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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 6514273" data-attributes="member: 7692"><p>Sarebbe da vedere: certo se uno la vive come una rinuncia e avrebbe voluto esserci, fa fatica a digerirla.</p><p>Ma se in quelle date si trova ugualmente il modo di essere felici attraverso la bici, allora i conti tornano.</p><p></p><p>La mia ultima, anzi le ultime granfondo sono state nel 2013.</p><p>La Magnifica in Romagna, una roba da pazzi che partiva da Forlì e arrivava nelle Marche fino al Cippo Carpegna con molti tratti in sterrato veramente epici e arrivo nel velodromo di Forlì. Una gara dura e affascinante nello stesso tempo che ti portava nel cuore della Romagna, quello vero.</p><p>Ebbene, non l'hanno più ripetuta perché non ci stavano dentro con i costi.</p><p></p><p>L'altra è stata la Prosecco, gara dura per i continui strappi e saliscendi, posti magnifici. Tutta fatta sotto la pioggia battente, pacco gara splendido, ristoro finale in una villa '800 con piatti cucinati dalla scuola alberghiera. In un ristoro durante la gara ti servivano ostriche e prosecco.</p><p></p><p>Ebbene, la Prosecco ormai da anni, ma lo era anche allora, è diventato un evento. E ora non ci sono più classifiche, nulla di che. Ora si cerca di far pedalare e coccolare il ciclista facendogli scoprire il territorio.</p><p></p><p>Forse sono pessimista, forse realista, ma il modello attuale può andare avanti solo se i ciclisti si comportano come pecoroni, e purtroppo per ora mi pare che accada. Mi piacerebbe vedere più consapevolezza nei ciclisti, nelle scelte. E mi piacerebbe vedere comitati di GF che si pongano il problema che il ciclista non sia solo un pollo da spennare, ma un qualcosa da coccolare, persone da fidelizzare pensando che quello è importante, e non che tanto 10.000 iscritti li si farà comunque.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 6514273, member: 7692"] Sarebbe da vedere: certo se uno la vive come una rinuncia e avrebbe voluto esserci, fa fatica a digerirla. Ma se in quelle date si trova ugualmente il modo di essere felici attraverso la bici, allora i conti tornano. La mia ultima, anzi le ultime granfondo sono state nel 2013. La Magnifica in Romagna, una roba da pazzi che partiva da Forlì e arrivava nelle Marche fino al Cippo Carpegna con molti tratti in sterrato veramente epici e arrivo nel velodromo di Forlì. Una gara dura e affascinante nello stesso tempo che ti portava nel cuore della Romagna, quello vero. Ebbene, non l'hanno più ripetuta perché non ci stavano dentro con i costi. L'altra è stata la Prosecco, gara dura per i continui strappi e saliscendi, posti magnifici. Tutta fatta sotto la pioggia battente, pacco gara splendido, ristoro finale in una villa '800 con piatti cucinati dalla scuola alberghiera. In un ristoro durante la gara ti servivano ostriche e prosecco. Ebbene, la Prosecco ormai da anni, ma lo era anche allora, è diventato un evento. E ora non ci sono più classifiche, nulla di che. Ora si cerca di far pedalare e coccolare il ciclista facendogli scoprire il territorio. Forse sono pessimista, forse realista, ma il modello attuale può andare avanti solo se i ciclisti si comportano come pecoroni, e purtroppo per ora mi pare che accada. Mi piacerebbe vedere più consapevolezza nei ciclisti, nelle scelte. E mi piacerebbe vedere comitati di GF che si pongano il problema che il ciclista non sia solo un pollo da spennare, ma un qualcosa da coccolare, persone da fidelizzare pensando che quello è importante, e non che tanto 10.000 iscritti li si farà comunque. [/QUOTE]
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