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SRAM ha citato in giudizio l'UCI per le restrizioni sui rapporti
Testo
<blockquote data-quote="4x16" data-source="post: 7753649" data-attributes="member: 22819"><p>Quindi una associazione, una unione, indipendente che si preoccupa (con soluzioni più o meno discutibili/campate in aria) della sicurezza dei ciclisti nelle competizioni che stila dei regolamenti e modifica con l'avanzare delle tecnologie, dovrebbe sottostare ai diktat di una azienda? Mi chiedo che senso abbia di esistere allora.....ogni decisione che prende è subissata di critiche (non rispondo spesso su questo argomento ma vi leggo) ora una causa per una semplice test sul campo......se fossi nell'UCI vi direi "fate quel razzo che volete" poi però non lamentatevi se il ciclismo diventa una bolgia dove regna l'anarchia più assoluta!!!</p><p></p><p>Ma questa causa è un po' lo specchio della società moderna, sempre meno tollerante alle regole, sempre meno tolleranza a organi di controllo, Sram nel ciclismo, attivisti vari nella società, ogniuno vuole fare quello che vuole perché si sente nel giusto in nome sempre della libertà, di parola, di pensiero, di impresa......va tutto bene finché non mi tocchi nel vivo, va bene ed è giusto ma sempre nel giardino degli altri!!! Se Sram è così sicura dell'innovazione dei suoi prodotti non dovrebbe aver nessun timore, se poi il popolo ciclista corre dietro ai pro e non alle proprie vere esigenze non è un problema dell'UCI....se pogi usa piega da 38 pedivelle da 165 corone da 55 e pignoni da 10/11 non li uso anche io perché "li usa pogi" io guardo alle mie esigenza, ci sarà un 10% di amatori evoluti che si avvicina ai pro e che traggono vantaggio dalle loro soluzioni ma il 90% di noi se avesse una bici rim com cavi esterni e cambio meccanico con una piega dimensionata per la loro misura spalle avrebbe le medesime prestazioni della bici super figa com elettronici/disco e piega da puffi!!!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="4x16, post: 7753649, member: 22819"] Quindi una associazione, una unione, indipendente che si preoccupa (con soluzioni più o meno discutibili/campate in aria) della sicurezza dei ciclisti nelle competizioni che stila dei regolamenti e modifica con l'avanzare delle tecnologie, dovrebbe sottostare ai diktat di una azienda? Mi chiedo che senso abbia di esistere allora.....ogni decisione che prende è subissata di critiche (non rispondo spesso su questo argomento ma vi leggo) ora una causa per una semplice test sul campo......se fossi nell'UCI vi direi "fate quel razzo che volete" poi però non lamentatevi se il ciclismo diventa una bolgia dove regna l'anarchia più assoluta!!! Ma questa causa è un po' lo specchio della società moderna, sempre meno tollerante alle regole, sempre meno tolleranza a organi di controllo, Sram nel ciclismo, attivisti vari nella società, ogniuno vuole fare quello che vuole perché si sente nel giusto in nome sempre della libertà, di parola, di pensiero, di impresa......va tutto bene finché non mi tocchi nel vivo, va bene ed è giusto ma sempre nel giardino degli altri!!! Se Sram è così sicura dell'innovazione dei suoi prodotti non dovrebbe aver nessun timore, se poi il popolo ciclista corre dietro ai pro e non alle proprie vere esigenze non è un problema dell'UCI....se pogi usa piega da 38 pedivelle da 165 corone da 55 e pignoni da 10/11 non li uso anche io perché "li usa pogi" io guardo alle mie esigenza, ci sarà un 10% di amatori evoluti che si avvicina ai pro e che traggono vantaggio dalle loro soluzioni ma il 90% di noi se avesse una bici rim com cavi esterni e cambio meccanico con una piega dimensionata per la loro misura spalle avrebbe le medesime prestazioni della bici super figa com elettronici/disco e piega da puffi!!! [/QUOTE]
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