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<blockquote data-quote="CiccioneInBici" data-source="post: 7177785" data-attributes="member: 88220"><p>E' presto detto: il marketing, soprattutto in settori che sconfinano nel collezionismo e godono della compulsività dei clienti, tende a imporre standard via via mutevoli e, possibilmente, sempre più costosi. In questa che voi disk jokey <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_biggrin.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":-)xxxx" title="Icon Biggrin :-)xxxx" data-shortname=":-)xxxx" /> chiamate <em>solita diatriba</em> c'è la tristezza di veder rivoluzionati i cataloghi e spariti tanti componenti rim, a fronte delle seguenti novità:</p><p>1) allo stato attuale dell'arte, che è notevole ormai, una migliore frenatura che su strada proprio non serve, mentre serve certamente in mtb anche per la presenza di sporcizia;</p><p>2) complessità strutturali del telaio e dei montaggi (alloggiamenti e complessità delle gauine interne, riempimento circuito idraulico) che definirei talvolta imbarazzanti;</p><p>3) maggior peso;</p><p>4) ulteriore gravame economico dovuto all'impiego di altre ruote rispetto alla "vecchie" ruote rim;</p><p>5) sostituzione frequente delle piastrine, quando è tanto se i pattini si cambiano ogni 2 anni;</p><p>6) ruote che per la presenza dei dischi devono rivedere il loro assemblaggio (fine dell'anteriore simmetrico e fine delle raggiature radiali sul posteriore non drive);</p><p>7) impossibilità di rovesciare la bici senza sversare l'olio (non so quanti lo sanno);</p><p>8) rimontaggio delle ruote più complesso;</p><p>9) delicatezza dei dischi che solo a guardarli si piegano.</p><p>... e sono certo che qualcuno ha da aggiungere...</p><p></p><p>In questo quadro, forse non è vano fare resistenza a questo che, ritengo, alimenta un atteggiamento ingenuo da parte di chi vede solo la novità per la novità, senza accendere un dubbio sulla fondatezza di certe proposte.</p><p><strong>Anche a me le novità piacciono, ma devono convincermi, sennò mi sento preso per il culo.</strong></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="CiccioneInBici, post: 7177785, member: 88220"] E' presto detto: il marketing, soprattutto in settori che sconfinano nel collezionismo e godono della compulsività dei clienti, tende a imporre standard via via mutevoli e, possibilmente, sempre più costosi. In questa che voi disk jokey :-)xxxx chiamate [I]solita diatriba[/I] c'è la tristezza di veder rivoluzionati i cataloghi e spariti tanti componenti rim, a fronte delle seguenti novità: 1) allo stato attuale dell'arte, che è notevole ormai, una migliore frenatura che su strada proprio non serve, mentre serve certamente in mtb anche per la presenza di sporcizia; 2) complessità strutturali del telaio e dei montaggi (alloggiamenti e complessità delle gauine interne, riempimento circuito idraulico) che definirei talvolta imbarazzanti; 3) maggior peso; 4) ulteriore gravame economico dovuto all'impiego di altre ruote rispetto alla "vecchie" ruote rim; 5) sostituzione frequente delle piastrine, quando è tanto se i pattini si cambiano ogni 2 anni; 6) ruote che per la presenza dei dischi devono rivedere il loro assemblaggio (fine dell'anteriore simmetrico e fine delle raggiature radiali sul posteriore non drive); 7) impossibilità di rovesciare la bici senza sversare l'olio (non so quanti lo sanno); 8) rimontaggio delle ruote più complesso; 9) delicatezza dei dischi che solo a guardarli si piegano. ... e sono certo che qualcuno ha da aggiungere... In questo quadro, forse non è vano fare resistenza a questo che, ritengo, alimenta un atteggiamento ingenuo da parte di chi vede solo la novità per la novità, senza accendere un dubbio sulla fondatezza di certe proposte. [B]Anche a me le novità piacciono, ma devono convincermi, sennò mi sento preso per il culo.[/B] [/QUOTE]
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