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<blockquote data-quote="AndreaMorelli" data-source="post: 900110" data-attributes="member: 6696"><p>In salita si utilizzano anche muscoli che sui rulli non vengono stimolati. Mi riferisco a quelli del tronco e delle braccia. Questo fa innalzare la frequenza cardiaca. I rulli, anche i migliori, cercano di riprodurre quello che succede su strada in salita, ma si avvicinano sempre a condizioni di pianura.</p><p> </p><p></p><p> </p><p>Le SFR sono state studiate per essere un lavoro di potenziamento in regime aerobico. Originariamente si basavano sulla freqeunza cardiaca. Il fatto di utilizzare la potenza permette di quantificare melglio, ma qui ci si trova di fornte ue scuole di pensiero diverse: la prima che dice che poichè la FC è un indice del carico interno è meglio monitorare quella, mentre la seconda che dice che poichè alla fine conta la potenza sviluppata (il lavoro) è meglio monitorare quella. Probabilmente la strada milgiore sta nel mezzo. Nel senso che utilizzando la potenza posso quantificare meglio il carico di lavoro però la FC mi permette di capire quando il mio fisico risponde in modo alterato all'allenamento (esempio quando non mi sale la FC). Ciò che è facile notare, in dipendenza poi dell'allenamento del soggetto, è che quando si è in condizione di steady state (stato stazionario) ad un carico costante la FC tendenzialmente continua a salire.... questo potrebbe essere dovuto a questioni come la componente lenta del consumo di ossigeno influenzata da variabili fisiologiche come la temperatura corporea, l'accumulo di acido lattico ed il pagamento del debito di ossigeno.</p><p>Potrebbe quindi essere che l'intensità è leggermente elevata e quindi ripetuta dopo ripetuta il carico interno aumenta.</p><p> </p><p> </p><p></p><p> </p><p>L'allenameto è un processo molto complesso costituito da un mix di variabili che alternano intesità e recupero. Se si segue la metodologia classica delle SRF si inizia con un carico in termini di durata e di recupero base tipo 4-6x1' con recupero fisso a 2'. Poi di settimana in settimana si aumenta il numero fino ad 8 da 1' dopodiche si aumenta la durata fino a 4-5' col recupero che resta fisso a 2'. E' un metodo. Poichè ogni soggetto risponde in modo differente da un altro è possibile variare singolarmente il lavoro o mixare in modo differente durata-numero-ripetute per ottenere effetti allenanti sempre diversi. Non ci sono a mi o avviso studi che facciano vedere differenze per quello che riguarda il lavoro con le SFR rispetto alla densità oppure alla intensità. Da un punto di vista logico se per intensità si intende una FC oppure una potenza in watt poichè questo tipo di esercitazione è nata come sviluppo di forza in condizioni "aerobiche" l'intensità dovrebbe essere sempre quella del lungo-medio sia se guardo la FC che la potenza.</p><p> </p><p> </p><p></p><p> </p><p>Sembrerebbe un lavoro di resistenza specifico ad una intensità che viene indicata come "valore di rottura" e credo che sia o un problema di resistenza alla soglia oppure dovuto ai continui cambi di ritmo (rilanci e fughe) caratteristici delle corse in circuito. Sicuramente lavori "oltre soglia" di questo tipo, se ben calibrati per intensità e durata possono essere utili, per migliorare sia il massimo consumo di ossigeno che la soglia e la capacità di lavorare con concentrazioni di acido lattico elevate. Per quello che riguarda le andature da valori "su strada" oppure in laboratorio penso che è possibile con esercitazioni specifiche (anche durante l'allenamento settimanale) eseguire dei test molto attendibili tenendo presente che altri parametri invece sarebbe meglio valutarli in condizioni "più controllate" come in laboratorio.</p><p> </p><p> </p><p>Andrea</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="AndreaMorelli, post: 900110, member: 6696"] In salita si utilizzano anche muscoli che sui rulli non vengono stimolati. Mi riferisco a quelli del tronco e delle braccia. Questo fa innalzare la frequenza cardiaca. I rulli, anche i migliori, cercano di riprodurre quello che succede su strada in salita, ma si avvicinano sempre a condizioni di pianura. Le SFR sono state studiate per essere un lavoro di potenziamento in regime aerobico. Originariamente si basavano sulla freqeunza cardiaca. Il fatto di utilizzare la potenza permette di quantificare melglio, ma qui ci si trova di fornte ue scuole di pensiero diverse: la prima che dice che poichè la FC è un indice del carico interno è meglio monitorare quella, mentre la seconda che dice che poichè alla fine conta la potenza sviluppata (il lavoro) è meglio monitorare quella. Probabilmente la strada milgiore sta nel mezzo. Nel senso che utilizzando la potenza posso quantificare meglio il carico di lavoro però la FC mi permette di capire quando il mio fisico risponde in modo alterato all'allenamento (esempio quando non mi sale la FC). Ciò che è facile notare, in dipendenza poi dell'allenamento del soggetto, è che quando si è in condizione di steady state (stato stazionario) ad un carico costante la FC tendenzialmente continua a salire.... questo potrebbe essere dovuto a questioni come la componente lenta del consumo di ossigeno influenzata da variabili fisiologiche come la temperatura corporea, l'accumulo di acido lattico ed il pagamento del debito di ossigeno. Potrebbe quindi essere che l'intensità è leggermente elevata e quindi ripetuta dopo ripetuta il carico interno aumenta. L'allenameto è un processo molto complesso costituito da un mix di variabili che alternano intesità e recupero. Se si segue la metodologia classica delle SRF si inizia con un carico in termini di durata e di recupero base tipo 4-6x1' con recupero fisso a 2'. Poi di settimana in settimana si aumenta il numero fino ad 8 da 1' dopodiche si aumenta la durata fino a 4-5' col recupero che resta fisso a 2'. E' un metodo. Poichè ogni soggetto risponde in modo differente da un altro è possibile variare singolarmente il lavoro o mixare in modo differente durata-numero-ripetute per ottenere effetti allenanti sempre diversi. Non ci sono a mi o avviso studi che facciano vedere differenze per quello che riguarda il lavoro con le SFR rispetto alla densità oppure alla intensità. Da un punto di vista logico se per intensità si intende una FC oppure una potenza in watt poichè questo tipo di esercitazione è nata come sviluppo di forza in condizioni "aerobiche" l'intensità dovrebbe essere sempre quella del lungo-medio sia se guardo la FC che la potenza. Sembrerebbe un lavoro di resistenza specifico ad una intensità che viene indicata come "valore di rottura" e credo che sia o un problema di resistenza alla soglia oppure dovuto ai continui cambi di ritmo (rilanci e fughe) caratteristici delle corse in circuito. Sicuramente lavori "oltre soglia" di questo tipo, se ben calibrati per intensità e durata possono essere utili, per migliorare sia il massimo consumo di ossigeno che la soglia e la capacità di lavorare con concentrazioni di acido lattico elevate. Per quello che riguarda le andature da valori "su strada" oppure in laboratorio penso che è possibile con esercitazioni specifiche (anche durante l'allenamento settimanale) eseguire dei test molto attendibili tenendo presente che altri parametri invece sarebbe meglio valutarli in condizioni "più controllate" come in laboratorio. Andrea [/QUOTE]
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