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<blockquote data-quote="zanza85" data-source="post: 6851838" data-attributes="member: 35520"><p>Mi sento di riprendere questo messaggio, il cui contenuto condivido e sottoscrivo, per segnalare a tal proposito che, contrariamente a quanto viene fatto nel 99% dei casi su forum/social/amicizie/etc. anche in un video di GCN Italia (purtroppo andare a ritrovare il link non è cosa semplice) gli stessi Maranga/Brambo (che, per inciso, è biomeccanico) consigliavano, nel dubbio o nel caso ci si trovasse "a metà strada" con le proprie misure antropometriche, per tutti coloro che non fanno agonismo, ma semplici amatori/appassionati, di propendere per la taglia immediatamente più grande piuttosto che per quella più piccola.</p><p></p><p>Scelta, questa, votata ad una maggior comodità/relax e praticata da loro stessi nella loro vita da ciclisti post-professionisti. Anche Giorgione, come riportato da da [USER=71301]@gushle[/USER] illustrava le ragioni di questa "tesi" nel fatto che troppo spesso tendiamo a basare le nostre scelte su quanto fatto dai c.d. pro, tralasciando che questi ultimi abbiano, rispetto a noi comuni mortali, un'abitudine a stare in sella, un'elasticità del fisico, delle necessità aerodinamiche, etc. che gli consentono/impongono di avere delle posizioni in bici molto più estreme. A titolo di esempio, sempre Giorgio diceva che è perfettamente inutile prendere un telaio piccolo, con conseguenti pipa lunga, ampio dislivello sella/manubrio, etc. se poi non si è fisicamente in grado di restare in presa bassa per più di 10 minuti consecutivi: tanto vale prenderlo più grande e con una posizione meno estrema e più rilassata.</p><p></p><p>Non so se nello stesso video o in un altro, una considerazione aggiuntiva che veniva fatta, sempre in tema, è che dei biomeccanici e del posizionamento in sella perfetto hanno a tutti gli effetti molta più necessità gli appassionati/amatori che i professionisti i quali, in conseguenza proprio della loro flessibilità/adattabilità spropositatamente maggiore della nostra, si possono concedere "il lusso" di pedalare in posizioni mediamente nettamente peggiori o scorrette senza che questo gli comporti il benchè minimo fastidio/dolore/infiammazione quando noi poveri diavoli, se abbiamo la tacchetta sinistra fuori di 0,023° ci si intorpidisce la clavicola destra e ci si ottura il padiglione auricolare sinistro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="zanza85, post: 6851838, member: 35520"] Mi sento di riprendere questo messaggio, il cui contenuto condivido e sottoscrivo, per segnalare a tal proposito che, contrariamente a quanto viene fatto nel 99% dei casi su forum/social/amicizie/etc. anche in un video di GCN Italia (purtroppo andare a ritrovare il link non è cosa semplice) gli stessi Maranga/Brambo (che, per inciso, è biomeccanico) consigliavano, nel dubbio o nel caso ci si trovasse "a metà strada" con le proprie misure antropometriche, per tutti coloro che non fanno agonismo, ma semplici amatori/appassionati, di propendere per la taglia immediatamente più grande piuttosto che per quella più piccola. Scelta, questa, votata ad una maggior comodità/relax e praticata da loro stessi nella loro vita da ciclisti post-professionisti. Anche Giorgione, come riportato da da [USER=71301]@gushle[/USER] illustrava le ragioni di questa "tesi" nel fatto che troppo spesso tendiamo a basare le nostre scelte su quanto fatto dai c.d. pro, tralasciando che questi ultimi abbiano, rispetto a noi comuni mortali, un'abitudine a stare in sella, un'elasticità del fisico, delle necessità aerodinamiche, etc. che gli consentono/impongono di avere delle posizioni in bici molto più estreme. A titolo di esempio, sempre Giorgio diceva che è perfettamente inutile prendere un telaio piccolo, con conseguenti pipa lunga, ampio dislivello sella/manubrio, etc. se poi non si è fisicamente in grado di restare in presa bassa per più di 10 minuti consecutivi: tanto vale prenderlo più grande e con una posizione meno estrema e più rilassata. Non so se nello stesso video o in un altro, una considerazione aggiuntiva che veniva fatta, sempre in tema, è che dei biomeccanici e del posizionamento in sella perfetto hanno a tutti gli effetti molta più necessità gli appassionati/amatori che i professionisti i quali, in conseguenza proprio della loro flessibilità/adattabilità spropositatamente maggiore della nostra, si possono concedere "il lusso" di pedalare in posizioni mediamente nettamente peggiori o scorrette senza che questo gli comporti il benchè minimo fastidio/dolore/infiammazione quando noi poveri diavoli, se abbiamo la tacchetta sinistra fuori di 0,023° ci si intorpidisce la clavicola destra e ci si ottura il padiglione auricolare sinistro. [/QUOTE]
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