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<blockquote data-quote="bach7" data-source="post: 7761523" data-attributes="member: 30490"><p>Io mi soffermerei sulle ultime considerazioni: gli sprinter che a causa delle loro caratteristiche (non parliamo di altezza e peso) non possono proprio "seguire" ciò che fanno gli altri.</p><p></p><p>Ho un caro amico che partecipa a studi simili. Si tratta di tesi per master e dottorati, qualcosa viene anche pubblicata. Nel suo caso è il terzo studio a cui partecipa, e con lui ci confrontiamo spesso sui dati che emergono. I soggetti testati sono ragazzi sotto i 30 anni , ottimi atleti ma non parliamo di professionisti (alcuni fanno triathlon per esempio).</p><p></p><p>Ciò che emerge è innanzitutto grande variabilità dei risultati ottenuti tra i vari soggetti. E come è facilmente intuibile, minore è il livello (ma parliamo di atleti ben sopra i 4 watt per kg), maggiore la variabilità.</p><p></p><p>Certamente non è semplice per una persona "normale" fare questi test, che possono durare anche 3 mesi. Provate a pensare cosa si prova a fare una sessione molto intensa su un rullo con una maschera attaccata al volto...</p><p></p><p>e ne consegue che molto probabilmente a livello wt, per atleti con caratteristiche simili, avremo differenze sempre più ridotte.</p><p></p><p>ritornando al video, queste sono informazioni non nuove. e infatti sempre al termine del video individuano come sviluppi futuri il corretto apporto di energia, in funzione del tempo di bisogno, lasciando intuire che oggi si tende a immettere "troppo" in funzione del limite dell'assorbimento.</p><p></p><p>è probabilmente qui che si sono fatti passi da gigante, perché, passatemi la battuta che rubo a un altro, "il prossimo studio lo facciamo analizzando dopo quanto tempo agli amatori scappa dopo l'assunzione di 150g di carbo...".</p><p></p><p>è indubbio che i prof riescano ad adattarsi a questi nuovi protocolli di assunzione, in un certo senso si stanno "allenando" per limitare le problematiche.</p><p></p><p>che il "segreto" di pogacar risieda qui però lo escluderei...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bach7, post: 7761523, member: 30490"] Io mi soffermerei sulle ultime considerazioni: gli sprinter che a causa delle loro caratteristiche (non parliamo di altezza e peso) non possono proprio "seguire" ciò che fanno gli altri. Ho un caro amico che partecipa a studi simili. Si tratta di tesi per master e dottorati, qualcosa viene anche pubblicata. Nel suo caso è il terzo studio a cui partecipa, e con lui ci confrontiamo spesso sui dati che emergono. I soggetti testati sono ragazzi sotto i 30 anni , ottimi atleti ma non parliamo di professionisti (alcuni fanno triathlon per esempio). Ciò che emerge è innanzitutto grande variabilità dei risultati ottenuti tra i vari soggetti. E come è facilmente intuibile, minore è il livello (ma parliamo di atleti ben sopra i 4 watt per kg), maggiore la variabilità. Certamente non è semplice per una persona "normale" fare questi test, che possono durare anche 3 mesi. Provate a pensare cosa si prova a fare una sessione molto intensa su un rullo con una maschera attaccata al volto... e ne consegue che molto probabilmente a livello wt, per atleti con caratteristiche simili, avremo differenze sempre più ridotte. ritornando al video, queste sono informazioni non nuove. e infatti sempre al termine del video individuano come sviluppi futuri il corretto apporto di energia, in funzione del tempo di bisogno, lasciando intuire che oggi si tende a immettere "troppo" in funzione del limite dell'assorbimento. è probabilmente qui che si sono fatti passi da gigante, perché, passatemi la battuta che rubo a un altro, "il prossimo studio lo facciamo analizzando dopo quanto tempo agli amatori scappa dopo l'assunzione di 150g di carbo...". è indubbio che i prof riescano ad adattarsi a questi nuovi protocolli di assunzione, in un certo senso si stanno "allenando" per limitare le problematiche. che il "segreto" di pogacar risieda qui però lo escluderei... [/QUOTE]
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