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<blockquote data-quote="Orsodelpacifico" data-source="post: 7659752" data-attributes="member: 52181"><p>La differenza concettuale è chiara: le regole esistono per essere rispettate. Il regolamento UCI prevede infatti che la geometria della bici, entro certi limiti, possa essere parametrizzata in funzione delle misure e della postura dell’atleta. L’omologa, pur comportando costi e qualche “menata” in più, è oggi possibile – e se cercate le omologhe di THEFALCON e X23, noterete che:</p><ul> <li data-xf-list-type="ul"><strong>A)</strong> L’omologa vale sia per strada che per pista;</li> <li data-xf-list-type="ul"><strong>B)</strong> Sono registrate con due misure A2C differenti;</li> <li data-xf-list-type="ul"><strong>C)</strong> Sono in taglia custom (e non sono le uniche: anche le UKSI, e se ricordo bene le Walker, sono custom).</li> </ul><p>Sì, sono dei prototipi, fatti uno ad uno. La “seconda” affermazione è falsa, mentre la “prima” è vera: per l’omologa si depositano i test (non i FEM o i test ISO) su tutto il pacchetto. Noi sappiamo esattamente come vanno, dopo 3 anni di sviluppo su pista e nelle criterium su strada, con atleti che oggi fanno parte del progetto oppure corrono altrove, ma che con il THEFALCON 300 hanno vinto criterium in tutta Europa. Certo, non li usano i pro nel world tour – perché non siamo un’azienda da numeri. Mi fa persino ridere pensare a noi come “azienda”: siamo un laboratorio capace di produrre ciò che sviluppiamo, e non possiamo sponsorizzare nessuno nemmeno con un componente. Heidemann, l’ASHAA, Ritzinger, Elia e altri hanno pagato per le nostre soluzioni – altri nomi, altri no.</p><p></p><p>Quello che dico è: invece di lamentarvi come “bambini” con gli asterischi, perché non venite a conoscerci e a vedere chi siamo, cosa stiamo facendo, con chi e per chi? Siamo di fronte a un velodromo dove, tra qualità e difetti, l’unica certezza è che <strong>qui dentro TUTTI sanno quello che fanno</strong>.</p><p></p><p>Quando ti trovi solo a lottare contro i giganti, vorresti sentire almeno un minimo di supporto – non “vendo la mia bici di riferimento per un FALCON”, ma almeno non credere a due persone pagate per far ridere! Pensate a un PhD in chimica organica, a dottori aerodinamici specializzati in fisiologia umana che pubblicano fatti con scritto “0W=fastest” come se scrivessero per capre.</p><p></p><p>Io non credo che voi ciclisti, i miei colleghi progettisti o costruttori siate capre – li rispetto tutti, perché ognuno segue la propria strada. Io ho scelto la mia: ho preferito scrivere il <strong>performance manifesto</strong> piuttosto che fare webinar per vendere prodotti e far crescere l’azienda. Se qualcuno vuole obiettare, smentire o giudicare, sarò felicissimo di farlo, senza luoghi comuni e senza opinioni non supportate da fatti concreti e spiegazioni approfondite.</p><p></p><p>Il video di Obree con Simon Smart lo trovate qui:</p><p>[MEDIA=facebook]2109465652411959[/MEDIA]</p><p>Sono venti minuti ben spesi, con due geni che hanno sempre pensato fuori dagli schemi. Sto lavorando a una versione sottotitolata del video – e, tra l’altro, Graeme sembra un belga fiammingo che parla inglese credendo sia tedesco – ma la metafora del Loch Ness all’inizio è davvero da brividi.</p><p></p><p>Sarebbe bello vedere più gente di questo stampo e meno feticisti del watt o del grammo, che giudicano una bici basandosi esclusivamente su “chi la usa”.</p><p></p><p></p><p></p><p>Con affetto – anche se mi hai dato del ******* :-)</p><p></p><p>rO_</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Orsodelpacifico, post: 7659752, member: 52181"] La differenza concettuale è chiara: le regole esistono per essere rispettate. Il regolamento UCI prevede infatti che la geometria della bici, entro certi limiti, possa essere parametrizzata in funzione delle misure e della postura dell’atleta. L’omologa, pur comportando costi e qualche “menata” in più, è oggi possibile – e se cercate le omologhe di THEFALCON e X23, noterete che: [LIST] [*][B]A)[/B] L’omologa vale sia per strada che per pista; [*][B]B)[/B] Sono registrate con due misure A2C differenti; [*][B]C)[/B] Sono in taglia custom (e non sono le uniche: anche le UKSI, e se ricordo bene le Walker, sono custom). [/LIST] Sì, sono dei prototipi, fatti uno ad uno. La “seconda” affermazione è falsa, mentre la “prima” è vera: per l’omologa si depositano i test (non i FEM o i test ISO) su tutto il pacchetto. Noi sappiamo esattamente come vanno, dopo 3 anni di sviluppo su pista e nelle criterium su strada, con atleti che oggi fanno parte del progetto oppure corrono altrove, ma che con il THEFALCON 300 hanno vinto criterium in tutta Europa. Certo, non li usano i pro nel world tour – perché non siamo un’azienda da numeri. Mi fa persino ridere pensare a noi come “azienda”: siamo un laboratorio capace di produrre ciò che sviluppiamo, e non possiamo sponsorizzare nessuno nemmeno con un componente. Heidemann, l’ASHAA, Ritzinger, Elia e altri hanno pagato per le nostre soluzioni – altri nomi, altri no. Quello che dico è: invece di lamentarvi come “bambini” con gli asterischi, perché non venite a conoscerci e a vedere chi siamo, cosa stiamo facendo, con chi e per chi? Siamo di fronte a un velodromo dove, tra qualità e difetti, l’unica certezza è che [B]qui dentro TUTTI sanno quello che fanno[/B]. Quando ti trovi solo a lottare contro i giganti, vorresti sentire almeno un minimo di supporto – non “vendo la mia bici di riferimento per un FALCON”, ma almeno non credere a due persone pagate per far ridere! Pensate a un PhD in chimica organica, a dottori aerodinamici specializzati in fisiologia umana che pubblicano fatti con scritto “0W=fastest” come se scrivessero per capre. Io non credo che voi ciclisti, i miei colleghi progettisti o costruttori siate capre – li rispetto tutti, perché ognuno segue la propria strada. Io ho scelto la mia: ho preferito scrivere il [B]performance manifesto[/B] piuttosto che fare webinar per vendere prodotti e far crescere l’azienda. Se qualcuno vuole obiettare, smentire o giudicare, sarò felicissimo di farlo, senza luoghi comuni e senza opinioni non supportate da fatti concreti e spiegazioni approfondite. Il video di Obree con Simon Smart lo trovate qui: [MEDIA=facebook]2109465652411959[/MEDIA] Sono venti minuti ben spesi, con due geni che hanno sempre pensato fuori dagli schemi. Sto lavorando a una versione sottotitolata del video – e, tra l’altro, Graeme sembra un belga fiammingo che parla inglese credendo sia tedesco – ma la metafora del Loch Ness all’inizio è davvero da brividi. Sarebbe bello vedere più gente di questo stampo e meno feticisti del watt o del grammo, che giudicano una bici basandosi esclusivamente su “chi la usa”. Con affetto – anche se mi hai dato del ******* :-) rO_ [/QUOTE]
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