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tacchette, da bdc a MTB
Testo
<blockquote data-quote="AndreaMorelli" data-source="post: 943974" data-attributes="member: 6696"><p>Sono contento che anche altri siano arrivati più o meno alle mie conclusioni. Una cosa che mi differenzia è che il numero di scarpe a me non interessa in quanto le tabelle di riferimento sono molto, ma molto, ma molto indicative.... infatti a partià di numero di scarpa (e quindi lunghezza del piede) ci sono grosse differenze nella lunghezza dell'avanpiede/retropiede (dita lunghe, dita minute), conformazione del piede...</p><p> </p><p>Il discorso dell'angolo di inversione/eversione del piede viene spesso trascurato oppure si arriva ad una posizione corretta per prove ed errori. Siamo ancora lontani da avere un sistema che permetta una regolazione della tacchetta veramente ottimale, ma ci sono dispositivi che permettono di andare a "vedere" come il soggetto naturalmente posiziona il piede. Negli anni in cui i pedali a gabbietta e cinghietto vennero sostituiti da quelli "moderni", ossia nel 1985 quando Look con Hinault presento il suo prototipo (che venne usato poi da Hinault al Tour del 1985 e poi da Hinault e LeMond nel 1986) forse le limitazioni tecniche (o scelte costruttive) permisero di costurire pedali a tacchetta fissa (le attuali nere per intenderci). E veniva imposto un angolo più o meno corretto di pedalata. Ben presto ci si rese conto che le problematiche articolari (soprattutto ginocchio) erano all'ordine del giorno.....</p><p>Oggi la tendenza è quella di rispecchiare il naturale atteggiamento del piede del soggetto anche se a volte le misure imposte dai costruttori creano non pochi problemi (larghezza di pedalata, piuttosto che problemi di strisciamento sulle pedivelle o nei foderi posteriori con i malleoli o i talloni).</p><p>Personalmente utilizzo uno strumentino semplicissimo per calcolare l'angolo di apertura (eversione del piede) ed in media l'angolo di riferimento è di circa 4-6° (tallone più interno). Ci sono soggetti che però presentano differenze tra un piede e l'altro e poi hanno degli angoli molto differenti da quello sopra riportato; tipo 8°-10° oppure 0°-2°. </p><p>Da un punto di vista metodologico comunque l'utilizzo delle tacchette fisse sarebbe sconsigliabile perchè durante la pedalata SEMPRE si creano dei momenti torsionali a carico delle articolazioni e nella maggior parte dei casi si scaricano a livello del ginocchio creando problemi.</p><p>In alcuni casi e' necessaria una valutazione un po più approfondità, che si può fare con uno struemento particolare che permette durante la pedalata di trovare il punto "neutro" di apertura del piede. Questo tipo di analisi preferisco proporla a chi ha problemi particolari (soprattutto inserzionali lateralmente o posteriormente al ginocchio) oppure a chi necessita un posizionamento molto preciso perchè vuole a tutti i costi utilizzare le tacchette fisse c'è lo svantaggio che non tutte le tacchette in commercio sono compatibili. Le tacchette mobili (rosse) o semi mobili (grigie) per quanto riguarda i pedali look oppure sistemi diversi come il bioperformance di time o speedplay permettono</p><p>varie regolazioni e solitamente coprono la richiesta di circa l'70%-80% dei clienti. Anche perchè molte volte si guarda il millimetro a livello di arretraemnto della tacchetta e poi l'altezza sella è fuori di cm...</p><p> </p><p> </p><p>Andrea</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="AndreaMorelli, post: 943974, member: 6696"] Sono contento che anche altri siano arrivati più o meno alle mie conclusioni. Una cosa che mi differenzia è che il numero di scarpe a me non interessa in quanto le tabelle di riferimento sono molto, ma molto, ma molto indicative.... infatti a partià di numero di scarpa (e quindi lunghezza del piede) ci sono grosse differenze nella lunghezza dell'avanpiede/retropiede (dita lunghe, dita minute), conformazione del piede... Il discorso dell'angolo di inversione/eversione del piede viene spesso trascurato oppure si arriva ad una posizione corretta per prove ed errori. Siamo ancora lontani da avere un sistema che permetta una regolazione della tacchetta veramente ottimale, ma ci sono dispositivi che permettono di andare a "vedere" come il soggetto naturalmente posiziona il piede. Negli anni in cui i pedali a gabbietta e cinghietto vennero sostituiti da quelli "moderni", ossia nel 1985 quando Look con Hinault presento il suo prototipo (che venne usato poi da Hinault al Tour del 1985 e poi da Hinault e LeMond nel 1986) forse le limitazioni tecniche (o scelte costruttive) permisero di costurire pedali a tacchetta fissa (le attuali nere per intenderci). E veniva imposto un angolo più o meno corretto di pedalata. Ben presto ci si rese conto che le problematiche articolari (soprattutto ginocchio) erano all'ordine del giorno..... Oggi la tendenza è quella di rispecchiare il naturale atteggiamento del piede del soggetto anche se a volte le misure imposte dai costruttori creano non pochi problemi (larghezza di pedalata, piuttosto che problemi di strisciamento sulle pedivelle o nei foderi posteriori con i malleoli o i talloni). Personalmente utilizzo uno strumentino semplicissimo per calcolare l'angolo di apertura (eversione del piede) ed in media l'angolo di riferimento è di circa 4-6° (tallone più interno). Ci sono soggetti che però presentano differenze tra un piede e l'altro e poi hanno degli angoli molto differenti da quello sopra riportato; tipo 8°-10° oppure 0°-2°. Da un punto di vista metodologico comunque l'utilizzo delle tacchette fisse sarebbe sconsigliabile perchè durante la pedalata SEMPRE si creano dei momenti torsionali a carico delle articolazioni e nella maggior parte dei casi si scaricano a livello del ginocchio creando problemi. In alcuni casi e' necessaria una valutazione un po più approfondità, che si può fare con uno struemento particolare che permette durante la pedalata di trovare il punto "neutro" di apertura del piede. Questo tipo di analisi preferisco proporla a chi ha problemi particolari (soprattutto inserzionali lateralmente o posteriormente al ginocchio) oppure a chi necessita un posizionamento molto preciso perchè vuole a tutti i costi utilizzare le tacchette fisse c'è lo svantaggio che non tutte le tacchette in commercio sono compatibili. Le tacchette mobili (rosse) o semi mobili (grigie) per quanto riguarda i pedali look oppure sistemi diversi come il bioperformance di time o speedplay permettono varie regolazioni e solitamente coprono la richiesta di circa l'70%-80% dei clienti. Anche perchè molte volte si guarda il millimetro a livello di arretraemnto della tacchetta e poi l'altezza sella è fuori di cm... Andrea [/QUOTE]
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