci voglia guadagnare mi sembra il minimo. Sei tu che devi valutare il servizio e il rapporto qualità/prezzo in relazione al percorso. Alla MdD giocano sulle Dolomiti, spettacolo unico, e la gente fa la fila per esserci. Ora è diventato un evento mondiale dove ci vuoi essere. Ma la sostanza non cambia.</p><p>È un business. E allora? Ti piace, vuoi partecipare? Paghi quanto richiesto. Se la tua passione (termine ampio che sottintende un'emozione il più delle volte abusata e che vuol dire: «Voglio divertirmi e non pagare un cazzo.») non ti permette di spendere quei 100 euro amen. Puoi andarci in uno degli altri 364 giorni dell'anno e farti il percorso. Ma non è gara. Vuoi fare la gara e avere la strada libera e il tempo cronometrato? Paghi.</p><p></p><p>E non è che la passione (mi riallaccio ad un intervento precedente) non tocca il portafogli quando devi comprare una superbici da 4 chili («Ho fatto una pazzia, ma è davvero una bomba.») e al contrario lo tocca, quando l'organizzatore di chiede 100 euro per un servizio di prim'ordine e gridi allo scandalo. E magari hai fatto la pazzia per la superbici quando sei in sovrappeso di 10 chili e il massimo a cui puoi aspirare è arrivare a metà classifica e una bici da 1.500 euro soddisferebbe ampiamente le tue aspettative sportive. Ognuno i soldi li spende come vuole, se li ha, ma allo stesso tempo non deve indignarsi per i prezzi delle granfondo. Allo stesso modo gli organizzatori chiedono ciò che per loro è giusto e se il mercato li premia c'è poco da fare: hanno ragione loro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Shinkansen, post: 6513074, member: 3881"] Senza andare tanto nello specifico - ti rimando alla discussione che ho segnalato - più iscritti significa servizio migliore. Per anni sono stato nel comitato organizzatore della Granfondo di Camogli e anche a noi sarebbe piaciuto offrire primo, secondo, dolce, caffè e ammazzacaffè, ma devi fare i conti con il tuo bacino di utenza e con quanto incassi, che sembra una cosa banale, ma sta alla base di ogni gestione economica, altrimenti l'anno dopo, col cavolo, che puoi organizzare di nuovo la gara. Ci limitavano, nel nostro piccolo, a essere flessibili al pasta party e chi voleva una seconda porzione per sé o per i familiari non dicevamo di no (anche se gli ultimi due anni abbiamo chiesto un contributo di 5 euro ai familiari che volevano mangiare, prezzo più che onesto. Partecipava uno e mangiavano in cinque.). Più servizi vogliono dire più costi, che magari a voi iscritti non interessano, ma che servono perché se non ci sono allora scattano le lamentele del "ma non c'era questo e non c'era quello". E i famosi [I]volontari[/I] spesso non sono volontari. A qualcuno gli offri il pasta party (gli amici) ad altri dai un rimborso spese, ad altri fai il regalo a Natale, se no l'anno successivo aspetta e spera che vengono ad aiutarti. E naturalmente tu, che ti fai un mazzo così per i permessi, per organizzare, per mettere in sicurezza il percorso, non prendi un centesimo e perdi tempo e lo rubi alla tua famiglia perché hai la riunione (la sera, perché il giorno si lavora), devi andare di qui e di là, con mille dettagli che saltano sempre fuori quando pensavi di avere tutto sotto controllo. Soldi che ovviamente riducono l'utile della manifestazione. Detto questo: ora, che una s.r.l. organizzi una gara e ci voglia guadagnare mi sembra il minimo. Sei tu che devi valutare il servizio e il rapporto qualità/prezzo in relazione al percorso. Alla MdD giocano sulle Dolomiti, spettacolo unico, e la gente fa la fila per esserci. Ora è diventato un evento mondiale dove ci vuoi essere. Ma la sostanza non cambia. È un business. E allora? Ti piace, vuoi partecipare? Paghi quanto richiesto. Se la tua passione (termine ampio che sottintende un'emozione il più delle volte abusata e che vuol dire: «Voglio divertirmi e non pagare un cazzo.») non ti permette di spendere quei 100 euro amen. Puoi andarci in uno degli altri 364 giorni dell'anno e farti il percorso. Ma non è gara. Vuoi fare la gara e avere la strada libera e il tempo cronometrato? Paghi. E non è che la passione (mi riallaccio ad un intervento precedente) non tocca il portafogli quando devi comprare una superbici da 4 chili («Ho fatto una pazzia, ma è davvero una bomba.») e al contrario lo tocca, quando l'organizzatore di chiede 100 euro per un servizio di prim'ordine e gridi allo scandalo. E magari hai fatto la pazzia per la superbici quando sei in sovrappeso di 10 chili e il massimo a cui puoi aspirare è arrivare a metà classifica e una bici da 1.500 euro soddisferebbe ampiamente le tue aspettative sportive. Ognuno i soldi li spende come vuole, se li ha, ma allo stesso tempo non deve indignarsi per i prezzi delle granfondo. Allo stesso modo gli organizzatori chiedono ciò che per loro è giusto e se il mercato li premia c'è poco da fare: hanno ragione loro. [/QUOTE]
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