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Bici e telai
Acciaio
T-Red Rea acciaio
Testo
<blockquote data-quote="Mardot" data-source="post: 7337259" data-attributes="member: 8422"><p>Questa logica funziona solo quando è applicabile, e l'applicabilità dipende dalla natura del prodotto.</p><p></p><p>Se il prodotto, ad esempio, fosse un automobile, oppure un telefonino, dove i componenti provengono da una serie di fornitori che a loro volta hanno degli stardard di un certo livello e il costruttore si occupa dell'assemblaggio, allora questa logica si potrebbe applicare ad occhi chiusi.</p><p></p><p>Se il prodotto, invece, ha una componente esageratamente sproporzionata di lavoro manuale e semi-manuale, come è un telaio in acciaio di una bicicletta, allora questa regola non è assolutamente applicabile, anzi se a costruire il telaio sono io, te o topolino FA LA DIFFERENZA.</p><p></p><p>Perché chi conosce a fondo il ciclo di fabbricazione di un telaio in acciaio sa quali sono le singole fasi costruttive e l'importanza che in ogni singola fase hanno:</p><p>- le attrezzature del telaista</p><p>- la mano del telaista</p><p>- l'esperienza del telaista (telai prodotti)</p><p></p><p>Che il telaio me lo disegni al CAD mio cuggino appassionato di strutture, piuttosto che Romolo Stanco piuttosto che l'ing. Nr. 1 della Nasa, posso anche disinteressarmene (se quanto meno sono in grado di leggere un disegno geometrico quotato), mentre devo assolutamente essere sicuro che il lavoro poi lo faccia Tizio e non Caio, se mi piace come lavora Tizio e non mi piace come lavora Caio.</p><p></p><p>Discorso diverso, come è già stato detto in altre discussioni, negli anni 80-90 dove la produzione dei telai era massiva, c'erano terzisti ovunque, ed il livello di tutti tendeva sempre a migliorarsi, a quel punto dopo pochi anni era difficile che i terzisti di Colnago di Pinarello ecc.... non fossero all'altezza.</p><p></p><p>Ma oggi non è più così, oggi ci sono soggetti che saldano 4 telai all'anno (se va bene) e di sicuro il loro background non è paragonabile a quello di chi ne produce molti di più e di vario tipo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Mardot, post: 7337259, member: 8422"] Questa logica funziona solo quando è applicabile, e l'applicabilità dipende dalla natura del prodotto. Se il prodotto, ad esempio, fosse un automobile, oppure un telefonino, dove i componenti provengono da una serie di fornitori che a loro volta hanno degli stardard di un certo livello e il costruttore si occupa dell'assemblaggio, allora questa logica si potrebbe applicare ad occhi chiusi. Se il prodotto, invece, ha una componente esageratamente sproporzionata di lavoro manuale e semi-manuale, come è un telaio in acciaio di una bicicletta, allora questa regola non è assolutamente applicabile, anzi se a costruire il telaio sono io, te o topolino FA LA DIFFERENZA. Perché chi conosce a fondo il ciclo di fabbricazione di un telaio in acciaio sa quali sono le singole fasi costruttive e l'importanza che in ogni singola fase hanno: - le attrezzature del telaista - la mano del telaista - l'esperienza del telaista (telai prodotti) Che il telaio me lo disegni al CAD mio cuggino appassionato di strutture, piuttosto che Romolo Stanco piuttosto che l'ing. Nr. 1 della Nasa, posso anche disinteressarmene (se quanto meno sono in grado di leggere un disegno geometrico quotato), mentre devo assolutamente essere sicuro che il lavoro poi lo faccia Tizio e non Caio, se mi piace come lavora Tizio e non mi piace come lavora Caio. Discorso diverso, come è già stato detto in altre discussioni, negli anni 80-90 dove la produzione dei telai era massiva, c'erano terzisti ovunque, ed il livello di tutti tendeva sempre a migliorarsi, a quel punto dopo pochi anni era difficile che i terzisti di Colnago di Pinarello ecc.... non fossero all'altezza. Ma oggi non è più così, oggi ci sono soggetti che saldano 4 telai all'anno (se va bene) e di sicuro il loro background non è paragonabile a quello di chi ne produce molti di più e di vario tipo. [/QUOTE]
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