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<blockquote data-quote="frejus82" data-source="post: 4580467" data-attributes="member: 12711"><p>se posso dare un'opinione in merito a fare una cosa del genere si rischiano di introdurre ulteriori errori più che benefici</p><p></p><p>infatti gli studi fatti (magari quando ho tempo ne posto qualcuno) dimostrano che a livelli diversi di intensità il bilanciamento tra i 2 arti cambia, come pure cambia a diversi livelli di stanchezza dell'atleta.</p><p></p><p>quindi:</p><p>- se prendi una media delle differenze tra gamba dx e sx in alcuni momenti questa media correggerà l'errore...ma in altri momenti addirittura aumenterà questo errore andando a compensare una differenza che non andrebbe compensata</p><p></p><p>- se invece l'algoritmo fosse un po' più complesso e tenesse conto delle differenze tra una gamba e l'altra in varie intensità, la cosa potrebbe essere un po' più interessante, ma anche qui mi sembra molto molto difficile da tenere in considerazione l'effetto stanchezza, così come il fatto che il passaggio tra un bilanciamento e l'altro al variare dell'intensità non sempre è lineare e prevedibile.</p><p></p><p>in sintesi mi sembra una proposta molto molto difficile da realizzare, se non irrealizzabile, a mio avviso molto meglio prendere una gamba di riferimento e lavorare su quella con dati certi che voler andare a mette in piedi un'architettura matematica per avere dati ipotetici...a quel punto meglio prendere un misuratore indiretto che è la stessa cosa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="frejus82, post: 4580467, member: 12711"] se posso dare un'opinione in merito a fare una cosa del genere si rischiano di introdurre ulteriori errori più che benefici infatti gli studi fatti (magari quando ho tempo ne posto qualcuno) dimostrano che a livelli diversi di intensità il bilanciamento tra i 2 arti cambia, come pure cambia a diversi livelli di stanchezza dell'atleta. quindi: - se prendi una media delle differenze tra gamba dx e sx in alcuni momenti questa media correggerà l'errore...ma in altri momenti addirittura aumenterà questo errore andando a compensare una differenza che non andrebbe compensata - se invece l'algoritmo fosse un po' più complesso e tenesse conto delle differenze tra una gamba e l'altra in varie intensità, la cosa potrebbe essere un po' più interessante, ma anche qui mi sembra molto molto difficile da tenere in considerazione l'effetto stanchezza, così come il fatto che il passaggio tra un bilanciamento e l'altro al variare dell'intensità non sempre è lineare e prevedibile. in sintesi mi sembra una proposta molto molto difficile da realizzare, se non irrealizzabile, a mio avviso molto meglio prendere una gamba di riferimento e lavorare su quella con dati certi che voler andare a mette in piedi un'architettura matematica per avere dati ipotetici...a quel punto meglio prendere un misuratore indiretto che è la stessa cosa. [/QUOTE]
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