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Cina e dintorni
Telaio in Carbonio no brand
Testo
<blockquote data-quote="JamesHunt" data-source="post: 7063411" data-attributes="member: 145528"><p>Guarda se acquisto una Trek e mi si apre in due dopo un mese come minimo ho la garanzia. Se mi faccio male ho anche qualcuno a cui dire grazie e magari farmi pagare due danni, magari non io direttamente ma la mia polizza infortuni ad esempio.</p><p></p><p>Ti posso però garantire che so come sono i telai cloni. Un ragazzo con cui ho corso dagli esordienti agli under 23 oggi ha un negozio dI ciclismo e vende prodotti Made in Cina a suo marchio. I famosi telai open. Sapendo della mia grande passione per i compositi e per la tecnologia mi ha fatto vedere alcune sezioni e alcune lavorazioni grezze dei suoi telai. Buona o meno, parliamo dì merce seria, lavorata, testata e sicura. Io continuo a non essere convinto dei controlli qualità dì queste aziende “open” rispetto alle grandi aziende ma lui mi assicura che sono sempre dalla parte della ragione. I telai vengono comunque ulteriormente controllati qui in Italia per non perdere tempo a montare roba fallata, cosa che mi diceva essere successo in passato. Si usano liquidi e lampade particolari che evidenziano problematiche congenite.</p><p></p><p>E cosa che non sapevo lui ha accesso a svariati modelli ”no brand“ su cui scegliere dallo stesso importatore. Non solo, ci sono anche modelli che non tratta in quanto sono arrivati feedback pessimi, in particolare su telai tanto leggeri. Mi diceva che altri li usano senza problemi tanto difficilmente si arriva al limite. Insomma è cambiato il mondo da quando si andava tutti alla fabbrica Gios o Olmo a fare le bici su misura nelle categorie giovanili. </p><p></p><p>Mi ha anche fatto vedere alcune immagini dì falsi o cloni e nella mia ignoranza ho visto cose agghiaccianti. Anche perché mi è stato spiegato che determinati telai famosi non sono facili da riprodurre. Posto che la lavorazione del carbonio è palesemente “improvvisata” si ricorre a stratagemmi più o meno pericolosi come rinforzi in alluminio nella serie sterzo semplicemente incollata o a rinforzi dì fibra applicati alla carlona. Ed erano tutti telai non sezionati, ma rotti. Immagini raccolte da lui o da colleghi. In sostanza, visto che nessuno dì questi era sporco dì sangue, semplicemente tanti soldi gettati da gente che sperava dì fare “l’affare”.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="JamesHunt, post: 7063411, member: 145528"] Guarda se acquisto una Trek e mi si apre in due dopo un mese come minimo ho la garanzia. Se mi faccio male ho anche qualcuno a cui dire grazie e magari farmi pagare due danni, magari non io direttamente ma la mia polizza infortuni ad esempio. Ti posso però garantire che so come sono i telai cloni. Un ragazzo con cui ho corso dagli esordienti agli under 23 oggi ha un negozio dI ciclismo e vende prodotti Made in Cina a suo marchio. I famosi telai open. Sapendo della mia grande passione per i compositi e per la tecnologia mi ha fatto vedere alcune sezioni e alcune lavorazioni grezze dei suoi telai. Buona o meno, parliamo dì merce seria, lavorata, testata e sicura. Io continuo a non essere convinto dei controlli qualità dì queste aziende “open” rispetto alle grandi aziende ma lui mi assicura che sono sempre dalla parte della ragione. I telai vengono comunque ulteriormente controllati qui in Italia per non perdere tempo a montare roba fallata, cosa che mi diceva essere successo in passato. Si usano liquidi e lampade particolari che evidenziano problematiche congenite. E cosa che non sapevo lui ha accesso a svariati modelli ”no brand“ su cui scegliere dallo stesso importatore. Non solo, ci sono anche modelli che non tratta in quanto sono arrivati feedback pessimi, in particolare su telai tanto leggeri. Mi diceva che altri li usano senza problemi tanto difficilmente si arriva al limite. Insomma è cambiato il mondo da quando si andava tutti alla fabbrica Gios o Olmo a fare le bici su misura nelle categorie giovanili. Mi ha anche fatto vedere alcune immagini dì falsi o cloni e nella mia ignoranza ho visto cose agghiaccianti. Anche perché mi è stato spiegato che determinati telai famosi non sono facili da riprodurre. Posto che la lavorazione del carbonio è palesemente “improvvisata” si ricorre a stratagemmi più o meno pericolosi come rinforzi in alluminio nella serie sterzo semplicemente incollata o a rinforzi dì fibra applicati alla carlona. Ed erano tutti telai non sezionati, ma rotti. Immagini raccolte da lui o da colleghi. In sostanza, visto che nessuno dì questi era sporco dì sangue, semplicemente tanti soldi gettati da gente che sperava dì fare “l’affare”. [/QUOTE]
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