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<blockquote data-quote="UsPostalService" data-source="post: 5306668" data-attributes="member: 49989"><p>Riporto solamente per dare un significato ai brutti gesti visti da 2 settimane a questa parte (compreso oggi).</p><p></p><p>(dopo i Pirenei)</p><p>«Sono a disagio a commentare quanto sto vedendo», ha ripetuto più volte Jalabert. «Quello che sta facendo Froome va contro ogni logica», gli fa eco Vasseur.</p><p></p><p>«Poi, se uno scellerato prepara un secchiello pieno di urina, e attende sotto il sole la maglia gialla per ricoprirlo di improperi e gli tira il suo liquido organico in faccia non dobbiamo domandarci come mai certe cose accadono, perché noi abbiamo una responsabilità e soprattutto abbiamo il dovere di raccontare il vero, non instillare il dubbio». </p><p>A dirlo è Silvio Martinello, 52 anni, ex collega di Jalabert e Vasseur.</p><p></p><p>«Quando erano corridori li ho sentiti con le mie orecchie che si lamentavano dei giornalisti, dei loro giudizi "tranchant" e della loro superficialità. Bene, premesso che i giornalisti sono tanti e ognuno risponde di quello che fa, io resto basito a sentire dei commenti così duri da due ex colleghi e arrivo a dire che sono due irresponsabili. Io non ho avuto modo di sentire i loro commenti, ma quando è esplosa la polemica e le agenzie hanno cominciato a rilanciare le loro opinioni, sono andato a risentirmele in rete. Non credevo alle mie orecchie».</p><p></p><p>Silvio Martinello non ha alcun problema a dire che la mano sul fuoco non la metterebbe per nessuno, ma assicura in ogni caso, che oggi la musica è radicalmente cambiata. «Io ho la fedina sportiva pulita, ma ho corso in un determinato momento storico del ciclismo e questo va detto, se non ricordato, anche ai miei due cari ex colleghi. Oggi i controlli sono massicci, barare non dico che sia impossibile, ma molto difficile. Non si può sposare l'assioma: chi va forte è dopato. Questi sono commenti inopportuni e volgari. Dietro a Froome c'è lavoro, organizzazione e ricerca».</p><p>«Chris va forte da mesi: ha vinto la Vuelta Andalusia, terzo al Romandia, primo al Delfinato. Non trovo giusto che la maglia gialla si debba difendere, saranno le autorità competenti a dire se questo corridore è pulito e credibile e fino a prova contraria per me resta pulito e credibile. Non crediamo a questo sport? Pensiamo che siano tutti dopati? Allora conviene andare a casa. Ad incominciare da Jalabert e Vasseur».</p><p></p><p></p><p></p><p>Tutti i brutti gesti visti sono dovuti principalmente a quei 2 ex dopati di Jalabert e Vasseur.</p><p>Questo solo per sottolineare quanto i media influenzino i tifosi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="UsPostalService, post: 5306668, member: 49989"] Riporto solamente per dare un significato ai brutti gesti visti da 2 settimane a questa parte (compreso oggi). (dopo i Pirenei) «Sono a disagio a commentare quanto sto vedendo», ha ripetuto più volte Jalabert. «Quello che sta facendo Froome va contro ogni logica», gli fa eco Vasseur. «Poi, se uno scellerato prepara un secchiello pieno di urina, e attende sotto il sole la maglia gialla per ricoprirlo di improperi e gli tira il suo liquido organico in faccia non dobbiamo domandarci come mai certe cose accadono, perché noi abbiamo una responsabilità e soprattutto abbiamo il dovere di raccontare il vero, non instillare il dubbio». A dirlo è Silvio Martinello, 52 anni, ex collega di Jalabert e Vasseur. «Quando erano corridori li ho sentiti con le mie orecchie che si lamentavano dei giornalisti, dei loro giudizi "tranchant" e della loro superficialità. Bene, premesso che i giornalisti sono tanti e ognuno risponde di quello che fa, io resto basito a sentire dei commenti così duri da due ex colleghi e arrivo a dire che sono due irresponsabili. Io non ho avuto modo di sentire i loro commenti, ma quando è esplosa la polemica e le agenzie hanno cominciato a rilanciare le loro opinioni, sono andato a risentirmele in rete. Non credevo alle mie orecchie». Silvio Martinello non ha alcun problema a dire che la mano sul fuoco non la metterebbe per nessuno, ma assicura in ogni caso, che oggi la musica è radicalmente cambiata. «Io ho la fedina sportiva pulita, ma ho corso in un determinato momento storico del ciclismo e questo va detto, se non ricordato, anche ai miei due cari ex colleghi. Oggi i controlli sono massicci, barare non dico che sia impossibile, ma molto difficile. Non si può sposare l'assioma: chi va forte è dopato. Questi sono commenti inopportuni e volgari. Dietro a Froome c'è lavoro, organizzazione e ricerca». «Chris va forte da mesi: ha vinto la Vuelta Andalusia, terzo al Romandia, primo al Delfinato. Non trovo giusto che la maglia gialla si debba difendere, saranno le autorità competenti a dire se questo corridore è pulito e credibile e fino a prova contraria per me resta pulito e credibile. Non crediamo a questo sport? Pensiamo che siano tutti dopati? Allora conviene andare a casa. Ad incominciare da Jalabert e Vasseur». Tutti i brutti gesti visti sono dovuti principalmente a quei 2 ex dopati di Jalabert e Vasseur. Questo solo per sottolineare quanto i media influenzino i tifosi. [/QUOTE]
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